Una piccola mostra tantissime storie

Una piccola mostra
tantissime storie

In visita alla mostra I doni di Shah Shah ʿAbbās I il Grande alla Serenissima

Maria Luisa Pavanini

La piccola mostra allestita a Palazzo Ducale nella Sala dello Scrutinio oltre a evidenziare, per motivi diplomatici, la nobiltà dei Persiani visti come valorosi e virtuosi a differenza dei Turchi vili, pericolosi e incivili, ha il merito di essere stata allestita proprio nel luogo ove questi incontri avvenivano. Possiamo leggere i documenti ed ammirare i ricchi tessuti, le armi e in particolare gli scudi riccamente ornati proprio nella stanza in cui questi scambi diplomatici si realizzavano.

Velluto figurato con la Vergine e il Bambino Persia, Isfahan, fine XVI – inizio XVII secolo Velluto tagliato operato a più corpi, broccato, lanciato 136 x 136 cm Venezia, Museo di Palazzo Mocenigo
Tappeto con disegno di tralci a nastro Persia, Isfahan, fine XVI – inizio XVII secolo Ordito e trame in seta, con inserzioni di trame supplementari broccate in oro e argento filato 258 x 181 cm Venezia, Museo di San Marco
Domenicus Custos   Schach Abas Persarum Rex  Atrium heroicum. Caesarum, regum aliarumque summatum, ac procerum. Qui intra proximum seculum vixere, aut hodie supersunt. Imaginib. LXXII. illustre.  Chalcographo et editore Dominic. Custode Cive Aug. Vindel.  An.o seculari MDC cum proem. et epigramm. M.H.A.V.; I. pars. Volume a stampa, 32,5 x 22 cm  Venezia, Biblioteca del Museo Correr
Filips Galle   Persia  in Abraham Ortelius, Filips Galle (incisore, editore)  Theatro d'Abrahamo Ortelio ridotto in forma piccola, tradotto in italiano da Giovanni Paulet, in Anversa nella stamperia Platiniana, 1593  Stampa calcografica, 7,5 x10,6 cm  Venezia, Biblioteca del Museo Correr
Pietro della Valle  Viaggi di Pietro della Valle il Pellegrino, Descritti da lui medesimo in Lettere familiari in Venetia: presso Paolo Baglioni, 1664  Testo a stampa, vol. I  Venezia, Biblioteca del Museo Correr
Scudo Persia, XVI secolo; con aggiunte ottomane Giunco in canna d’India, seta, metallo inciso e agemina d’oro, altezza 20 cm e diametro 62 cm Venezia, Palazzo Ducale
Marino Grimani (1595-1605) Zecchino, zecca di Venezia AV; diametro mm 21; g. 3,46; h 12 mm; Venezia, Gabinetto di Numismatica del Museo Correr
Battista Agnese Atlante nautico in 33 carte, 1553 tav. XVII Pergamena, cm 42,5 x 58 Venezia, Gabinetto di Cartografia del Museo Correr
Coppa Persia, XVII secolo Ceramica a pasta silicea decorata, cm 18 altezza, diametro cm 42 Venezia, Museo Correr
Cesare Vecellio (1521-1601) Capitano Persiano De gli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo…, 1590 Testo a stampa, cm 29 x 13 Venezia, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo Correr

VENEZIA — La Serenissima preoccupata di perdere il controllo delle vie commerciali verso Oriente cercò di contrastare in tutti i modi la supremazia degli Ottomani e così la Persia divenne un interlocutore privilegiato come potenziale alleato della Serenissima. Continui contatti diplomatici esplorativi con l’invio di gentiluomini veneziani cominciano ad avvenire sin dal XV secolo.

Shah ʿAbbās I il Grande (1587-1629) inviò doni con un duplice intento: promuovere la sua straordinaria produzione di stoffe e tappeti pregiati e d’altra parte ricevere da Venezia tutta una serie di beni di varia natura sui quali Venezia aveva costruito la sua fama sia in campo artigianale che artistico.

Una sezione della mostra è dedicata alla rappresentazione cartografica della Persia con mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e in Medio Oriente la cui qualità rivela la straordinaria capacità dei cartografi dell’epoca di tracciare, tra il XVI e XVII secolo i profili dei territori di cui in quell’epoca pochi conoscevano l’esistenza. Molto particolare una xilografia su carta di un mappamondo turco-veneziano a forma di cuore del 1559.

Oltre a rappresentare il globo tale mappa interviene emblematicamente a racchiudere nei propri contorni i tratti salienti di un mondo di rapporti culturali e commerciali.

Non tutti i rapporti e gli scambi commerciali si conclusero felicemente il povero Alvise Sagredo , che nel 1627 accolse l’invito dello Shah ʿAbbās a commerciare presso di lui in sete, si ritrovò in Babilonia a ricevere l’avviso della morte di Sua Maestà lo Shah e convenne di ritornare e rimpatriare: «…concludendo così in grave perdita l’investimento imprenditoriale».

Persiani e Veneziani due popoli, due civiltà lontane geograficamente ma che condividono un simile gusto del decoro e l’ospitale ritualità nello scambio di doni per un rapporto di intesa reciproca e di rispetto dei patti. ★

Ottobre, 2013

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