Si ride da morire al circo degli orrori

Si ride da morire
al circo degli orrori

Il bizzarro spettacolo attualmente in tournée in Italia

Roberto Bianchin

La produzione spagnola del Circo de los Horrores guidata dal capocomico Suso Silva è curiosa, divertente, innovativa. Un horror pieno di humour tutto da ridere che strizza l'occhiolino al vecchio cinema in bianco e nero. Una miscela effervescente di circo-teatro-cabaret con numeri di alto livello di impianto tradizionale. Lo spettacolo accolto a Milano da standing ovation come non si ricordavano nei circhi, da parte di un pubblico composto in maggioranza da giovani. Lo strano caso di un circo «sconsigliato» ai minori di dodici anni.

Lo chapiteau del Circo de los Horrores all'Idroscalo di Milano (foto Il Ridotto).
L'ingresso del Circo de los Horrores (foto Il Ridotto).
Il manifesto del Circo de los Horrores (foto Il Ridotto).

MILANO – Che il circo non sia un circo come tutti gli altri, lo capisci da lontano quando vedi il tendone: una specie di castello barocco coi pinnacoli tutto nero come la notte che mette i brividi addosso. Poi quando ti avvicini incontri, già fuori della tenda, un caravanserraglio di zombi, diavoli, dannati, vampiri, mummie, sexy infermiere bendate, becchini esangui dotati di pala che inseguono il pubblico nell’intento di seppellirlo nel vicino cimitero, e medici assatanati coi camici insanguinati armati di roboanti seghe elettriche che seminano il panico (veri i motori, finte le lame) tra la gente in fila per entrare.

Dentro, non migliora. L’atmosfera è catacombale. Pochissima la luce, quasi tutto buio, urla strazianti, demoniache, effluvi d’incenso. Nel mezzo della pista, distesa a pancia in giù, una bambina indemoniata, che fa il verso a quella dell’esorcista, ma qui in realtà è una nana, sta distesa a pancia in giù e guarda chi entra con un ghigno beffardo. Poi lo spettacolo comincia, e a condurlo è un vampiro che esce da una bara foderata di raso rosso, una faccia ben nota, è Nosferatu.

Gli artisti spagnoli del Circo de los Horrores, un progetto nato nel 2007, attualmente in tournée italiana (Roma, Milano, Torino) dopo i successi ottenuti in Spagna, America Latina, Miami, hanno pensato finalmente a un circo per adulti, anche in polemica con quei circensi di bassa lega (italiani soprattutto) che negli ultimi anni hanno ridotto il circo a uno spettacolo per bambini, quando invece il circo è nato come uno spettacolo per adulti al quale puoi portare anche i bambini. Che è cosa molto diversa. Non a caso il circo degli orrori è «sconsigliato» dagli stessi organizzatori ai minori di dodici anni.

I più piccoli, in effetti, potrebbero impaurirsi. I più grandi invece, che affollano e riempiono l’elegante chapiteau da ottocento posti, e per la maggior parte sono giovani che magari non metterebbero mai piede in un circo di tipo tradizionale – e questa è una lieta sorpresa – non prendono paura. Tutt’altro. Si divertono moltissimo, e alla fine applaudono tutti in piedi. Non ce la ricordavamo una standing ovation così in un circo in Italia. Perché il circo della paura in realtà è un circo tutto da ridere, con molti rimandi al mondo del cinema, ad atmosfere ironiche e deliziose da Frankestein Junior.

«Il nostro circo sposa l’orrore ma non solo – spiega lo spagnolo Suso Silva, che ne è il fondatore, il direttore e il capocomico – usiamo anche molto humour, e il segreto è proprio questo: un miscuglio di mostruosità derivante dal vecchio cinema di paura e di comicità. Non cerchiamo il facile terrore da disgusto tipico dello splatter». Jesus Cesar Silva Gonzales, questo il suo nome per esteso, non presenta solo lo spettacolo nei panni di Nosferatu, ma si esibisce anche come clown e come mimo (ed è davvero bravo) affiancato dall’affascinante vampirona Devora (italiana, come la mummia Viviana Rossi), e dallo stralunato clown Grimo.

Suso del resto è un numero uno. Ha studiato mimo e pantomima a Barcellona e pattinaggio artistico a Parigi, ha lavorato con un mito come Charlie Rivel, è stato solista in molti complessi, e in Spagna ha ricevuto nel 2004 il Premio Nacional de Circo, che è il massimo dei riconoscimenti, una specie di Oscar. Viene dal circo tradizionale, come spiega, e lo ama. «Ma anche questo spettacolo, come altri, ha bisogno di rinnovarsi, e di riconquistare quel pubblico giovane, di trentenni e quarantenni, che aveva perso».

Il Circo de Los Horrores infatti, al di là dell’abito noir che indossa per l’occasione, e che è un’idea nuova, curiosa e divertente, rimane uno spettacolo con numeri di circo molto tradizionali, e di ottimo livello, come lo spettacolare mano a mano ambientato su un patibolo dei rumeni Valentin e Catalin Badea, e il volo dell’acrobata tenuta solo per i capelli, che non sfigurerebbero al Festival di Montecarlo.

Valide anche le contorsioniste mongole, la ruota della morte, i tessuti, le cinghie aeree, i saltatori africani. Il tutto in un mix effervescente di circo-teatro-cabaret, che a differenza dei circhi abituali punta molte carte sul linguaggio (parlano un ottimo italiano) e sull’uso della parola, più vicino in questo agli artisti di strada, come gli Els Comediants, che non ai circensi dell’antica tradizione. A conferma che dove c’è un’idea, e l’idea è buona, le idee sono ancora vincenti. ★

Voto: 8

Maggio, 2014

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