Un'estate da paura

Un'estate
da paura

Luca Colferai

Intanto, continua implacabile l'autoaffondamento pervicace del partito democratico. Rinvigoriti in punto di morte, gli zombi berlusconiani proseguono a tutto vapore nell'infaticabile compito di rivedere a proprio spudorato vantaggio le leggi penali, fiscali, elettorali, demenziali; mentre i vampiri pentastellati si apprestano a crocifiggere ciò che resta dei riottosi all'interno del partito costringendoli all'ultimo abbraccio mortale: salvare il Papi per salvare un governo inetto. I lupi mannari democratici provvedono invece da sé , in automutilazioni estemporanee annegate in un profluvio di banalità.

Nel disperante panorama delle larghe intese, ci sono però sprazzi agghiaccianti.

Ecco che impariamo, grazie all'intempestiva proposta di legge degli autoaffondatori democratici, che nel parlamento italiano siedono (e prendono un sacco di soldi) partiti che non sono partiti, e alcuni che non vogliono neanche esserlo. E non si capisce, in paese pieno di permessi e carte bollate e tessere e regolamenti e protocolli e timbri, come sia possibile che tutti siano regolamentati ossessivamente, tranne i partiti.

Anzi, in una patafisica epifania della disfatta morale e intellettuale italiana, scopriamo patentemente (con nostro personale notevole e colpevole ritardo), che molti di questi partiti violano inoltre espressamente l'articolo 49 della nostra Costituzione. «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale» c'è scritto. Ma il metodo democratico viene palesemente e dichiaratamente disatteso. All'interno e anche all'esterno dei partiti, e dei non partiti.

Cosa avrà di democratico il partito zombi del Papi, o l'orda vampira di Grillo, non si sa. Né pare democratico l'incarico di segretario tampone all'elegante Epifani, che sicuramente ha delle qualità, ma ha anche il difetto di essere stato segretario di sindacato, in un'epoca in cui i sindacati sono ormai fantasmi.

Così, come in un brutto film dell'orrore (nel senso che fa orrore da vedere) se ne vanno le settimane, e il governo corre verso un'estate da paura, con pinne occhiali e pattino, dibattendosi tra mostri dementi ed effetti speciali di inusitato patetismo (la «messa in sicurezza» dell'attuale legge elettorale, per esempio). Mentre lo squalo più grosso di tutti — sempre lui, il Papi — spalanca le fauci e dimena la coda, in trepida attesa.

Auguri. ★

Maggio, 2013