Sindrome Zoolander

Sindrome
Zoolander

Luca Colferai

Se non lo avete ancora visto, fatelo! Zoolander è un film vecchio di una dozzina di anni del comico statunitense Ben Stiller, che non vi racconterò qui. Fa tanto ridere, ma c'è un momento in questo film esilarante che non può non tornare in mente in questi giorni amari; e regalare, a chi lo ricorda, un sorriso entusiasmante.

Derek Zoolander, il protagonista del film, è il modello più figo del pianeta, ed è un perfetto cretino. A differenza dei cretini che si trovano nella vita quotidiana, è totalmente innocuo. Anzi: è dalla parte dei buoni. La scena in questione, cioè tra tutte le scene divertenti di questo film, è una scena che viene in mente quotidianamente dopo le elezioni ultime scorse. Si svolge — nel film — durante la grande fittizia premiazione annuale dei Fashion Awards (i premi della moda), di cui il nostro eroe Derek Zoolander ha vinto ovviamente le ultime tre edizioni, ed è ovviamente convinto di vincere anche la quarta edizione di seguito. Ovviamente.

Ma ecco che, quest'anno, il premio va al suo diretto concorrente avversario, strafico e idiota anche lui: il biondissimo Hansel McDonald. Applausi. Sul maxischermo dietro il palcoscenico troneggia Hansel McDonald. Ma è Derek Zoolander che percorre la passerella rossa, sale sul palco e afferra il premio dalle mani del presentatore esterrefatto. E ringrazia, ovviamente. E commenta, ovviamente. Gelo in sala.

Ecco. Cioè: non ha vinto. Ma è convinto di aver vinto ugualmente. Solo che Derek Zoolander è un perfetto cretino della finzione cinematografica: è un cretino in buonafede, di quelli che non fanno male a nessuno, anzi, sono dalla parte dei buoni. Un essere fittizio che non esiste nella realtà. Un cretino che crede di aver vinto, ma invece ha perso.

Anche se non sono per niente cretini, anzi, e non sono per niente comici, fa ridere che il Papi, l'unico che ha perso per davvero, proponga il governissimo il giorno dopo del voto, o gridi al golpe perché lo hanno sgamato a corrompere un senatore con tre milioni di euro; e fa ridere che Grillo invochi un suo governo, quando anche se è primo è comunque arrivato terzo. Fossimo in un film di modelli cretini e di cretini modello, alla fine entrambi aprirebbero un istituto di beneficenza per «bambini che vogliono imparare a leggere meglio, e anche altre cose»; e l'ora di storia sarebbe in giardino, e la storia sarebbe una fiaba.

Ma non siamo in un film. ★

Febbraio, 2013