Tempi moderni

Tempi
moderni

Una notizia esilarante. Una sentenza sconvolgente. Tutte in una volta sola. L'avvocato Cesare Previti, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, ha — come dicono i giovani — cannato clamorosamente una causa intentata contro Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I giudici della corte civile di Roma hanno ritenuto che Wikimedia Foundation, la cui struttura materiale e umana tiene in vita Wikipedia egli altri progetti consimili, non siano responsabili per quello che i redattori scrivono nelle varie voci dell'enciclopedia. Quindi la causa che l'avvocato Cesare Previti aveva intentato contro Wikimedia Foundation era inutile farla.

Fin qui l'aspetto sconvolgente della sentenza. Nel senso che in un paese retrogrado come il nostro il riconoscimento della realtà contemporanea e della effettività del suo funzionamento, soprattutto in termini legali, non è così semplice come ci si potrebbe aspettare. Esiste una fortissima resistenza all'ammissione che la cultura può essere libera e moderna dentro la rete. Vedere che un tribunale abbia efficacemente sbertucciato un campione dell'azzeccagarbuglismo berlusconiano è sinceramente singolare.

Ma la parte esilarante della notizia è il pensiero dell'arrogante avvocato Cesare Previti, irritatissimo per la voce a suo nome, che secondo lui lo denigrava con un "pettegolezzo pseudogiornalistico alimentato dall'opera di soggetti assolutamente inattendibili", che obnubilato dall'idea della causa del secolo contro quei comunisti di Uicchipedia non legge nemmeno quello che c'è scritto come avvertenza. «Wikipedia è un'enciclopedia online, collaborativa e gratuita.» «Wikipedia non dà garanzie sulla validità dei contenuti. Il progetto è ospitato dalla Wikimedia Foundation, che non può essere ritenuta responsabile di eventuali errori contenuti in questo sito. Ogni contributore è responsabile dei propri inserimenti». E soprattutto, ed infine: «Wikipedia è liberamente modificabile: chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove». Se all'avvocato Cesare Previti (interdetto in perpetuo dai pubblici uffici) la sua voce su Wikipedia non piaceva, poteva cambiarla. Era liberissimo di farlo. Ma forse: o non sa come fare; o non avrebbe saputo cos'altro scrivere al posto dell'elenco delle condanne passate in giudicato.

Giugno, 2013

Collegamenti: 

L'annuncio ragionato dell'insussistenza della causa intentata da Cesare Previti contro Wikimedia Foundation si trova nel blog della Fondazione (in italiano a fondo pagina).
http://blog.wikimedia.org/2013/06/26/wikimedia-foundation-legal-victory-...