Ultima Turnè prima al Cibotto

Ultima Turnè
prima al Cibotto

Un prestigioso premio letterario

Luca Alfonsi

Tra 498 opere in gara da tutta Italia, vince il primo premio per la narrativa edita al concorso nazionale intitolato a Gian Antonio Cibotto, uno dei massimi scrittori del Novecento, il romanzo "Ultima Turnè" dello scrittore e giornalista Roberto Bianchin. Una storia picaresca, in bilico tra il comico e il malinconico, che racconta l'avventura di un gruppo di artisti di varietà pensionati di una casa di riposo, che decidono, accogliendo la proposta di un bizzarro impresario, di tornare sulle scene per quella che sarà, appunto, la loro ultima tournée. A consegnare il premio, nella storica Accademia dei Concordi di Rovigo, la scrittrice e poetessa Angioletta Masiero, Premio Alda Merini 2019.

Roberto Bianchin premiato da Angioletta Masiero al Premio Cibotto, all'Accademia dei Concordi di Rovigo (foto Lc).

Lo scrittore e giornalista Roberto Bianchin, “uno degli ultimi rarissimi esemplari di veneziani di laguna della prima metà del secolo scorso”, come si definisce, con il romanzo “Ultima Turnè” edito da I Antichi Editori, ha vinto il primo premio per la narrativa edita nella seconda edizione del concorso nazionale «Gian Antonio Cibotto», che si è svolto a Rovigo, sua città natale, presso l'Accademia dei Concordi che custodisce l’immensa biblioteca (40mila volumi) donata dallo scrittore scomparso due anni fa, una delle voci più limpide della grande letteratura italiana del Novecento.

Hanno partecipato al premio ben 498 opere di poesia, saggistica e narrativa, provenienti da tutta Italia. La giuria era composta da Stefano Valentini, direttore della “Nuova Tribuna Letteraria”, Natale Luzzagni editore e scrittore, Rosanna Beccari docente e giornalista, Irene Lissandrin direttore del quotidiano RovigoOggi.it; segretario della giuria con diritto di voto, Dante Bernardinelli. Tutti hanno avuto il non facile compito di decretare i vincitori; padrino dell’evento è stato il professor Giovanni Boniolo, presidente dell’ospitante Accademia dei Concordi di Rovigo, presidente onorario lo scrittore e poeta romano Corrado Calabrò, direttore artistico il regista televisivo Andrea Menaglia, presidente editoriale lo scrittore e poeta Rodolfo Vettorello, presidente del comitato d’onore Angelo Zanellato, presidente della Polesine Film Commission.

A presiedere la giuria, la scrittrice e poetessa Angioletta Masiero, che ha ideato il premio stesso, e lo ha brillantemente condotto, in ricordo di uno dei più grandi autori del Polesine, dando anche un piccolo saggio, tra parole, musica e danza, del suo ultimo lavoro, “Tango del Burligiù”, premiato quest’anno con il prestigioso Premio Alda Merini.

Questa la motivazione del premio per “Ultima Turnè”: «Scrittore, giornalista, musicista, artista di varietà, firma storica del quotidiano La Repubblica, dov'è stato inviato speciale per venticinque anni, direttore artistico del Teatro Gerolamo di Milano e della Compagnia de Calza "I Antichi" gruppo storico del Carnevale di Venezia. Attualmente è direttore editoriale della rivista di attualità culturali "Il Ridotto".

Ha scritto un'opera di sicuro successo. Un romanzo stupendo, un omaggio di rara delicatezza e poesia a un mondo che non c'è più, quello dell'avanspettacolo, e , allo stesso tempo, "un viaggio dolceamaro, tra il serio e il faceto, che chiama in causa Cicerone e Seneca, ma anche Svevo e Schopenauer, nel pianeta inquieto e misterioso della vecchiaia.

Emerge da questo romanzo una carica poetica e umana quanto mai densa, brillante, ironica, che coinvolge affascina e conquista il lettore. Opera in cui la parola diviene elemento essenziale con funzione comunicativa e catartica».

Il romanzo «Ultima Turnè» narra una vicenda bizzarra che inizia in una casa di riposo per artisti di varietà abbandonata nella campagna, la cui quiete sonnolenta viene turbata dall’arrivo di un curioso personaggio. Si tratta di un celebre impresario teatrale, che propone al direttore della casa di riposo di mettere in scena uno spettacolo di varietà alla vecchia maniera con gli artisti ancora in grado di esibirsi. Sarà uno spettacolo talmente vecchio da sembrare nuovissimo, spiega entusiasta l’impresario, dal momento che show di quel tipo non se ne vedono più da oltre mezzo secolo.

Gli artisti all’inizio sono perplessi. Siamo troppo vecchi, dicono, da troppi anni siamo lontani dalle scene. Ma piano piano l’idea comincia a solleticare la loro vanità. Il direttore chiama Ricky, presentatore e regista, e questi chiama Oreste, il suo amico pianista, e indicono una selezione per valutare gli artisti. Alla fine scelgono un comico, un giocoliere, un mago, un fachiro, un trapezista, due ballerini, una soubrette, un’equilibrista, un’acrobata, un’indovina, una donna cannone, una donna barbuta. Alla comitiva si aggregherà, da clandestina, una nana.

Dopo cinquantadue giorni di prove estenuanti nel teatrino della casa di riposo, la compagnia, a bordo di un pullmino argentato che monta sul tetto una stella di latta alta più di un metro – dal titolo del loro spettacolo, “Stelle d’argento” – parte per un’avventurosa tournée che li porterà in teatri grandi e piccoli di paesi e città, ma anche nelle piazze, nelle discoteche, sulle spiagge, nei villaggi turistici.

Il romanzo, che narra con piglio picaresco fatti e misfatti di quest’ultima tournée (anzi turnè, come scritto per errore nei manifesti), è un omaggio a un mondo che non c’è più, quello dell’avanspettacolo, e insieme un viaggio dolceamaro, tra il serio e il faceto, che chiama in causa Cicerone e Seneca, ma anche Svevo e Schopenauer, nel pianeta inquieto e misterioso della vecchiaia. Con un finale inaspettato.

Con la sua penna acrobatica, poetica e brillante, ironica e surreale, l’autore inanella un’altra perla della sua giocosa maturità.

Roberto Bianchin ha dedicato il premio alla memoria di Gian Antonio Cibotto, che gli è stato “amico e maestro” -ha detto nel suo intervento- che lo ha scoperto come scrittore e ha firmato, nel 1996, la prefazione del suo libro “Acqua Granda, il romanzo dell’alluvione”, che nel 2016 è diventato un’opera lirica che ha aperto la stagione del Gran Teatro La Fenice di Venezia e vinto il Premio Abbiati, l’Oscar della lirica, per la miglior opera contemporanea.

Bianchin ha pubblicato una dozzina di libri tra romanzi, racconti, liriche e saggi, e ha vinto numerosi premi letterari. Tra gli ultimi riconoscimenti, il Premio “Renato Dall’Ara” 2018 al romanzo “Il padrone delle Nuvole”, e il Premio “Locanda del Doge” 2018 al romanzo “Il Domatore di Principesse”, nello stesso anno tradotto in francese.

Il libro “Ultima Turnè” è disponibile nelle migliori librerie oppure in formato elettronico epub nel sito www.iantichieditori.it.

Giugno, 2019