Vodkalzheimer

Vodkalzheimer

Roberto Bianchin

Due mostri sacri del cinema come Brigitte Bardot e Gerard Depardieu (più la prima che il secondo, per la verità), hanno deciso di ripudiare la loro madre patria, la Francia, e di diventare cittadini di un altro Paese che una volta si chiamava Unione Sovietica e oggi si chiama Russia. Forse anche, ma non è ancora chiaro, di andarci ad abitare e a vivere il tempo rimasto.

Se l’obiettivo finale, cioè quello di approdare nel Paese delle meraviglie dell’amico di Papi Silvio Berlusconi, Vladimir Vladimirovič Putin, è identico sia per Babette che per Obelix, divergono invece profondamente le loro motivazioni: Depardieu non sopporta la super tassa sui super ricchi (il 75%) che il presidente francese, il socialista Francois Hollande, vuole mettere sui redditi che superano il milione di euro. La Bardot non sopporta che un tribunale francese abbia dato ragione alla proprietà del circo Pinder, uno dei più grandi di Francia, che aveva chiesto di poter praticare l’eutanasia a due dei suoi vecchi elefanti malati di tubercolosi.

Di qui la scelta di emigrare in Russia, paese che notoriamente difende gli elefanti e non fa pagare le tasse ai ricchi.

Il fatterello, perché è un fatterello, al di là dell’enfasi che i giornali gli hanno dato (ma in questi giorni festivi le notiziole un po’ pettegole e pepate scarseggiavano), non meriterebbe molti commenti, specie conoscendo l’indole bizzarra e gli atteggiamenti piuttosto irregolari assunti, specie negli ultimi tempi, dai due divi in questione. Perché se a parlare per Depardieu è la vodka («Un altro ubriacone? Basta!» hanno commentato i media russi alla notizia del suo arrivo), a parlare per l’ex divina BB è, ahimé, la demenza senile dell’alzheimer. Vodkalzheimer, messi assieme, fanno un miscuglio devastante. Coi risultati che si sono visti.

A nessuna persona sana di mente, uomo o donna che sia, divo dello schermo o del nulla, verrebbe infatti mai in mente di chiedere cittadinanza e asilo politico a un paese come la Russia, dove i diritti umani vengono regolarmente e brutalmente calpestati, dove chi non è d’accordo con sua eccellenza Vladimir Vladimirovič viene arrestato e incarcerato anche se non ha fatto niente, come le tre ragazze del gruppo rock delle Pussy Riot, dove chi tenta di raccontare i misfatti dello zar viene assassinato, come la giornalista Anna Politkovskaja.

Ammesso che proprio uno decida di ripudiare la Francia, giudicandolo un paese insopportabile e incivile (e guardate che ce ne vuole, eh!), potrebbe almeno scegliere come alternativa qualche posto più ameno e più sinceramente democratico. Tipo la Nuova Zelanda, che ne so, oppure la Finlandia. L’Australia o la Svezia. La Svizzera o la Norvegia. Financo il Botswana, il Guatemala e la Namibia. Ma la Russia, proprio no.

La Russia di Vladimir Vladimirovič Putin possono sceglierla, oltre al Papi, solo un demente e un ubriacone. ★

Gennaio, 2013