Venezia solo per amore

Venezia
solo
per amore

Una piccola guida da rendere lettura obbligatoria

Luca Colferai

Ci sono sul nostro pianeta luoghi più antichi di questo, che trasudano Storia, come il Colosseo, il Partenone, le Piramidi. Essi, però, non sono che retaggi di un tempo morto e sepolto, dove più nessuno vive, lavora, nasce e muore; hanno un passato glorioso, ma né presente né futuro. A Venezia, invece, ci sono ancora i veneziani, i Resistenti, pochi, sempre meno, ma per ora ci sono, e sono proprio loro a fare la differenza, a renderla Speciale! Prova a immaginarLa senza i veneziani: una città spettrale, inquietante, aperta al pubblico di giorno, in orario di museo, con turisti che vi si aggirano, anche loro inquieti e stanchi. Ben presto, anche loro, incomincerebbero ad andarsene. Chi si tratterrebbe in un luogo senza vita?! Qualche studioso di antichità e di civiltà perdute. Per gli altri tanto varrebbe proseguire per Gardaland ... è più divertente e costa meno. Sembra impossibile che gli amministratori locali non si avvedano che il Miracolo più grosso di Venezia sono i Veneziani!

Ines Pascal, Venezia solo per amore (pp. 316, € 13,50 isbn 9788864950945).

Questo qui sopra è un brano tratto da Venezia solo per amore di Ines Pascal, scrittrice torinese di rara sensibilità veneziana. Stampato per i tipi di Filippi Editore, il libro è un vero e proprio enchiridion (in greco ἐγχειρίδιον): una piccola guida che sta in una mano ed è quindi utilissima per passeggiare. Ricca di informazioni soprattutto umane riassume un soggiorno di due o tre giorni a Venezia, con indicazioni storiche artistiche — e curiosità — come si conviene inevitabilmente ad ogni guida, ma in più con preziosi suggerimenti di comportamento, educazione e rispetto utili a trasformare un turista in un viaggiatore di garbo, visitatore ideale per Venezia, ma anche per tutte le altre città. Inoltre vi sono, disseminate qua e là, considerazioni che ci sentiamo di sottoscrivere appieno, e che anzi avremmo potuto, e voluto, scrivere noi: «ohibò — abbiamo esclamato più volte, facendo un'orecchia segnaposto sulla pagina — ma questa Ines la pensa proprio come noi! Incredibile: non occorre essere veneziani per capire certe cose, allora».
Per cui non ve le scriveremo qui: le leggerete dopo aver comprato il volume.

È un libro raro per intenti, in un presente disperatamente assetato di mercimonio a tutti i costi (e tanti veneziani ne sono esperti, di mercimonio, ma facciamo quello che possiamo per sopravvivere: vorrei vedervi a voi).

Ne consigliamo senza meno la lettura preventiva — prima di partire — ad ogni persona educata che intenda programmare un soggiorno a Venezia con il duplice intento di godersi la città e venire apprezzato dai suoi Resistenti. E poi magari la rilettura in loco seguendo i percorsi e i suggerimenti che l'autrice amministra con ammirazione.

Se proprio dobbiamo trovare un difetto — perché altrimenti questa non sarebbe una recensione ma un panegirico — è la sovrabbondanza di punti esclamativi, che noi aborriamo forse solo un po' meno delle virgolette e di cui auspichiamo la totale epurazione dagli scritti italiani, con conseguente sterminio (assieme ai puntini di sospensione e alle maiuscole fantozziane). Buona lettura. ★

Novembre, 2012

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