Tra gotico e Rinascimento

Tra gotico
e Rinascimento

Le magiche atmosfere dei Vivarini

Laura Novello

A Conegliano Veneto, nel rinascimentale Palazzo Sarcinelli, un percorso espositivo sulla famiglia di artisti muranesi, i Vivarini, in primo piano nel panorama dell’arte veneziana del Quattrocento. Un seducente itinerario mai sinora realizzato indaga il percorso creativo e i caratteri di Antonio, Bartolomeo e Alvise; autori di pale, affreschi, dipinti e tavole dettate spesso da preziosi fondi oro quali sfondi per l’inserzione di figure o magiche atmosfere paesaggistiche.

Alvise Vivarini, Madonna con il bambino e santi (1500, Amiens, Musée de Picardie; www.mostravivarini.it).
Bartolomeo Vivarini, San Michele arcangelo (Polittico di Scanzo, 1488, Bergamo, Accademia Carrara; www.mostravivarini.it).

CONEGLIANO VENETO – L'esposizione, la prima dedicata ai Vivarini, presenta un interessante nucleo di opere che rappresenta il percorso dello stile della pittura quattrocentesca esistente oltre Venezia.

La committenza degli ordini religiosi (francescani,domenicani e agostiniani) si sviluppa su entrambe le coste dell'Adriatico: dall’Istria alla Dalmazia, dalle Marche alla Puglia giungono le opere dei Vivarini realizzate per chiese, cappelle conventi.

Ed ancora un itinerario tra figure d’angeli, santi, e figure riconduce l’arte dei Vivarini ai loro seguaci come Lotto, Giorgione ad Andrea da Murano, Iacopo da Valenza sino a Cima da Conegliano in terra di Marca Trevigiana.

Per la prima volta riuniti dipinti eccezionalmente trasferiti , il Polittico di Antonio della basilica Eufrasiana di Parenzo – la prima opera firmata del capostipite della famiglia Bartolomeo – autore anche delle tavole realizzate per committenti pugliesi come la pala di Capodimonte e quella della basilica di San Nicola di Bari, tra i primissimi esempi di pala con Sacra conversazione inserita, unificata nello stesso spazio compositivo.

Sempre di Bartolomeo un’altra opera che giunge da Bari; ambientata in uno spazio unico è la lunetta con Cristo in pietà tra san Girolamo e san Francesco: una tempera su tavola del 1476 molto importante perché segna la ricerca artistica di Bartolomeo verso una svolta di pala moderna, con le figure – non più isolate – realizzate sullo stesso piano alla maniera di Andrea Mantegna.

Di Antonio Vivarini le tavolette con le storie di santa Monica e santa Apollonia dipinte assieme al cognato (la figura misteriosa del pittore Giovanni d’Alemagna) rappresentano la linea di transizione tra le narrative gotiche e la sensibilità già rinascimentale, con gusto e citazioni dall’antichità classica. Di Alvise esposte delle tavole francescane che provengono dall’accademia di Carrara di Bergamo, assieme al sant’Antonio di Padova proveniente dai Musei Civici di Venezia esempio raro di ritrattistica vivariniana.

Non poteva mancare in questa importante mostra la Sacra Conversazione, ultima opera dipinta da Alvise nel 1500 capolavoro mai visto in Italia, proveniente dal museo di Amiens. Si tratta di un’opera sorprendente nel panorama della pittura veneziana del’500. È una creazione ricca di sperimentalismi dell’ultimo periodo pittorico di Alvise entrata nel 1642 a far parte della collezione piemontese Dal Pozzo, una delle più prestigiose.

L’esposizione promossa dal Comune di Conegliano a da Civita Tre Venezie è stata progettata e curata da Giandomenico Romanelli.

I VIVARINI
Conegliano Veneto, Treviso
Palazzo Sarcinelli via XX Settembre 132
Orari da martedì a giovedì 9/18
Sabato e domenica 11-20
Lunedì chiuso

Aprile, 2016