Stop alle chiese veneziane a pagamento

Stop alle chiese
veneziane
a pagamento

Il desiderio del patriarca Moraglia per limitare gli usi diversi da quelli liturgici dichiarato nella prefazione al calendario liturgico diocesano distribuito alle parrocchie

Francesco Guardi (1712–1793) Il Canale Grande con le chiese di Santa Lucia e degli Scalzi (dettaglio, seconda metà del XVIII sec. olio su tela, 48×96 cm, Museo Thyssen-Bornemisza Madrid)

VENEZIA (e.r.r.) — Stop al ticket per entrare nelle chiese veneziane (sedici) dell'associazine Chorus. Stop all'uso delle chiese veneziane per l'allestimento di esposizioni d'arte in concomitanza con la Biennale Arti Visive o Architettura. Stop all'uso delle chiese veneziane come sale per concerti musicali di musici veneti (solisti oppure in gruppo) esecutori di composizioni vivaldiane per turisti occasionalmente melomani. Stop all'uso degli spazi sacri veneziani per usi diversi da quelli per cui sono stati progettati, costruiti e artisticati. Stop a tutto ciò per desiderio (anche volontà) di Francesco Moraglia Patriarca di Venezia, tradotto in pensiero semantizzato redigendo la prefazione per il calendario liturgico diocesano distribuito alle parrocchie e notiziato da Il Gazzettino il 3 gennaio 2012.

«Moraglia desidera che chiunque possa entrare nelle chiese, senza pagare il biglietto»: nel testo del cronista. Disapprovando soprattutto la locazione per uso profano dei beni immobiliari ecclesiastici, con esplicito sollecito a riscoprire la sacralità dell'azione liturgica, valorizzando la specificità non museale delle chiese luogo di culto. ★

Gennaio, 2013