Pax Tibi, il Carnevale della Pace

Pax Tibi,
il Carnevale della Pace

Sulla scia di Zanzotto e Fellini

Gianni De Luigi

Il regista Gianni De Luigi esplora i territori della Serenissima attraverso un folgorante progetto per Venezia che punta a fare «un po' di chiarezza in questa città delle nebbie», complice l'utilizzo dei comici «contro i guasti di tutte le guerre»

Leone di Venezia (Wikipedia / Araldicacivica.it)

VENEZIA - Inevitabile immagino sarà il pensiero di chi leggerà questa mia ampia riflessione, testimonianza, proposta. «Ecco gli esclusi hanno sempre l'ardire di criticare e giudicare disprezzando tutto ciò che si realizza senza la loro partecipazione». Certo in parte è vero: non mi sottraggo alla realtà dei sentimenti. Ma non posso accecarmi, vedo e confronto. Ho pensato di farmi accompagnare in questa passeggiata da un grande poeta scomparso pochi giorni dopo aver compiuto novanta anni; Andrea Zanzotto, con il suo Sull'Altopiano e Prose Varie. Così mescolerò i suoi pensieri scritti nel 1983, osservazioni, abbozzi, spunti, annotazioni e proposte inascoltate. Così come la mia per il Carnevale del 2005 (dal 22 gennaio all'8 febbraio) ancora attualissimo.

Zanzotto dichiara «frusto consumato dall'uso, logoro il Carnevale di Venezia» non bisogna dimenticare che quando si tratti del Carnevale di Venezia si entra automaticamente in un mare magnum di luoghi comuni, di rifritture, di convinzioni stantie, alla formazione delle quali ha contribuito una lunghissima tradizione teatrale, operistica, letteraria ecc. L'unica reinvezione attendibile del Carnevale Veneziano è stata quella che Federico Fellini ha proposto all'inizio del suo Casanova. Insuperato esempio di riscoperta e insieme dilatazione fantastica, compiute quasi attraverso una discesa nell'incoscio collettivo di una venezianità intesa come portatrice di un universale e ambiguo mito«Materno femminile». Si innesta qui la mia riproposta, assumendomi la responsabilità delle idee, del progetto e programma ancora dormiente nello studio di notaio.

«PAX TIBI» (come recita il libro aperto sostenuto dal leone alato, simbolo della città). Carnevale Di Venezia Serenissima-Genius Loci. Carnevale Di Venezia e non A Venezia che recuperi e potenzi, insieme alla qualità degli spettacoli, l'unicità, l'originalità e l'autenticità della manifestazione, cioè la venezianità. Intesa non tanto in senso provinciale quanto come espressione della storia e della cultura, passata-presente-futura della città, creata ed elaborata dalla città stessa. Proiettata sul grande scenario internazionale, mondiale. «Per una cultura della rappresentazione».

Trovo giusto fare un po' di chiarezza in questa città delle nebbie, oscurata dal traffico turistico a formicaio. «Pax Tibi» prevede innanzi tutto l'accesso alla città, secondo il principio che in ogni tempio e luogo di pellegrinaggio il fedele turista e cittadino avrebbe diritto ad un entrata sacrale e bella, in quanto la porta è essa stessa un riassunto del Tempio. Il Carnevale è rito di passaggio,induce lo spettatore ad uno stato contemplativo,iniziandolo allo sguardo, ironicamente vestito di una maschera di Pace per tutta la sua visita alla città anfibia e Serenissima. La stazione di Santa Lucia dovrebbe accogliere con piccoli spettacoli e informazioni, indicazioni dei luoghi dove avvengono gli eventi e come raggungerli, con degli attori guida, senza sottrarre il piacere a chi vuole perdersi. Così al Tronchetto una tensostruttura come era il PalaFenice,per spettacoli circensi interattivi.. Non solo sponsor ma anche finanziamenti dai nuovi mecenati insediati in Canal Grande, come François Pinault Palazzo Grassi Punta Della Dogana, Prada Ca' Corner, Benetton Fontego dei Tedeschi, Calle Vallaresso ecc. che padroneggiano più di un industria e usano la città come vetrina! Inseguo il Carnevale,il Redentore, la Regata Storica e oggi la Coppa America, perché questa città potrebbe insegnare al mondo la Bellezza la pace, il pensare. Non mi spaventano le categorie dominanti, dai tassisti agli albergatori, gondolieri, mascherai, banchettari con i loro cappelli da Harry-Potter senza magia: credo sia venuto il momento di acculturarli e forse scopriranno nel vortice-abisso degli euro che le vacanze alle Maldive non hanno più senso. Forse vorrebbero essere rinchiusi in un isola esotica per diventare famosi e si sono dimenticati che questa città è fatta di isole.

La Pace nel Carnevale è la vera trasgressione! Ancora una volta gli antichi ci insegnano i simboli e noi non sappiamo evolverli nel tempo futuro. Carnevale di Pace con le sue (maschere di pace) per lanciare, anche dalla festa, un messaggio di riflessione sui guasti di tutte le guerre. Gran Cavalchina di Pace degli Ambasciatori e Corpo Consolare del Mondo al Gran Teatro la Fenice, Foyer e sale Apollinee con spettacoli, danze, giochi, buffet. Comici contro la Guerra. Le armi della comicità contro quelle che uccidono,attori comici di varie nazionalità contro tutte le guerre. Indagine sulle moderne etichette date alla peggior invenzione umana, la Guerra, chirurgica, umanitaria, asimmetrica, per la democrazia. Come dice Zanzotto, molti dei fenomeni sociopolitici hanno assunto un carattere e un andamento carnevalesco, anche nelle forme apparentemente più tragiche. La stessa questione atomica, proprio perché giocata su elementi simbolici e addirittura ludici (essendo impensabile il vero conflitto per le sue conseguenze catastrofiche per tutti) ha assunto forme vagamente carnevalesche, tanto che si parla di «armi di teatro» e che le parate militari, mettendo in mostra la diabolica fantasia della produzione di armi inadoperabili, assomigliano sempre più a sfilate di carri allegorici. Anche nel mondo del terrorismo, della droga ecc. spira l'aria di un funebre carnevale, non meno che nella gestione del potere.

Il Re del Carnevale, inscindibile doppio di ogni re. Di ciò i popoli più avveduti (basterà ricordare i Romani e appunto i Veneziani) ebbero piena coscienza; e il buffone che mai non mancava nei cortei di trionfo dei Cesari ne è la più acuta manifestazione. Ma quali Dogi dalle teste sanguinanti potrebbero accettare il trionfo di un re che governa con una «clownerie di barzellette» che incarna autocarnevalizzazione, come giullare e buffone? Sofferente di priapismo competitivo? Non credo sia solo una questione di soldi è una questione di IDEE e di con-senso.

La mia idea la riproporrò perché ce n'è bisogno per la città futura. Il Carnevale trasgressione delle leggi è legge per trasformazione mentre noi abbiamo bisogno di transustanziazione. Il volo della colombina non sarà mai come il Turco che risale dall'acqua al cielo. Solo sterco di colombi può portare come volo della colombina divi tv. Mi affaccio nel sessantacinquesimo anno di vita al canale della Giudecca; lo sguardo orizzontale abbraccia la Città mentre navi Gardaland mi fanno capire che dovrò continuare a lottare.

Ottobre, 2011