Nelle foto di scena irrompe il circo

Nelle foto di scena
irrompe il circo

Una singolare mostra dedicata alla fotografia di scena
al Museo Bagatti Valsecchi di Milano

Roberto Bianchin

Cade un altro tabù: il mondo di segatura entra un'altra volta dalla porta principale nel salotto buono della cultura ufficiale. Le immagini circensi di Stefania Ciocca, giovane ma già raffinata fotografa e scrittrice di circo, si affiancano a quelle di altri generi più nobili di spettacolo, come teatro e danza

Meraviglia, Teatro Nuovo, Milano (foto Stefania Ciocca).

MILANO – Il circo comincia a uscire finalmente dalla clandestinità. Da quell’angolo buio in cui la cultura ufficiale l’aveva confinato. Ha iniziato a farlo all’Università degli Studi, grazie al corso di laurea in storia del circo istituito presso il dipartimento dello spettacolo da quel bizzarro teatrante che è Paolo Bosisio, e diretto con l’abilità del domatore da quel versatile uomo di circo che è Alessandro Serena, che tra le altre è il nipotino della divina Moira nazionale.

L’ultimo punto a favore della cultura del circo lo ha segnato Stefania Ciocca, giovane ma già raffinata fotografa e scrittrice di circo, che nella splendida cornice del Museo Bagatti Valsecchi ha esposto, in una mostra dedicata alla fotografia di scena, alcune delle sue immagini, molto suggestive, dedicate al mondo del circo, tratte da suoi reportage sotto diversi chapiteau, dal Circo di Mosca a Casa Dolce Casa, dallo spettacolo Meraviglia al Teatro Nuovo all’Envol di Loano. Foto che ben rappresentano il punto di contatto e di contaminazione fra le arti circensi e altre arti come il teatro e la danza.

Roberto Mutti, che ha curato la mostra, scrive che «nascosto nel buio, armato della sua preziosa attrezzatura ma soprattutto di una grande capacità di intuizione, il fotografo di scena è l’unico dei protagonisti di questo mondo che finisce per non apparire». Questo perché «il teatro è una scatola delle meraviglie, un frammento di fantasia imprigionato in una convenzione, una luce che scosta l’oscurità per sorprendere. È allora che i protagonisti occupano il palcoscenico con l’incantevole spettacolo della finzione perché ogni passo di danza, ogni inflessione di voce, ogni passaggio musicale rappresentano sì la vita ma non la portano davvero in scena. L’unico ad inseguirla come fosse vera è il fotografo perché per lui il gesto delicato della mano di una ballerina o l’espressione intensa assunta da un attore sono momenti da non perdere essendo il suo compito quello di esaltare la bellezza di un istante per restituircelo in tutta la sua pienezza».

Diceva Alexander Lieberman, mitico art director di Vogue, che il fotografo non deve semplicemente cogliere l’istante per come gli si presenta ma trasformarlo in qualcosa che — grazie alla sua armonia compositiva e alla sua classicità — sappia rimanere nel tempo. Pensata per la fotografia di moda ma estensibile anche al reportage, questa è una sicura direttiva per l’immagine di spettacolo dove tutto deve sorprendere ma nulla deve uscire dai confini del rigore formale. Lo sanno bene, spiega Mutti, i giovani autori della collettiva Uno spettacolo di fotografia, provenienti dai corsi tenuti presso l’Accademia del Teatro alla Scala dove, in tempi diversi, si sono diplomati per poi continuare in quella che non è solo un professione ma anche, e forse soprattutto, una passione. L’intreccio delle diverse personalità ha consentito di affrontare il mondo dello spettacolo in tutte le sue diverse inclinazioni, dalla danza al teatro, dalla musica nelle sue diverse inclinazioni al melodramma e al circo esaltando così la capacità propria della fotografia di catturare quell’altrimenti impalpabile atmosfera carica di emozioni che lega per un tempo breve ma intensissimo artisti e pubblico.

L’occhio insegue l’esecuzione della solista e il movimento corale, i personaggi che impongono la loro presenza scenica e quelli che compaiono inscritti nel più ampio contesto di una scenografia spettacolare, si sofferma su un particolare, si allarga su una visione d’assieme. «Non è davvero importante, quindi, sapere di quale spettacolo queste fotografie parlano — dice Roberto Mutti — perché nel loro complesso li evocano tutti. Così, quando in questa mostra una intera e corposa sezione è dedicata al ritratto, si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un intero mondo i cui protagonisti si presentano al proscenio per rappresentare, prima ancora di quella del teatro, la varietà della vita».

I fotografi in mostra sono: Andrea Angeli, Fabio Artese, Melissa Bonfanti, Camilla Cerea, Stefania Ciocca, Luca Condorelli, Alessandra Di Gregorio, Laura Ferrari, Simona Fossi, Giulia Fugatti, Camilla Giannelli, Serena Groppelli, Giulia Iacolutti, Margherita Magni, Serena Pea, Marta Rossetti, Alessia Santambrogio, Elisabetta Silingardi, Giulia Vigo.

Maggio, 2013

Altre immagini: 

Envol, Loana (foto Stefania Ciocca).
Casa dolce casa, Anversa (foto Stefania Ciocca).
Circo di Mosca, Milano (foto Stefania Ciocca).