Yoga al Maxxi

Yoga al Maxxi

Al museo per liberare le energie della mente

Francesca Federica Fattorini

In linea con i più grandi musei del mondo che hanno aperto le porte a questa disciplina, ogni fine settimana del mese di settembre la Fondazione Maxxi di Roma ospiterà gli appuntamenti della manifestazione Yoga e Meditazione al MAXXI,  realizzata in collaborazione con YogaFestival. Il 5 settembre la data d’inizio. Otto incontri, otto maestri, otto stili. Al termine, la possibilità di visitare il museo e osservare le opere d'arte con uno spirito decisamente diverso dal solito.

Yoga al Maxxi (fonte www.fondazionemaxxi.it).
Yoga al Maxxi (fonte www.fondazionemaxxi.it).

ROMA - La tendenza è quella di praticare lo yoga in nuovi luoghi, anche finora impensati, tra cui i musei. A Roma la Fondazione Maxxi, il polo nazionale per l’arte e l’architettura contemporanee, nel mese di settembre apre le porte ad otto incontri con otto maestri per promuovere, diffondere e, magari, sperimentare la yugà, l’unione cosmica. Al termine della sessione, con lo stesso biglietto, si potrà visitare il museo e prolungare la meditazione vis-à-vis con le installazioni, i dipinti, le immagini, muovendosi in libertà nei suggestivi spazi architettonici di Zaha Hadid.

Nel vivere e rivitalizzare i luoghi museali con una disciplina tanto diversa dalle attività abitualmente svolte, come accade anche in altre città tipo New York, Montreal, Barcellona, Parigi, sorge spontanea una domanda: dopo aver fatto yoga, soggiogato il caos e trovato l’armonia interiore, aperto i Chakra e messo in libertà i sensi, il rapporto tra il singolo individuo e l’opera d’arte cambia?

Se alla base della percezione, e quindi del gradimento o meno di un’opera, c’è il modo di guardarla, e il modo di guardare è influenzato dal vissuto interiore, se lo yoga interviene sulle emozioni e agisce sui centri vitali (i Chakra) che influenzano la percezione, allora sì la visione cambia, è un Vedere con tutti i sensi, è vedere in libertà. Significa entrare in risonanza con l’opera d’arte stessa, percepirla in modo ampio e profondo, intuire l’oltre che essa racchiude.

Non sono certo pochi incontri che possono iniziare a un processo così sofisticato, ma è un principio, un’occasione e dato che le posizioni yogiche ambiscono ad una forma perfetta e il terzo occhio ad una visione oltre la razionalità, la scelta di praticare lo yoga nei musei ha una sua ragion d’essere coerente con l’esperienza estetica di bellezza e perfezione che si prova ogni volta che se ne visita uno.

Un cambio di prospettiva nella fruizione dell’opera artistica (l’architettura stessa del Maxxi è un invito a farlo) è un’iniziativa interessante che non mancherà di attirare nuovi visitatori al museo sedotti dal binomio Energia e Creatività.

L’energia sprigionata dall’Om è la vibrazione dell’universo che è il luogo della creazione, per questo non esiste conflitto ma una continuità tra i corpi alla ricerca della Samādhi e la sensibilità dell’artista che dona e restituisce al mondo la sua opera unica.
È emozionante veder riunite tante persone in silenzio diverse per storia, età e motivazione eppure impegnate in egual misura, con maggiore o minore flessibilità, nell’esecuzione delle asana.

Un museo che si lascia attraversare da tante energie diventa qualcosa di diverso, oltre alla funzione di stoccaggio e di transito delle opere d’arte, diventa un ambiente di scambio, si rinnova, incentiva l’uso dei suoi spazi, crea intimità, punto d’incontro e di sperimentazione.
Il Maxxi non è nuovo a questo tipo di esperienze nelle varie iniziative che promuove, anzi nasce proprio con questa vocazione, speriamo che sia di stimolo per altri poli museali.

L’interesse per lo Yoga è costantemente in crescita. Il 21 giugno 2015 è stata proclamata la prima Giornata internazionale dello yoga e l’Onu ha invitato gli yogini di tutto il mondo a dar vita ad iniziative per la diffusione e la pratica yogica. Antichissima arte induista, tramandata nei secoli dal maestro al discepolo, attraverso le posizioni del corpo (asana), il controllo del respiro (pranayama) e la meditazione, ha come obiettivo il superamento del piccolo io per creare uno stato d’animo di armonia, consapevolezza e apertura verso gli altri.

E deve essere questa la ragione per cui, in questo mondo caotico ed egocentrico, le classi di yoga sono uscite prepotentemente dal silenzio degli ashram e hanno invaso i parchi, le spiagge e le strade, comunicando massivamente la possibilità di fermare la frenesia anche solo per un’ora.
Non solo relax, ma anche comunione d’intenti, ricerca spirituale, superamento del conflitto e della diversità.

In centinaia, con tappetini alla mano, si sono mobilitati, vestiti con i colori dell’arcobaleno o rigorosamente di bianco, per fare il saluto al Sole nei luoghi più vari.

Per chi vuole provare l’appuntamento è dalle 9:00 alle 10,30 nello Spazio D del Maxxi.
Il calendario è il seguente:
Sabato 5 settembre 2015 Ananda Yoga con il maestro Jayadev Jaerschky.
Domenica 6 settembre Lo Zen, la via del cuore con il maestro Dario Doshin Girolami .
Sabato 12 settembre Hatha Yoga con Wanda Vanni.
Domenica 13 settembre Meditazione Tantrica con Paolo Ricci.
Sabato 19 settembre Mindfulness con Bianca Pescatori.
Domenica 20 settembre Meditare cantando con Manuela Borri Renosto.
Sabato 26 settembre Meditazione in movimento con Francesca Cassia e Ruggero Ruggeri
Domenica 27 settembre Yoga con Françoise Berlette Fondatrice della Scuola EFOA.
I biglietti si acquistano online o presso la biglietteria della Fondazione.

Settembre, 2015

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