Quando sale alta la Marea del jazz

Quando sale alta
la Marea del jazz

Un concerto trascinante

Gabriele Drago

Il talentuoso sassofonista argentino Javier Edgardo Girotto in tour con il sorprendente gruppo italiano dei Marea composto dalla struggente fisarmonica di Massimo Tagliata e dalla chitarra sognante di Andrea Dessì. Con il funambolico Roberto "Red" Rossi alla batteria. Un concerto entusiasmante al Fontego dei Tedeschi a Venezia. Una musica ricchissima che spazia dal jazz al flamenco al tango, alla musica classica e alle sonorità mediterranee. Blue Andalusia è il loro quinto disco. Da non perdere.

Massimo Tagliata e Andrea Dessì (fonte: Veneto Jazz)
Javier Edgardo Girotto (fonte: Musicastrada)

VENEZIA – Porta un buon vento gitano la musica dei Marea. Musica senza confini, che spacca i generi, ripudia le etichette e scavalca i tempi e le mode. Sia che a suonare siano solo in due, i fondatori del gruppo, Massimo Tagliata alla fisarmonica e Andrea Dessì alla chitarra, sia che suonino in quattro, e a loro si aggiungano un batterista fantasioso come Roberto “Red” Rossi, e un asso del sax contralto come Javier Edgardo Girotto.

Com’è successo all’elegante spazio eventi del Fontego dei Tedeschi, a Venezia, che in collaborazione con Veneto Jazz ha allestito un’interessante rassegna dedicata al tema del viaggio, che ha chiamato in scena musicisti del calibro di Fabrizio Bosso e Mauro Ottolini.

E’ stato entusiasmante il concerto dei Marea. Ricco e vario di suoni, di atmosfere, di contaminazioni e di colori. Divertente, spensierato, travolgente. Pieno di rimandi, citazioni e richiami. Suonato benissimo da musicisti di rilievo assoluto. Argentino di origini italiane, 52 anni, sassofonista, compositore, flautista e arrangiatore, molti album e collaborazioni importanti all’attivo, Girotto non si è risparmiato, immerso nel vortice di un trascinante carnevale di note.

Tecnicamente, la definizione di jazzista gli va un po’ stretta, come peraltro ai suoi compagni di viaggio. Si sentono infatti molto presenti gli echi della tradizione del tango e della cultura popolare del suo Paese, come le influenze meticce di altre culture attraversate e di altre musiche suonate. Molto simile il meticciato dei Marea, gruppo nato nel 2006 (e arrivato al quinto disco, Blue Andalusia), dall’unione della fisarmonica struggente di Tagliata con la chitarra incantata di Dessì. Un duo che si propone come “obiettivo fondamentale” l’espressività della musica attraverso la contaminazione dei generi.

I Marea uniscono infatti modi diversi: la fisarmonica porta il mondo morbido del tango e della musica popolare, mentre la chitarra suggerisce forti influenze classiche e flamenco. Li unisce l’esperienza comune del jazz, che ha grande importanza perché tanto spazio si lascia alla parte improvvisativa, ma si esplorano comunque tanti generi discostandosi dal jazz classico. Infatti gli autori ai quali si sono ispirati, o che hanno influenzato il loro percorso, sono più di tutti il grande chitarrista flamenco Paco De Lucia, Vincente Amigo, Astor Piazzolla, e alcuni grandi compositori classici come Ravel e Debussy.

Ma nel mondo sonoro dei Marea non mancano certo citazioni della musica rock, da Jimi Hendrix ai Pink Floyd. Un mondo sonoro ampio insomma, che si nutre di tante suggestioni, che ama il sacro e il profano, e che lascia i solisti liberi di esprimersi.

A colpire è soprattutto la funambolica fisarmonica di Massimo Tagliata, la sua tecnica, la sua versatilità, capace di spaziare con grande disinvoltura dal jazz al tango alla musica popolare e alla canzone d’autore. Non a caso ha iniziato la sua carriera giovanissimo, e ha suonato con grandi orchestre da ballo come Baiardi e Raul Casadei, come con musicisti come Roy Paci e cantanti come Biagio Antonacci, Daniele Silvestri, Cristina Donà, e ha tenuto concerti in tutta Europa, America e Giappone.

Di formazione classica è il chitarrista André Dessì, detto “El Gitano”, che ha suonato con Frank Marocco, Marius Sverrisson, Fabio Concato, e ha partecipato a trasmissioni televisive italiane e straniere. Insieme a Tagliata ha vinto nel 2010 il prestigioso premio internazionale intitolato a Nino Rota.

Stare ad ascoltare la loro musica, di stampo jazzistico sì, ma così ricca di influenze flamenco, di tango, musica classica e sonorità mediterranee, è un piacere che non vorreste finisse mai. Se li incontrate lungo il vostro cammino, non fateveli scappare per alcuna ragione.

LA PAGELLA

Javier Edgardo Girotto: voto 8
Massimo Tagliata: voto 8,5
Andrea Dessì: voto 7,5
Roberto “Red” Rossi: voto 7,5

www.massimotagliata.com
www.andreadessi.it

Aprile, 2017