Rivive il sogno di Silvia Monfort

Rivive il sogno
di Silvia Monfort

Quarant'anni dopo, un omaggio alla grande attrice

Roberto Bianchin

La Monfort inventò il cirque à l'ancienne nel 1974 insieme ad Alexis Gruss. Ora viene ricordata a Parigi in una produzione che porta il suo nome. Uno spettacolo superbo in cui, oltre a quella di Alexis, brillano le stelle dei suoi figli Maud e Stephan. C'è anche un singolare omaggio a Venezia dove il circo di Gruss fece tappa nel 1981 chiamato dalla Biennale Teatro di Maurizio Scaparro.

Un momento dello spettacolo Sivia del Cirque National Alexis Gruss
Locandina dello spettacolo Sivia del Cirque National Alexis Gruss
Silvia Monfort e Alexis Grüss Junior in volteggio acrobatico.

PARIGI — Silvia aveva un sorriso contagioso e un entusiasmo che le veniva dall’aver fatto la Resistenza. Dal non essersi mai arresa. Dall’aver sempre combattuto. Sono passati ventitré anni da quando si è spento il sorriso di Silvia Monfort. Quando se n’è andata, nel 1991, di anni ne aveva sessantotto. Quando ebbe l’idea di inventare un cirque à l’ancienne insieme all’addestratore di cavalli Alexis Gruss, ne aveva cinquantuno e in Francia era all’apice del successo.

Attrice, regista, scrittrice, direttrice di teatro, debordante di intelligenza e di passione, sempre in cerca di scoperte e meraviglie, innamorata del teatro popolare, delle arti della pista e del decentramento culturale, capace di spaziare con disinvoltura dallo spettacolo tradizionale a quello contemporaneo, Silvia Monfort inventò, insieme al cirque à l’ancienne, anche la prima scuola di circo. «Mi sembrò necessario e urgente — ha raccontato — dare agli artisti del circo la possibilità di educare e formare degli allievi, allo scopo di diffondere le loro tradizioni e il loro sapere, e far affluire sangue nuovo al mondo del circo».

Fu quarant’anni fa, nel 1974, proprio nel periodo di crisi più acuta del circo tradizionale, che debuttò il Cirque National à l’ancienne Alexis Gruss. Monsieur Alexis era un giovanottone di appena trent’anni che cavalcava come un dio portando Silvia sulle spalle. Oggi ne festeggia settanta, di anni, e al suo nipotino Joseph, figlio di suo figlio Stephan, che di anni ne ha soltanto nove, racconta, seduto tra il pubblico come fosse uno spettatore, come fu che questa strana storia incominciò.

Inizia così Silvia, la nuova produzione del circo di Alexis Gruss dedicata a Silvia Monfort nel quarantennale della fondazione, in scena fino al 2 marzo sotto l’elegante chapiteau bianco montato come da tradizione nel Bois de Boulogne. Uno spettacolo superbo, emozionante. Dove alla rara bravura e alla tradizionale eleganza di Alexis nella cavalleria d’alta scuola (numeri sempre imperdibili che da soli valgono il prezzo del biglietto), alla straordinaria Posta con i diciassette stalloni della figlia Maud che chiude lo spettacolo, alle piramidi equestri e alla giocoleria acrobatica degli altri rampolli della famiglia Gruss, Stephan, Firmin, Alexandre e Charles, si aggiunge quel dolcissimo e nostalgico sapore di antico che riporta la memoria ai tempi andati, quando i circhi erano più belli e più considerati.

Quando si chiamavano equestri, proprio perché andavano (soprattutto) a cavallo, e cominciavano con parate mirabolanti e scoppiettanti charivari, proprio come ora fa Alexis, armato di un vecchio megafono come un Monsieur Loyal d’altri tempi. Si snoda così, tra sorprese e meraviglie, dietro i ritmi incalzanti dell’ottima orchestra di Sylvain Rolland (dieci musicisti, un lusso), uno spettacolo delizioso che vede in scena tutta la numerosa famiglia Gruss, più alcuni artisti di ottimo livello come il clown Francesco Fratellini (figlio di Tino) erede di una delle più brillanti famiglie circensi, come l’acrobata e giocoliere Tony Florees, come l’affascinante Nathalie, acrobata ai tessuti aerei.

Completa splendidamente lo spettacolo un suggestivo numero a grande altezza della bellissima Maud, che cammina sul filo con le punte delle scarpine da ballo e sembra aver ben appreso le lezioni della madre (Gipsy Bouglione, filferista d’eccezione, anche lei in scena come cavallerizza). Maud appare leggiadra, in apertura, anche nei panni della ballerinetta in tutù che salta a cavallo dentro il cerchio di carta: l’immagine-simbolo del cirque à l’ancienne.

Ma Silvia contiene anche una sorpresa che farà molto piacere agli italiani, e in particolar modo ai veneziani: un singolare omaggio a Venezia, città dove il cirque à l’ancienne fece tappa con successo nel 1981, quando montò il suo chapiteau in campo Sant’Angelo durante il carnevale, chiamato da quel geniaccio di Maurizio Scaparro che dirigeva la Biennale Teatro.

La tappa veneziana, Escale vénitienne, come si chiama il quadro dedicato alla Serenissima, giudicata dai Gruss come uno dei momenti più significativi della quarantennale carriera del loro circo, vede l’arrivo in scena di una grande nave pirata battezzata Santa Rita, sulla quale sono montati sette acrobati (tra cui Firmin Gruss, Tony Florees, Francesco Fratellini), che volando fra pali, barre, trampolini elastici e gli alberi della nave, inanellano una serie di capriole e di salti mortali. A Silvia Monfort, che amava le meraviglie, sarebbe piaciuto di sicuro.

Voto: 8,5

Su YouTube breve reportage della rete BFM TV (con interviste e immagini dallo spettacolo):

Dicembre, 2013

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