Si cucina in scena tra mille acrobazie

Si cucina in scena
tra mille acrobazie

A Roma  Cuisine & Confessions di Les 7 doigts de la main

Francesca Federica Fattorini

Circo e cucina: tra nuvole di farina e fruste da dolci acrobati e attori preparano uno spettacolo e una cena condivisi con il pubblico. È  Cuisine & Confessions di Shana Carroll e Sébastien Soldevila della compagnia Les 7 doigts de la main, presentata a Roma al teatro Brancaccio per il Romaeuropa Festival. Nove artisti provenienti da Argentina, Canada, Russia e Stati Uniti si sono esibiti nelle arti circensi sul tema del cibo come nutrimento dell’anima e della memoria.

Cuisine & Confessions di Les 7 doigts de la main.

ROMA – «La cucina e il circo sono pieni di eredità che si trasmettono e non possono perdersi» afferma Sébastien Soldevila uno dei sette fondatori della compagnia canadese Les 7 doigts de la main che sull’onda dei nuovi circhi senza animali presenta un  cooking show mescolando musica, danza e acrobatica coinvolgendo il pubblico dall’inizio alla fine.

È nelle corde del gruppo promuovere generi di intrattenimento caratterizzati da multidisciplinarietà artistica, forte vitalità, ironia e immaginario. Teatro, ma non solo: apertura di giochi olimpici, conferenze, eventi. Nato nel 2002 a Montreal, il nome Le sette dita della mano indica l’unità di diverse teste che operano in complementarietà apportando ciascuna la propria esperienza artistica.

In  Cuisine & Confessions sono ricordati attimi di vita che non devono essere dimenticati. Gli artisti evocano fatti biografici, ricordi, drammi, amori – la pasta della domenica del figlio del desaparecido argentino, l’odore dei biscotti, il sapore del cioccolato – trattati con ilarità ed esuberanza pur essendo profondamente veri e personali.

Un tempo la cucina era la stanza più abitata della casa. Era la più calda, la più grande e radunava intorno al camino tutta la famiglia. Era preposta alla preparazione dei cibi e al loro consumo, ma era anche il luogo dove si cuciva, dove si facevano i compiti, dove si parlava, si rafforzavano i legami, si tramandavano le ricette, si scambiavano le confidenze e si trascorrevano momenti speciali di coralità.  Cuisine & Confessions è un amarcord di una tradizione familiare per lo più estinta e ricordo emotivo dell’infanzia.

«C’è qualcosa di simile tra il circo e la cucina – continua Soldevila – si lavora sugli elementi primari, il corpo e gli ingredienti. Ci vuole tecnica e disciplina. Entrambe soprattutto esistono in rapporto con gli altri».

Fin dall’ingresso in sala, gli spettatori sono invitati ad  entrare nella grande cucina montata sul palcoscenico per suggerire agli attori/acrobati le loro ricette preferite, per dimostrare trucchi e abilità, come rompere le uova con una mano, in un melting pot di lingue, etnie, odori e sapori che si espandono e invadono lentamente la platea. Si tratta di una cucina vera e propria e nel corso dello spettacolo, tra numeri di acrobatica spettacolari e di giocoleria con le fruste (da dolci), sequenze danzate, contorsionismo alla fune e volteggi da cardiopalmo al palo cinese, in un crescendo di umorismo, ritmo e nuvole di farina, viene preparato un pasto vero condiviso col pubblico alla fine dello spettacolo, un convivio improvvisato in un clima di reale interattività.

L’abbattimento della quarta parete sembra la risposta e, al tempo stesso, la rivincita teatrale sulle innumerevoli proposte televisive di programmi di cucina che hanno invaso i palinsesti dei maggiori broadcast internazionali privi, però, di uno scambio effettivo e dello spirito di condivisione come si conviene ai banchetti, privi anche dell’intimità e della fusione attore/spettatore pertinente solo al teatro.

Dicembre, 2015