Sondaggio

Sondaggio

Luca Colferai

Siccome che siamo dentro della campagna elettorale più triste, e piena di vecchi ostili, che ci è capitata fin da quando eravamo giovani, abbiamo deciso — io e il Mauri, cioè — di fare un sondaggio in previsione del voto. Il sondaggio che abbiamo fatto è esteso solo alle zone di campo della Bragora, modernamente Bandiera e Moro, ma prima dedicato a san Giovanni Decollato.

E accasamenti limitrofi e circonvicini, compresi calli callette campi e campielli, in pratica a dire i bar e le osterie situate ai confini dei sestieri di san Marco e Castello. Ma senza di spingerci troppo a penetrare nei cuori di detti sestieri, perché — come che dice il Mauri — i risultati vengono falsati se si tiene conto dei centri.

Di fatto è la periferia che fa la maggioranza. E così, come che è e come che non è nel giro delle settimane delle feste, in pratica cioè insomma dall'ultimo venerdì di prima di Natale. Che poi, non pare, non parrebbe, e invece è: con tutto quello che abbiamo da fare, non è che è facile fare tutto. Qualcosa bisogna lasciarlo da parte.

Insomma dal sondaggio, esteso anche a qualche ferramenta, edicola, minimercato, pizza al taglio, laboratorio artigianale di articoli tipici veneziani o pure di beni e servizi che si possono trovare anche in altri luoghi del mondo, bottiglieria e vendita di vini sfusi, ecco che viene fuori uno spaccato, diremo, un affresco, ecco, della situazione.

Ci è una fortissima maggioranza di spritz al bitter. Secondo il Mauri, che avendo lavorato all'ecomonato di una grande azienda lagunare (non quella che pensate voi, l'altra) sa fare bene i conti, detto spritz al bitter avrebbe una schiacciante supremazia tattica e strategica che oscilla attorno al quarantacinque per cento delle preferenze, con una forbice più o meno del cinque per cento. Non statemi a chiedere che cosa che è una forbice sullo spritz al bitter. Ma il Mauri dice così. Comunque la r è quasi muta e si legge al bitte.

Segue a ruota lo spritz col sele — che sarebbe il select, ma come nel caso della r suddetta il complesso consonantico ct è muto — con il trentacinque per cento delle preferenze, che non è mica male, e poi subito a ruota lo spritz all'apero(l) con il quindici per cento. Residuali e minimali lo spritz al cinar, e lo spritz chinato. La r di cinar non è muta.

Fermo restando che io e il Mauri beviamo solo e sempre spritz al bitte, come ben saprete se leggete queste righe da lunga pezza; ci sono poi quelli che l'oliva sì e quelli che l'oliva no; e poi gli smanfari del prosecco; gli avveduti del poco ghiaccio per favore; e quelli che è meglio l'arancio del limone. Ma ai fini del sondaggio che abbiamo fatto essi sono ininfluenti.

Ciò che emerge interessantissimo è l'effetto collaterale delle preferenze. Ad esempio: un dieci per cento dei bevitori di spritz al bitte ammette che potrebbe anche bere uno spritz all'apero, o al sele, o anche al cinar, e pure chinato; mentre un altro dieci per cento giura che piuttosto che bere uno spritz che non sia al bitte, beve un'ombra, una birretta, un prosecco o addirittura un caffè.

Diverso invece il campo di coloro i quali al contrario preferiscono il sele o l'apero: tutti due dicono che potrebbero anche bere o l'uno o l'altro, ma che invece di bere uno spritz al bitte, piuttosto, ecco, fanno di meno di bere. Il che, ai conti del servizio, si traduce a volta in una supremazia assoluta delle ordinazioni di spritz al bitte, che nei fatti invece non è così scontata, dato che si avvale, diciamo, dell'assenza del contendente.

Secondari anzi terziari i preferenti del cinar e della china; anche se, bisogna dire, ci sono come delle vampate di moda, che infieriscono tra i banconi dei pubblici esercizi cui abbiamo circoscritto la nostra indagine demoscopica elettorale, ma poi alla fine stringi stringi durano poco e sono quasi sempre, a bocca storta, quelli del sele o dell'apero, che piuttosto che bere uno spritz al bitte provano l'amarezza della china e del carciofo. E questo fa andare su e giù gli indici. Ma poi gli passa. E tutto torna come prima.

Insomma ecco. Come che dice il Mauri ogni volta che ci troviamo — e ci troviamo da tanti anni: «Andrea, vai ramingo con i tuoi antenati: vieni che ti offro qualcosa da bere. Pago io. Bevi quello che vuoi. Due spritz al bitter, per favore!» L'ultima frase è indirizzata alla volta del barista od oste che dir si voglia, all'entrare oltre la soglia. Salute!

Scritto dopo. Questo articolino che ho scritto al posto del Colferai che ha altre cose da fare contiene (l'articolino, non Colferai) un refuso che messo lì a bella posta e non è un errore di sbaglio.

Gennaio, 2013