Processo ai Chicago 7

Processo ai Chicago 7

Dramma politico con un riuscito tocco d’umorismo

La storia di sette attivisti statunitensi imputati in un processo con l’accusa di cospirazione, in seguito agli scontri avvenuti il 28 agosto 1968 a Chicago in occasione della convention del Partito Democratico.

Una scena da Processo ai Chicago 7 (2020).
Una scena da Processo ai Chicago 7 (2020).

COSMOPOLI - Il Processo ai Chicago 7 è uno dei migliori film targati Netflix del 2020. Nonostante possa sembrare la solita vicenda cara alla cinematografia americana del processo politico ingiusto presieduto da corti e giudici ideologizzati in cui è palese l’innocenza degli imputati (Sacco e Vanzetti docet), questa pellicola serba delle sorprese.

Innanzitutto il cast è composto da attori contemporanei di eccezione, per citarne alcuni, come il britannico Eddie Redmaye, celebre per le sue interpretazioni in La Teoria del Tutto, The Danish Girl e nella saga di Animali Fantastici, nella parte di Tom Hayden e il discusso Sacha Baron Cohen, indimenticabile per i ruoli estremamente provocatori e politicamente scorretti in Borat e il Dittatore, nei panni di Abbie Hoffman. Inoltre impossibile non citare il cameo tanto gradito quanto inatteso di Michael Keaton, testimone chiave durante il processo.

Un’altra peculiarità della pellicola è l’alternanza ben resa delle scene umoristiche, in cui Sacha Baron Cohen e Jeremy Strong sono gli indiscussi protagonisti grazie ai loro oltraggi alla corte, e le scene di alta tensione durante gli scontri nelle strade di Chicago.

La ricostruzione degli eventi accaduti alla convention è molto interessante perché è durante quei momenti che si scoprono a poco a poco le personalità dei protagonisti: alcuni dimostrano coraggio, altri autocontrollo, alcuni, invece, si fanno sopraffare dall’euforia.

Un ulteriore aspetto ben curato sono le divergenze dei protagonisti al di fuori del tribunale, perché sono tutti rappresentanti, noti e meno noti, di diverse fazioni della sinistra statunitense e hanno idee molto diverse non solo in politica ma anche sul come comportarsi durante il processo, a causa di vari dilemmi etici. Molti atti che, normalmente, sarebbero definiti irrispettosi nei confronti della corte sono spesso causati dai soprusi di quest’ultima nei confronti di un ottavo imputato che non ha nulla a che fare con il processo, nonostante il suo ruolo importantissimo in quel periodo, ovvero Bobby Seale, uno dei fondatori delle Pantere Nere.

Unica pecca è la presenza un po’ invadente delle frasi ad effetto, soprattutto a partire dalla seconda metà della pellicola che, essendo piuttosto forzate, stonano con il resto del film. Stona anche la caratterizzazione un po’ banale personaggio interpretato da Joseph Gordon-Levitt, avvocato della accusa e in teoria uno degli antagonisti, che alla fine si redime e si rivela essere, tutto sommato, un personaggio positivo, pieno di dubbi morali riguardo la sua posizione, la dimostrazione del fatto che il sistema americano non è totalmente corrotto e può essere cambiato anche dall’interno. A parere di chi scrive, un archetipo che appartiene fin troppo alla pura finzione cinematografica americana e non alla realtà.

Il Processo ai Chicago 7 è centrato sulla critica al sistema giudiziario e amministrativo degli Stati Uniti d’America durante gli anni della Guerra in Vietnam. La storia è già sentita ma comunque è utile ascoltarla per non dimenticare le macroscopiche contraddizioni presenti ancora oggi in quel sistema. Questo è uno degli aspetti che potrebbe aprire molte porte a Il Processo ai Chicago 7 nella sua corsa agli Oscar 2021.

Curiosità:

Sacha Baron Cohen interpreta uno dei protagonisti più interessanti nel film di Aaron Sorkin; ma anche se rivela dei toni drammatici e profondi verso la fine della vicenda, il suo senso dello humor sdrammatizza gran parte del processo in modo analogo a quello di altri personaggi da lui interpretati, il più famoso dei quali è senza ombra di dubbio Borat Sagdiyev, l’irriverente giornalista kazako. Nonostante abbia mosso molte critiche, e accuse, nei confronti di Sacha Baron Cohen, soprattutto a causa di Borat, il governo del Kazakistan ha recentemente riabilitato film e protagonista, usando come slogan turistico nazionale Very nice! (l’insopportabile tormentone di Borat).


La frase:

Se il sangue deve scorrere allora che scorra per tutta la città!

 

Processo ai Chicago 7

Anno: 2020

Genere: storico/drammatico

Durata: 129 minuti

Regia: Aaron Sorkin

Cast: Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne, Jeremy Strong