Una patetica debolezza

Una patetica
debolezza

Come la nuova presidenza statunitense sta minando il proprio paese

Luca Colferai

È decisamente imbarazzante e molto deludente ciò che sta caparbiamente mettendo in atto il nuovo presidente degli Stati Uniti. Con una girandola di decisioni estremamente discutibili sta dimostrando non solo risentimento, vendetta e ignoranza, ma una grande debolezza. La guerra economica con il Messico per il pagamento del muro di confine; la chiusura del paese ai viaggiatori provenienti da sette paesi islamici; la parità offerta alla Russia. Ed è solo l'inizio.

Guerra Fredda: lo Zio Sam e l'Orso Russo.
Guerra Fredda: l'Orso Russo e lo Zio Sam.

COSMOPOLI – In realtà le proteste umanitarie, gli appelli, i pericoli sono tutti stimoli alle decisioni del presidente e del suo gruppo familiare ideologico economico che si sono installati alla Casa Bianca. L'avversione di divi del cinema, le considerazioni di giudici e giuristi, le manifestazioni multirazziali, le proteste internazionali sono per essi la conferma che stanno agendo nel modo giusto.

Ma le loro azioni parlano di una visione del mondo, e dell'America, gretta e meschina, piccola e debole come non mai. L'America degli Americani immaginata e spacciata da Donald Trump e dai suoi accoliti è una vecchia rimbambita che ha paura delle ombre dietro le tende di cucina, dello stormire delle pannocchie nel campi attorno alla fattoria.

Le facce sempre atteggiate a sorda rabbia e profondo rancore, immortalate nelle foto ufficiali, raccontano di uomini disperatamente assediati dalla modernità, dalla diversità, dall'imprevedibilità. Assolutamente non in grado di capire il mondo circostante.

Con una sorprendentemente già vista illusione di potere essi e i loro elettori credono che il successo negli affari, ottenuto in gran parte illecitamente e illegamente, sia condizione sufficiente per l'esercizio del potere politico. Al contrario in realtà, sebbene sia stato storicamente dimostrato che gli uomini politici possono riuscire benissimo negli affari, leciti e illeciti, legali e illegali; gli affaristi non riescono bene in politica e i loro risultati sono futili e irrilevanti, se non soltanto dannosi.

Pensare di poter costringere i messicani a pagare agli statunitensi il muro che li terrà fuori dai confini è un'idea da bar dello sport o da forum di internet. Applicare una tassa del venti per cento sui prodotti messicani venduti negli Stati Uniti per pagare sempre lo stesso muro che nessuno vuole pagare significa farglielo pagare agli americani. Oppure far crollare il mercato dei prodotti messicani negli Usa che poi verranno venduti altrove con grande soddisfazione di tutti.

Credere che bloccare l'accesso ai viaggiatori provenienti da sette paesi mediorientali molto mal messi (Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen) sia lo strumento per impedire il terrorismo e il caos europeo (come lo chiama Trump) significa chiaramente non aver sviluppato la minima idea di cosa sia il mondo fuori dai confini degli Stati Uniti, che cosa sia il terrorismo, che cosa sia la lotta al terrorismo.

Offrire alla Russia la possibilità di trattare alla pari è però infine la più tragica e lampante ammissione di incapacità debolezza e ignoranza mai finora dimostrata da un presidente degli Stati Uniti. Nemmeno la menzogna delle armi di distruzione di massa pervicacemente creduta e propalata da George W. Bush (e da Tony Blair) raggiunge tale imbarazzante gravità.

L'antagonismo e la disparità tra Stati Uniti e Russia sono connaturati alla storia mondiale degli ultimi secoli. I due paesi sono stati antagonisti e dispari prima, durante e dopo la parentesi sovietica. La caduta del sistema sovietico non ha fatto che aumentare la disparità economica politica sociale militare scientifica e culturale tra i due sistemi antagonisti.

La Russia agisce non solo in contrasto con i principi e gli interessi degli Stati Uniti; ma direttamente contro di essi. Plateale dimostrazione evidente le intromissioni di disinformazione durante la recente campagna elettorale.

Offrire al proprio storico rivale un trattamento da pari a pari (di facciata per combattere il terrorismo e il califfato islamici ma sotto per contrastare il nemico comune cinese) quando la disparità e la rivalità sono più che evidenti è un passo falso durissimo da digerire non solo per gli americani più o meno di destra o più o meno patriottici, ma per chiunque. Una dimostrazione di debolezza e di ignoranza, una abdicazione non necessaria né utile al ruolo internazionale degli Usa.

Gennaio, 2017