Sesso bollente anzi agghiaggiande

Sesso bollente
anzi
agghiaggiande

Tecniche e tattiche sessuali

Gabriele Drago

Il sesso dei calciatori è sempre stato un'ossessione per gli allenatori. Dopo Arrigo Sacchi, Giovanni Trapattoni, Luigi Cagni, Franco Scoglio, Cesare Prandelli, Rinus Michels, Josep Guardiola e compagnia cantante, arriva anche il bizzarro kamasutra dell'allenatore dell'Inter Antonio "Wig" Conte, com'era soprannominato dai suoi detrattori quando stava in Inghilterra. Un'indigeribile ricetta che fa discutere per i suoi contenuti anni cinquanta basati su vecchie teorie, mai provate scientificamente, che fare sesso prima delle partite toglie le forze agli atleti. Allora meglio rapporti brevi -è la ricetta di Conte- stando quieti e tranquilli sotto la partner, e preferibilmente con la moglie così non si è costretti a fare "prestazioni eccezionali". Che dire? Davvero agghiaggiande.

La posizione dell'amazzone, secondo il kamasutra (fonte: IlFemminile.com).

Il sesso dei calciatori è sempre stata un’ossessione degli allenatori. Nel senso che temevano, secondo antiche credenze –peraltro mai corroborate scientificamente- che fosse deleterio fare sesso prima delle partite perché toglieva le forze.

Giovanni Trapattoni, per esempio (uno che spargeva l’acqua benedetta intorno alla panchina), sosteneva che bisognava astenersi dal fare sesso a partire dal giovedì. Luigi Cagni si spingeva fino al venerdì. Josep Guardiola “mai dopo la mezzanotte” (chissà perché). Franco Scoglio raccomandava “solo a pagamento per evitare coinvolgimento”. Severo anche Arrigo Sacchi.
Permissivista, invece, Cesare Prandelli. Rinus Michels, allenatore dell’Olanda di Cruijff, fu il primo dei libertini, aprendo il ritiro della squadra a mogli e fidanzate in occasione del mondiale del 1974 in Germania.

Sentivamo proprio la mancanza dell’opinione, in merito, di un allenatore vincente come il cinquantenne leccese Antonio “Wig” Conte, attualmente alla guida dell’Internazionale, una squadra cinese del campionato italiano di calcio, con giocatori di tutte le nazionalità (pochissimi gli italiani), che ha sede a Milano.

Mister Wig ha affidato la sua ricetta sessuale alle gustose paginette del supplemento (magazine) del quotidiano sportivo francese L’Equipe. Un trattatello grottesco e imbarazzante di banalità anni cinquanta. Agghiaggiande. Proprio come diceva il medesimo, qualche tempo fa, in relazione ad alcune vicende poco edificanti che lo avevano toccato.

Il suo primo comandamento è semplice: “il rapporto non deve durare a lungo”. Fin qui, niente da dire. E’ un precetto facile. A far questo, sono tutti bravissimi. Evviva. Passiamo al secondo: dato che “bisogna fare il minor sforzo possibile”, per non perdere energie preziose in vista del match della domenica, “bisogna restare sotto la partner”. Accidenti. Ma anche questo non è difficile. E’ la celebre posizione detta “dell’amazzone”, secondo il leggendario kamasutra. Ha anche alcune piacevoli varianti, specie se la partner è dotata di temperamento, ma non è esente da rischi (frattura del pene), se la partner ha troppo temperamento.

E proprio a proposito di partner, Mister Wig scende nel dettaglio più scabroso: “consiglio di farlo preferibilmente con la propria moglie, così non si è costretti a fare una prestazione eccezionale”. Caspita. Penso alle povere mogli che devono accontentarsi di poco. Che dire? Non ci sono parole. Agghiaggiande, veramente.

Non è dato sapere se Mister Wig ha inflitto questi stessi preziosi suggerimenti (o altri diversi), anche ai calciatori gay. Come dite? Che non ci sono calciatori gay? Sbagliato. Ce ne sono moltissimi, in tutte le squadre del mondo. E non solo nel rugby, che pare il loro sport preferito, dove sono in maggioranza. E’ solo che voi non lo sapete perché hanno paura a dirlo. Non perché si vergognino. Ma perché avrebbero la vita impossibile negli educati stadi italiani. Altro che bu razzisti. Sai che banane.

LA PAGELLA

Antonio “Wig” Conte. Voto: 4

Novembre, 2019