A Vienna le donne di Klimt, Schiele e Kokoschka

A Vienna le donne
di Klimt, Schiele
e Kokoschka

Laura Novello

Al Belvedere di Vienna, uno degli edifici barocchi più belli d’Europa, riuniti oltre cento capolavori tra dipinti, disegni, provenienti da collezioni private e pubbliche appartenenti a tre artisti protagonisti della Secessione Viennese. Aristocratiche eleganti e raffinate, a volte nascoste dalle vesti preziose, a volte colte nelle loro ansie e irrequietezze, tra decorazioni uniche e raffinatissime.

Gustave Klimt, Fitza Riedler (1906, olio su tela 153x133cm; Copyright Belvedere, Vienna).
Gustave Klimt (Mada) Primavesi (1913-14, olio su tela 140x85cm; Copyright Toyota Municipal Museum of Art).
Oskar Kokoschka, Amanti con Gatto (1917, olio su tela 93,5x130,5 cm; Copyrygth Foundation Oskar Kokoschka Bildrect/Vienna, 2015).
Egon Schiele, Edith Schiele (1915, olio su tela 180,2x 110,1 cm; Copyright of the Gemeentemuseum Den Hoog).

VIENNA – Il Belvedere è una delle più importanti residenze principesche europee del Settecento. Si compone di due immensi palazzi: il Belvedere superiore e il Belvedere inferiore, situati su una collina, creati da Eugenio di Savoia e poi passati agli Asburgo come residenza estiva. Attualmente questi due palazzi sono sede della galleria d’arte austriaca in cui sono conservate le opere di Klimt e Kokoschka : la più grande collezione del mondo. Il Belvedere inferiore ospita il Museo del Barocco e accedendo all’Orangerie si accede alle collezioni medievali e tardo gotica. Il resto delle opere al superiore è costituito da dipinti di Manet, Monet, Renoir, Van Gogh e Cezanne.

Nella sezione permanente spicca il celebre Bacio di Gustav Klimt o la Giuditta racchiusa in una cornice di rame (realizzata dal fratello di Klimt) nonché altre opere dei protagonisti del primo Espressionismo austriaco come Schiele o Kokoschka che con Klimt hanno dato il via alla Secessione, il movimento artistico che ruppe con le tradizioni dell’epoca al fine di ottenere una maggiore libertà poetica ed ornamentale non sono in ambito pittorico ma anche scultoreo e ornamentale.

Un esempio significativo è il Palazzo della Secessione sede del movimento rivoluzionario con la splendida cupola tutta in foglie d’alloro dorate ad opera di Klimt dove al suo interno ospita il celebre Fregio di Beethoven. Ed ancora il Leopold Museum con la raccolta delle opere di Schiele e il Wien Museum dove tra le moltissime collezioni della storia di Vienna si trova ancora Klimt.

Infine, un’immersione nell’arte decorativa viennese è presente al MAK il luogo in cui sono conservati mobili, arredi, vetri, e modelli in scala di edifici realizzati da architetti contemporanei e un nutrito numero di disegni di Klimt per la realizzazione del Fregio a mosaico di Palazzo Stoclet a Bruxelles. In questo contesto si segnala anche l’Albertina Museum con mostre permanenti sull’opera Goya, Picasso, Wharol e naturalmente Klimt.

Ritornando al Belvedere la mostra dal tema le donne di Klimt, Schiele e Kokoschka delinea un’eccezionale carrellata di ritratti, figure raffiguranti bellissime, sensuali ed eleganti figure muliebri vestite con abiti dai raffinati tessuti. Seducenti ed eleganti sono queste donne, ritratte a loro insaputa a volte dall’aria spigolosa o dalle arie incantatrici.

Klimt dipinge soprattutto signore delle società viennesi; eleganti e raffinate avvolte da tessuti e abiti preziosi che sembrano celare la personalità, il vero carattere. Molto più diretta invece la pittura di Schiele o Kokoschka dove emergono più temi relativi alle signore ritratte: il loro pensiero inquieto, le ansie, le paure esistenziali dettate anche da una lettura psicanalitica che si andava affermando in quegli anni. I colori nell’ambito delle composizioni artistiche sono sempre forti e vibranti, gli interni dove vengono raffigurate le donne spiccano per contrasti cromatici raffinatissimi, decorazioni uniche e spesso con elementi ed inserzioni di colori argento e oro.

Kokoschka spesso ritrae donne sottolineando il collegamento con la maternità; più volte ha rappresentato Alma Mahler sua modella e compagna come allegoria della Vergine Maria. Nei ritratti della sezione dedicata al tema dell’amore emerge la concezione dell’uomo e della donna attraverso una serie di opere su carta – dai disegni agli acquerelli- ritratti di nudi seducenti: più morbidi nelle tematica espressa da Klimt e invece più aspri o dal segno tormentato quelli interpretati da Schiele e Kokoschka.

Segnalazioni di altri musei viennesi: Sissi Museum, il Prater, il Museo degli Orologi, la residenza di Schonbrunn. Per l’arte contemporanea il Museums Quartier e il Museo di Hundertwasser la casa dell’artista omonimo completamente da lui realizzata e decorata.

MUSEO BELVEDERE
Renweg 6 1030 Vienna
Sino al 28 febbario 2016
Orari: tutti i giorni 10-18. Mercoledì 10-21

Febbraio, 2016