Piccola guida al Lido di Venezia

Piccola guida
al Lido di Venezia

La storia dell'isola
in undici deliziosi saggi di Robin Saikia

Luca Colferai

Una piccola guida monografica (in inglese) ripercorre con grande dovizia di particolari la lunga e sonnacchiosa storia del Lido, dalla selvaggia antichità alle glorie della Serenissima, passando per i fasti alla moda della modernità. Storia e piaceri, pettegolezzi e genialità si rincorrono in una lettura affascinante.

Robin Saikia, The Venice Lido (Blue Guide, 2011).

"Tre cose non dovete assolutamente fare: - fu il commiato monitorio del professore di disegno all'autore e un compagno di gita che restavano ancora per una notte a Venezia, mentre il resto della scolaresca ripartiva per l'Inghilterra - andare all'Harry's Bar, bere grappa e soprattutto andare al Lido". Ovvio che il giovane Robin Saikia trasgredì tutti e tre i divieti, ma fu il terzo che gli cambiò la vita.

Tanto da farlo innamorare dell'isola e condurlo, molti molti anni dopo, a scrivere una piccola deliziosa guida The Venice Lido pubblicata nel 2011 (in inglese) dalla Blue Guides in apertura di una collana dedicata alle monografie di viaggio. Con undici brevi capitoli sfavillanti di immagini, nomi, aneddoti, avventure, più uno scanzonato prologo, la guida di Robin Saikia è un appassionata dedica alla striscia litoranea tra mare e laguna; ai suoi lunghi secoli di storia isolana, isolata, secondaria ma interessantissima.

Dai crociati ammassati in terribili condizioni igieniche a San Nicolò nei due anni di attesa prima della quarta crociata, dirottata nel 1024 al sacco di Bisanzio, ai gondolieri-escort dello scozzese storico e poeta ottocentesco Horatio Robert Forbes Brown; passando per le sfrenate cavalcate altezzosamente solitarie di Lord Byron, lo sguardo di basilisco della principessa Jane Allen Campbell Bourbon del Monte dalle capanne dell'Excelsior.

E poi le due morti, una reale e l'altra letteraria, di Sergej Pavlovič Djagilev in camera e di Gustav von Aschenbach in sdraio al Des Bains; lo yatch dissolutissimo di Cole Porter e i suoi suonatori neri jazz; e poi ancora a caso: la scicchissima Coco Chanel, l'irrefrenabile Elsa Maxwell che canta "I'm a little old Lido lady", la suprema Isadora Duncan; il pallosissimo (per noi) Henry James schifato dalla plebe nel nuovissimo (per lui) stabilimento bagni in fondo al Gran Viale e innervositissimo dal fischio del vaporetto.

E l'incontro tragicomico di Benito Mussolini e Adolf Hitler nel 1934, dall'aeroporto Nicelli a San Nicolò fino al circolo del golf degli Alberoni (fu un'idea di Henry Ford, il magnate dell'utilitaria: non la visita, il club del golf). Il triathlon meccanico per modernissimi del Trofeo Schneider (aereo motoscafo automobile) degli sfrenati anni venti. E i resti poi restaurati dell'elefante impazzito nel 1819 e ucciso a cannonate nel posteriore a Sant'Antonin. E i tramonti, e le albe; ma anche i pomeriggi d'inverno sulla spaggia, il conte Volpi e Nicolò Spada, lo Sposalizio con il Mare, i Murazzi.

E via via una collana di preziose sorprese in centosessanta pagine di gradevolissima lettura, corredate di un elenco di luoghi da vedere (secondo l'autore) cose utili e un indice dei tantissimi nomi (quasi tutti qui tralasciati: dovete leggere il libro per scoprire le altre cose e persone) e delle necessarie piantine in appendice.

Nel panorama non vasto ma profondo della letteratura agiografica sulla decaduta isola d'oro, solitamente ricca di molto poco sopportabile nostalgia querimoniosa, la piccola guida (o meglio raccolta di saggi tematicamente e cronologicamente sapientemente disposti) scritta da Robin Saikia (giornalista, scrittore e veneziano d'adozione) è un piccolo gioiello da non perdere.

Robin Saikia, The Venice Lido: A Blue Guide Travel Monograph
Blue Guides Limited, 2011

carta: ISBN 9781905131501
ebook: ISBN 9781905131587

Marzo, 2014

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