Vodashock

Vodashock

Roberto Bianchin

Grazie Vodafone. Vodafone l’illusionista. Vodafone che ti fa viaggiare anche se non ti sei mai mosso di un passo. Vodafone che ti porta all’estero anche se sei rimasto sempre in Italia. Vodafone che ti dà il benvenuto in Paesi nei quali non sei mai entrato né hai mai pensato di andare. Vodafone che fa correre la tua fantasia. Che fa galoppare i tuoi sogni. Vodashock.

Succede a Grignano, che è un borgo sul mare nell’omonima baia, otto chilometri prima di arrivare a Trieste. Pienamente Italia dunque, e neanche troppo vicino al confine. Per motivi che non devo stare a dirvi qua, mi fermo a Grignano alcuni giorni. Il posto è tranquillo, l’acqua del mare è fresca, e l’albergo Riviera & Maximilian’s, dove ritrovo il vecchio amico Enzo Bordin con la sua gentile consorte Signora Paola, è perfetto, con la sua aggraziata aria mitteleuropea, per gentiluomini affaticati del mio stampo.

Chiaro che non ho alcuna intenzione, e alcun motivo, di varcare il confine. Non avverto alcuna esigenza di andare in Slovenia. Tantomeno in Croazia. In compenso ci pensa Vodafone. Non subito, però. Un paio di giorni dopo il mio arrivo ricevo sul cellulare un messaggino che mi dice: Benvenuto in Slovenia! Ma come? Ma quale Slovenia? Ma se non sono arrivato neanche a Trieste! Se non mi sono mai mosso da Grignano. Grignano, Italia. Sveglia, Vodafone!

Noto che è cambiata anche la rete a cui si appoggia il mio cellulare. Non c’è più Vodafone.it, al suo posto c’è un’inquietante e misteriosa rete slovena: Tusmobil. Che mi costringe, come se fossi davvero all’estero, a fare il prefisso per l’Italia se voglio chiamare, dall’Italia dove mi trovo, un numero in Italia. Oltre ogni immaginazione.

Vodafone, nel messaggino, mi informa anche che da dove mi trovo secondo loro, cioè dalla Slovenia, posso telefonare alla tariffa nazionale più 1 euro a chiamata, e ricevere al costo di 1 euro ogni 30 minuti. Mi dicono anche che posso inviare sms a 9,7 centesimi e mms a 80 centesimi, e navigare in internet a 55 centesimi a MB a scatti anticipati di 1 KB.

Passa un po’ di tempo e arriva un altro messaggino: da oggi anche in Slovenia solo con Vodafone Smart Passport usi lo smartphone in libertà: internet illimitato, minuti e sms inclusi, a 3 euro al giorno. Io però non ho uno smartphone, non l’ho mai avuto. Mah. Comunque mi spiegano che se attivo un misterioso Servizio Europa On posso chiamare l’Italia a 29 centesimi al minuto, mandare sms a 9,7 centesimi e navigare in internet a 55 centesimi. Non ho capito quale di queste offerte sia più conveniente per telefonare in Italia, pur trovandomi in Italia.

Decido di lasciar perdere e di limitare le telefonate dato che mi trovo all’estero mio malgrado. Non ci penso più. Senonché, passano un paio di giorni e a pensarci è ancora Vodafone. Vodafone decide che devo averne abbastanza della Slovenia perché mi trasferisce di peso e d’autorità, e a mia insaputa, in un altro Paese.

Questo il messaggino che mi arriva: Vip e Ente Nazionale Croato per il Turismo Le augura (avrebbero dovuto scrivere augurano dato che sono in due, ma comunque) buon soggiorno in Croazia. Ma come? In Croazia, adesso? Prima in Slovenia e adesso in Croazia? Mio stanno facendo girare l’Europa come una trottola. E io che in questi giorni non mi sono mai mosso dal borgo di Grignano! Grignano, Italia! Sveglia, Vodafone! Ma cosa sta succedendo?

E poi cos’è Vip? Un’associazione di importanti personaggi croati? Chi saranno mai? E chi mi avrà iscritto a questa associazione a mia insaputa? Scaiola? Scopro che Vip, anzi per l’esattezza HR VIP (HR è la sigla della Croazia) è anche il mio nuovo gestore telefonico. Niente più Vodafone.it, niente più la slovena Tusmobil, adesso a occuparsi del mio traffico telefonico è un minaccioso gestore croato HR VIP. Minaccioso e misterioso, il Vodafone croato, a differenza di quello sloveno, non mi dice quanto devo pagare per telefonare in Italia. Per saperlo, mi dice che devo chiamare un numero, e che questa chiamata, come le informazioni che mi daranno, è un servizio a pagamento.

Decido di rinunciare per non farmi venire il nervoso, e spengo il cellulare. Sono all’estero, non chiamatemi più. Grazie Vodashock. Che bene che si sta col cellulare spento.

Post scriptum. Se qualcuno nutrisse dei dubbi, sappia che ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è puramente casuale. Tutti i fatti narrati sono realmente accaduti nel mese di luglio dell’anno del Signore duemila e tredici.

Luglio, 2013