Turismo in vacanza

Turismo in vacanza

come se fosse Andrea Silvestri

I turisti no va mai in vacanza. Come che diceva il nonno del Mauri che ci aveva un banchetto del grano dei colombi in Piazza. Il nonno del Mauri da piccolo aveva imparato dal suo nonno, che sarebbe in trisnonno del Mauri (credo), l'arte del commercio turistico, che lui — si potrebbe dire — è stato tra gli iniziatori dopo la caduta della repubblica dei dogi. Il nonno del nonno del Mauri invece e anche ovviamente commerciava cose più su. Tipo zanfirici, guardi, visentini e anche qualche canaletto — tutti con la minuscola per non incorrere negli allora rigidissimi codici penali sul diritto d'autore — e dei brustoloni che ancora adesso c'è chi giura che sono vere opere d'arte e non dei souvenir(s).

Infatti adesso che è anche finito agosto. Ecco che la città è ancora piena di turisti. E in più sono tornati anche i veneziani che erano andati via. Loro sì in vacanza. Sono state giornate come dei sabati di punta di carnevale, con l'unica differenza dell'assenza di deodorante. Comunque tra la mostra del cinema e la storica, anche se non ci entrano niente l'una con l'altra, è previsto un afflusso record che farà impallidire persino le ultime due settimane dell'agosto.

Così, tutti quei veneziani che sono tornati dalle ferie tra i monti sono già arrabbiati e si picchiano un po' con chiunque sui vaporetti. A me e al Mauri, per essere proprio sinceri, la montagna non è che ci piace proprio no. Pur essendo veneziani aborigeni, mentre che agli altri l'idea di una passeggiata nel bosco gli fa andare in deliquio, a noi ci fa proprio una gran tristezza. È anche una gran sete: e già solo che l'idea. Così siamo rimasti in campo alla Bragora (dove un'altra volta ignoti hanno scancellato l'apotropaico e scaramantico lenzuoletto di calle della Morte) a bere prosecco ghiaccio e limone che con il caldo che fa è proprio un toccasana.

Inoltre, e sia detto anche a nostro scorno, non è che due come noi - uno che non ha lavorato un giorno in vita sua (e cioè io, Andrea silvestri) e un altro che è bebi pensionato dopo aver lavorato all'economato (cioè lui, mai friend, il Mauri Vianello) - abbiamo bisogno di andare in ferie. In compenso in ferie ci è andata mia moglie, in costa Smeralda (le coste sono come i corsari: ognuna ha il suo colore), con le sue amiche, e ha ancora da tornare. Meglio così.

Tornando al nonno del Mauri: egli condusse fino all'ultimo il suo banchetto semovente di grano per colombi in Piazza, permettendosi così di accumulare quella che al tempo poteva essere considerata un'ingente ricchezza. Dovuta anche al fatto che non era necessario, una volta, pagare le tasse. Il nonno del Mauri passò a miglior vita a novanta otto anni, un giorno che, sotto la pioggia, stava andando a prendere il carretto del grano per i colombi in Piazza. Il Mauri avrà avuto si e no quattordici anni. Ne fu talmente impressionato che preferì non intraprendere nemmeno l'attività di famiglia basata sul commercio per turisti e dedicarsi fin da giovane al parastato. Con l'ambizione di raggiungere al più presto l'età pensionabile. ★

Agosto, 2013