Uno scacciapensieri inquietante

Uno scacciapensieri
inquietante

Re-Mapping Sicily un progetto di Roberto Zappalà

Francesca Federica Fattorini

Per la dodicesima edizione di  Equilibrio. Festival della nuova danza , in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Compagnia Zappalà Danza ha presentato il balletto  Instrument 1-Scoprire l’invisibile; il primo episodio di un trittico coreografico che ha come obiettivo esplorare le possibili relazioni tra il corpo danzante e tre strumenti musicali poco consueti e raramente utilizzati in forma solistica: il marranzano conosciuto anche col nome di scacciapensieri, l’hang (l’idiofono a percussione in metallo) e il didgeridoo (un antico strumento a fiato originario degli aborigeni australiani).

Roberto Zappalà, Instrument 1-Scoprire l’invisibile.

ROMA –  Instrument 1-Scoprire l’invisibile è lo spettacolo correlato al marranzano (scacciapensieri), lo strumento musicale tradizionalmente associato alla cultura siciliana e spesso alla mafia. La coreografia è ideata per sette danzatori uomini che affiorano lentamente, in una scena di colore livido e dall’aria rarefatta, prima come suoni poi come corpi danzanti.

Il loro incedere doloroso e pesante è amplificato dal respiro gutturale che accelera al ritmo del battere dei piedi. Si rivelano sette figure velate, vestite di nero, stereotipo femminile di una visione arcaica della Sicilia, corpi nervosi che si inseguono e si contorcono, fino allo svelamento di una verità che è alla base del progetto  Re-mapping Sicily : la percezione della realtà non è sempre ciò che effettivamente è.

Un bagliore sul palcoscenico. Poi la visione. Beffa ironica: le donne non sono donne. I danzatori sono nudi, guardano il pubblico con ghigno sarcastico.

Velato da una cortina damascata, sul palco c’è anche Puccio Castrogiovanni, l’unico musicista del gruppo  I Lautari , che suona vari tipi di marranzani portandoli a virtuosismi estremi. La riproduzione amplificata del suono rende la ritmica ancora più incisiva e drammatica, evoca le sonorità della musica elettronica esasperando i movimenti dei ballerini. Mutevoli, elastici, ironici, i danzatori, come fossero uomini elettronici, si muovono compulsivamente sulle note ossessive dello scacciapensieri. Il ritmo incalzante dello spettacolo è generato anche dai suoni organici che spostano l’attenzione sul corpo come fonte di suono e di rumore, tema centrale della ricerca sul movimento di Roberto Zappalà. Il respiro, la voce, il gemito. Il corpo fende l’aria, la taglia, la sposta. Consapevolezza. Il pensiero diventa azione.

Con questo spettacolo la Compagnia siciliana dà avvio ad un viaggio sul territorio, una ricerca chiamata intenzionalmente  Re-mapping Sicily , con il fine di rileggere la Sicilia attraverso il linguaggio scenico, la mappa di un iter che passa attraverso le vecchie credenze, i luoghi comuni, gli stereotipi, appunto, per approdare a nuove letture e interpretazioni di un territorio vario e ricco di sfaccettature.

La Compagnia Zappalà è tornata a Roma, dopo alcuni anni di assenza, con uno spettacolo vigoroso ed entusiasmante, una performance che ha già alle spalle un centinaio di repliche e l’apprezzamento del pubblico e della critica internazionale.

Febbraio, 2016