Dall'Archivio de Il Ridotto

Il Lunedì

Roberto Bianchin

Nella terra ridente del Veneto felice (è solo un modo di dire, non è mica vero), c’è una televisione locale che ha la bella pensata di indire un dibattito intitolato Voi assaltereste il Parlamento?, e pone pertanto l’acuta domanda a una platea di piccoli politici locali di varie tendenze. Protestano i giornalisti dell’emittente e si indignano, con un comunicato di fuoco, l’Ordine e il Sindacato dei giornalisti del Veneto. Hanno (ma solo in questo caso) perfettamente ragione: non è corretto che un concetto eversivo venga posto in pubblico come una domanda qualunque.

Visioni

Ernest McOliver

In un remoto futuro l’universo conosciuto è sotto il dominio dell’Imperium, ma l’autorità di quest’ultimo è messa in dubbio dalla potente casata degli Atreides. L’Imperatore, allora, decide di affidare loro il controllo del desertico e inospitale pianeta di Arrakis, fonte primaria della preziosissima spezia e casa di colossali vermi delle sabbie…

Il Venerdì

Andrea Silvestri

A Venezia sono tornate le merde. Non in senso metaforico o allegorico, simbolico, o traslato, oppure addirittura emblematico. Che invece infatti e peraltro molte di queste figurativamente parlando (come che dice Genny, ovvero Gennaro Esposito, eccolo qua) non sono mai andate via.

Circhi

Roberto Bianchin

Trentamila spettatori in una settimana al festival del circo diretto da Genìs Matabosch, che si conferma uno dei migliori del pianeta. In un’edizione, l’undicesima, di altissimo livello, che presenta solo numeri mai visti in Europa, arrivano all’oro due numeri di volanti: le stupefacenti cinghie aeree del Duo Disar dall’Uzbekistan, e gli straordinari trapezisti messicani Caballero, capaci di infilare il quadruplo salto mortale come bere un bicchier d’acqua, con tre diversi artisti della troupe. Tra i motivi del successo, l’altissima qualità dei numeri proposti, la velocità dello spettacolo, una regia perfetta, un’orchestra potente e una conduzione impeccabile.       

letture

Luca Colferai

Si legge tutto d’un fiato l’opuscolo corrosivo velenoso radioso uscito dalla penna (stilografica) altrove felpatissima di Roberto Bianchin, già inviato speciale di Repubblica, artista di varietà, direttore editoriale di questa rivista (siamo in pieno conflitto d’interessi). E tutto d’un fiato ecco la recensione, di parte.