Surrogati venuti male

Surrogati venuti male

Roberto Bianchin

Se l’Italia è un paese ingovernabile, politicamente parlando, qualche motivo ci sarà. Non può essere soltanto la bizzarria di più della metà degli italiani che per sollazzarsi vota due comici (uno per professione, l’altro per vocazione) come Grillo e Berlusconi. No, ci dev’essere dell’altro.

C’è. C’è che il nostro da tempo non è più un paese normale. Sempre politicamente parlando, s’intende. Guardate i paesi che ci stanno vicini, paesi normali, mediamente civili. Democrazie evolute, occidentali. Come Francia, Spagna, Germania, per fare qualche esempio. Ma anche paesi più lontani, come Inghilterra e Stati Uniti. E fermiamoci qui. Che cos’hanno, politicamente parlando, paesi come Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, che noi non abbiamo?

Semplice. Hanno, sostanzialmente, solo due partiti: uno conservatore e uno progressista. Semplificando, uno di destra e uno di sinistra. Una volta votano l’uno, un’altra volta votano l’altro. Praticano l’alternanza al governo, che è considerata una pratica normale e salutare, e quando un partito perde le elezioni ed esce dal governo non lancia scomuniche né anatemi e non minaccia purghe né rivoluzioni. Si rimbocca le maniche, si rigenera, si rinnova, e si prepara per la volta successiva. L’esatto contrario di quello che succede in casa nostra.

Ma l’Italia è diversa, si dirà. Certo. Qui il bipolarismo è fallito. I due partiti sono cento. Ognuno vuole fare la sua lista, il suo movimento, il suo partitino. Del resto siamo il paese dei mille campanili. Perciò siamo anche il paese dei mille partiti. Ma soprattutto non abbiamo né un vero partito conservatore né un vero partito progressista. Solo surrogati venuti male.

Pigliate sempre gli altri paesi. Mediamente il partito conservatore è di ispirazione cattolica, e quello progressista di ispirazione socialista. Del resto, fallito (per sua colpa) il comunismo, quella cattolica e quella socialista sono le due principali correnti di pensiero del Novecento sopravvissute alle tempeste del secolo scorso. È che in Italia la tangentopoli del 1992 ha giustiziato, in quanto colpevoli di corruzione, i due partiti che incarnavano queste ideologie, vale a dire la Dc e il Psi, e nessun altra formazione politica si è più richiamata a quei valori ispiratori.

Il posto del partito conservatore di ispirazione cattolica è stato usurpato dal partito affarista e neoliberista di Papi Silvio Berlusconi (Forza Italia prima, Pdl dopo), che ha lasciato spazi prima al secessionismo razzista della Lega, e poi ha aperto praterie al qualunquismo settario e antidemocratico del Movimento Cinque Stelle.

Invece il posto del partito progressista di ispirazione socialista è stato usurpato dal Pd, un partito «mostruoso», perché dopo il faticoso travaglio Pci-Pds-Ds-Pd è stato partorito da una fusione fredda e contro natura tra i cascami del Pci e i resti della Dc. Tutto questo ha portato alla mancanza, sulla scena politica italiana, di un normale partito conservatore e di un normale partito progressista.

Non dico che ci sarebbe di nuovo bisogno della Dc e del Psi. Ma che invece di tanti partiti e partitini fittizi, nati per l’esclusivo interesse dei loro padroni, sarebbe meglio poter votare per un semplice e sano Partito Conservatore, oppure per un semplice e sano Partito Socialista. Probabilmente, come accade per molti altri paesi, anche l’Italia diventerebbe più governabile. Noi invece, specialisti nel complicarci la vita, rischiamo di consegnare il Paese nelle mani di un comico dittatorello. Avanti così, Amici & Compagni. ★

Marzo, 2013