Chiesa

Il Lunedì

I misteri di Bose

Mea culpa mea culpa mea maxima culpa

Roberto Bianchin

Cosa c’è dietro la sconcertante decisione delle gerarchie vaticane di cacciare il monaco Enzo Bianchi dalla comunità di Bose che egli stesso aveva fondato nel 1965. Accuse vaghe, fumose e poco chiare di «comportamenti abusanti». Serve chiarezza. Senza contare che il noto saggista e intellettuale non è un prete ma un monaco laico, e la sua comunità solo «un’associazione privata tra fedeli». Fastidiosa perché aperta alle donne e al dialogo tra fedi diverse.