Un brutto lunedì

Un brutto
lunedì

Luca Colferai

Non c'è che dire: il lunedì bisognerebbe stare a casa. Come fanno barbieri e parrucchiere: prendersi un giorno di festa. Perché il lunedì è sempre difficile, difficilissimo. Al lunedì ti portano le raccomandate delle tasse dimenticate. Al lunedì arrivi sempre in ritardo. Al lunedì ti senti addosso tutta la fatica del sabato sera e della domenica. Al lunedì ti interrogano in greco che non hai studiato. Al lunedì i giudici ti condannano a un anno di galera in più.

Non solo: mettono anche in cattiva luce tutti i testimoni che i tuoi avvocati hanno istruito e portato in tribunale a tua difesa. E li preparano ad essere accusati di falsa testimonianza, tipo Totò e Peppino quando chiesero loro cosa avvenne il 24 maggio, «così su due piedi davanti a tutta questa gente». Con tutti i soldi che è costato il collegio degli avvocati più tremendi d'Italia capitanati dal Ghedini, non è bello. Proprio no.

Certo: ci sarà l'appello e poi ci sarà la cassazione, però lo stesso non va bene, come inizio di settimana. Se ne sono accorti anche in borsa, che il titolo è calato. Il lunedì è un giorno nero, accipicchia, ma il martedì non è mica tanto meglio, cantavano i neri americani del blues, e sembra che anche mercoledì, e giovedì, e venerdì (e pure il sabato e anche la domenica, a questo punto) saranno una schifezza. Se continua così.

Ora: riflettevamo. Se il Papi viene assolto, si argomentava, potrebbe essere l'occasione per scatenare una violentissima controffensiva mediatica e politica per liberarsi una volta per tutte dei suoi involontari nemici necessari. Se invece il Papi viene condannato, si argomentava, potrebbe essere l'occasione per scatenare una violentissima controffensiva mediatica e politica per liberarsi una volta per tutte dei suoi involontari nemici necessari.

La ripetizione è voluta, perché le possibilità sono equivalenti: infatti il problema non è né politico né giudiziario, ma semplicemente etico, e anche un po' penale. Se Berlusconi non ne avesse combinate di tutti i colori non sarebbe finito in tribunale, e se non le avesse combinate così brutte, non avrebbero dovuto condannarlo a così tanti anni di galera e a tutte queste interdizioni ai pubblici uffici (una perpetua e una da quattro anni, finora).

I suoi involontari nemici necessari, cioè i giudici che lo accusano lo incriminano e lo condannano perché ne combina di tutti i colori, e che diventano senza volerlo e di necessità suoi nemici, probabilmente vorrebbero anche loro dei lunedì di riposo, e magari anche dei martedì, dei mercoledì, dei giovedì, dei venerdì, dei sabati e delle domeniche. Di riposo.

E li vorremmo, sinceramente, anche noi. In questo paese dove i potenti e i famosi non invecchiano e non tramontano mai, al limite si plastificano, vorremmo tanto un'interdizione se non perpetua almeno di qualche anno o di molti lunedì dalle malefatte e dal malpensiero del Papi e dei suoi accoliti, dei suoi avvocati, delle sue soubrette.

Auguri!

Giugno, 2013