Tutti i giorni Berlusconi!

Tutti i giorni Berlusconi!

Stupendo oggetto di culto, il calendario celebra anche il giorno in cui Berlusconi si è iscritto alla P2

Roberto Bianchin

Esiste davvero. Quando Salvatore, il mio edicolante, quello che mi prepara con cura ogni mattina la mazzetta dei giornali (non riuscirò mai a sottrarmi al fascino della carta stampata), mi ha informato dell’evento, non riuscivo quasi a crederci. Esiste davvero un calendario di Papi Silvio Berlusconi.

Calendario 2014 Silvio Berlusconi Sempre Con Voi

Esiste davvero un calendario di Papi Silvio Berlusconi.

Ed è nuovissimo, porta la data del 2014. «Sempre con voi», si intitola, scritto a lettere tricolori, a metà tra la promessa e la minaccia. Il Papi che campeggia a tutta copertina sorridente ed elegante, giacca blu, camicia azzurra, cravatta a pallini, ti accompagna per i prossimi dodici mesi con le tappe più importanti della sua vita: tra queste, viene ricordata anche la fatidica data del 26 gennaio 1978, giorno in cui Papi Silvio Berlusconi si iscrisse alla P2, tessera numero 1816. E non è uno scherzo.

L’imperdibile calendario, patinato e a colori (ho dovuto comperarlo subito), costa la miseria di 3,50 euro, e figura come supplemento di un inquietante periodico annuale intitolato I nostri amici, pubblicato da una casa editrice romana, Gamma 3000 Srl (inutile che ne cerchiate il sito internet, non ce l’ha), specializzata in calendari di animali (cani, gatti, cavalli, giraffe) e di celebri personaggi: da San Francesco a Padre Pio, da Che Guevara a Benito Mussolini (per la cronaca, uno dei calendari dedicati al Duce contiene anche un cd di strepitose canzonacce fasciste).

Simone Circi, il vivace direttore della casa editrice, coltiva però anche un’altra passionaccia, e qui ci capiamo già un po’ di più: pubblica infatti anche calendarietti di donnine scosciate e rivistine pepatine tipo Storie intime e 50 sfumature di donne che hanno scoperto come godersi la vita. Forse per questo il Papi lo ha scelto come suo calendarista di fiducia.

Niente foto di donnine, però. Solo foto del Papi. Grandi e piccole, a colori e in bianco e nero. Tutte bellissime. 39 (trentanove) foto del Papi in tutte le pose e a tutte le età. Tra cui una, meravigliosa, che lo ritrae giovanissimo cantante davanti a un microfono, truccato da chansonnier, con in testa una curiosa paglietta.

Il bello è che c’è una foto per ogni mese, e per ogni foto un’espressione: a gennaio, sarà per il freddo, il Papi appare perplesso accanto alla bandiera italiana. A febbraio ha invece un aspetto solenne davanti a un drappello di carabinieri. A marzo è molto serio ai microfoni di una conferenza stampa. Ad aprile è sorridente fra Putin e Bush. A maggio è pensieroso su sfondo notturno. A giugno è rilassato nello studio di Porta a Porta. A luglio, sguardo incantatore, ti guarda fisso negli occhi. Ad agosto lo sguardo si fa più malizioso. A settembre, braccia conserte, appare pensieroso. Ad ottobre se la ride di gusto: è l’unica foto in cui non ha la cravatta, ma la magliettina girocollo blu da topo d’albergo. A novembre esulta, ad un comizio, il braccio alzato, e un curioso pugno chiuso. A dicembre, braccia aperte, è vincente davanti a una platea festante.

Il calendario contiene chicche preziose: per ogni mese, le tappe più importanti della sua vita. Momenti preziosi. Per esempio, se in gennaio si celebra la P2, in febbraio (il giorno è il 20, l’anno il 1986) l’acquisto del Milan. In marzo (giorno 6, anno 1965) il matrimonio con Carla Dall’Oglio. In aprile (giorno 28, anno 1969) la nascita del figlio Pier Silvio. In maggio (giorno 29, anno 1963) la creazione della Edilnord. In giugno (giorno 9, anno 1943) la nascita della sorella Maria Antonietta. In luglio (giorno 30, anno 1984) la nascita della terzogenita Barbara. In agosto (giorno 29, anno 1984) l’acquisto di Rete 4. In settembre (giorno 29, anno 1936) la nascita dello stesso Papi. In novembre (giorno 18, anno 2007) la fondazione del Pdl. In dicembre (giorno 13, anno 2009) l’aggressione in Piazza Duomo.

Nessuna data da ricordare, invece, nel mese di ottobre. Forse perché non gli sta molto simpatico il mese in cui cadono le foglie e comincia l’autunno. Gli ricorda troppo quel viale del tramonto che pervicacemente si ostina a non voler imboccare. Vi sono invece, a voler essere pignoli, alcune lacune: mancano la data del compleanno di Noemi Letizia, quella dell’onomastico di Ruby Rubacuori e delle 124 Olgettine, dell’inizio dell’epopea del bunga bunga, del mese in cui ha incontrato la nipote di Mubarak, e del giorno in cui Barbara Berlusconi ha fatto la conoscenza con il calciatore Pato negli spogliatoi del Milan. Ma nessuno è perfetto.

I contenuti scritti, in compenso, sono precisissimi. Sul colonnino di sinistra sfila, mese dopo mese, la sua biografia: l’infanzia, la vita privata, la famiglia, la carriera imprenditoriale e quella politica. Sul colonnino di destra, le curiosità, il calcio, le canzoni, le amicizie, i vestiti, le battute. Si fanno scoperte sorprendenti: che lavora «27 (ventisette) ore al giorno», che la sua passione più grande è il giardinaggio, che detesta l’aglio ma va matto per le minestre rustiche, che giudica il Milan «un affare costoso ma anche le belle donne costano», che la sua canzone preferita è Que reste-t-il des nos amours di Charles Trenet, e che il suo modo di cantare le vecchie canzoni francesi, di cui è appassionato, è a metà «fra il sentimento e la sensualità». Che meraviglia.

Non mancano poi le frasi memorabili. Quelle che da sole giustificano un’esistenza:

«Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli».

«Lo ammetto, la mattina quando mi guardo allo specchio ho un’alta considerazione di me».

«Noi vinciamo sempre, siamo votati a vincere, come ho sempre fatto io in tutta la mia vita: è una condanna».

«Chi ha letto Marx è diventato comunista, chi lo ha capito è diventato liberale».

«Non ho scelto io di fare politica, mi è stata imposta dalla storia».

«Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo».

«Spero che questa mia esistenza terrena possa terminare mentre io sono teso a raggiungere un altro traguardo oltre la siepe».

E anche questo non è uno scherzo. L’imperdibile calendario si conclude con le parole dell’inno di Forza Italia (testo di Papi Silvio Berlusconi, musica di Renato Serio), con il lungo elenco dei riconoscimenti ottenuti in una vita di lavoro (dal Premio Madunina d’Oro al Cavalierato di Gran Croce dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio), e con una raccolta delle sue più celebri, migliori ed esilaranti barzellette.

Per la mia gioia e il vostro sollazzo, ne citerò una soltanto: «Sapete perché sono sempre così carino con le Signore? Deriva dall’anagramma del mio nome: l’unico boss virile». Ma forse non è una barzelletta. Forse il Papi ci crede davvero. ★

Novembre, 2013