Un colosso incompleto

Un colosso incompleto

La prima parte di Dune di Denis Villeneuve

In un remoto futuro l’universo conosciuto è sotto il dominio dell’Imperium, ma l’autorità di quest’ultimo è messa in dubbio dalla potente casata degli Atreides. L’Imperatore, allora, decide di affidare loro il controllo del desertico e inospitale pianeta di Arrakis, fonte primaria della preziosissima spezia e casa di colossali vermi delle sabbie…

Paul Atreides (Timothée Chalamet) su un lido di Caladan, suo pianeta natale; alle sue spalle  le astronavi partono per Arrakis.
Paul Atreides (Timothée Chalamet) su un lido di Caladan, suo pianeta natale; alle sue spalle le astronavi partono per Arrakis.

COSMOPOLI - Il recentissimo Dune di Villeneuve (presentato fuori concorso alla 78.esima Mostra del Cinema di Venezia) è una pellicola imponente che inevitabilmente colpisce chi la guarda, nel bene e nel male. Dune ha tantissime potenzialità e un’identità molto originale ma nonostante ciò non è privo di difetti ed è per questo che può essere definito come un colosso… incompleto.
Ma, esattamente, cosa lo rende un colosso (e soprattutto) cosa lo rende incompleto?
Innanzi tutto il primo aspetto che in Dune salta all’occhio sono gli effetti speciali. Le astronavi gigantesche, i paesaggi sconfinati e i mostruosi Shai-Hulud, ovvero i vermi delle sabbie che abitano su Arrakis, e il sistema di combattimento con gli scudi (quest’ultimo in particolar modo è piuttosto difficile da rappresentare) sono realizzati con una minuzia spaventosa e il tutto è valorizzato da un’ottima fotografia.
Meno riuscita è, purtroppo, la colonna sonora del celeberrimo Hans Zimmer (dalla disumana carriera di compositore di colonne sonore), in cui sono presenti troppe urla e percussioni tribali (alla Avatar, diciamo) e l’aspetto strumentale è meno curato.
Al contrario, a non deludere sono stati gli attori che hanno dato prova di grande talento, in particolar modo il giovanissimo Timotheé Chalamet, che ha interpretato il giovane Paul Atreides, protagonista dell’epopea. Ad essere degni di nota, sono anche Jason Momoa e Dave Bautista, che da un po’ si sono distaccati dalla WWE e stanno rivelando delle improbabili e inaspettate doti attoriali.
Inoltre, nonostante la storia del libro originale di Frank Herbert sia piuttosto complessa, viene fatta capire a grandi linee nella prima mezz’ora di film in modo molto chiaro (a differenza del Dune di David Lynch).
Purtroppo anche in quest’epica trasposizione cinematografica, come in quella del ’84, non è tutto rose e fiori, e il problema più evidente è il medesimo per entrambe le pellicole: i ritmi.
Il Dune del 2021 inizia veramente a bomba: storia fantastica, personaggi interessanti, astronavi titaniche, paesaggi mozzafiato. C’è tutto. L’inghippo arriva a metà film, e cosa ci sarà mai a metà del film che non dovrebbe esserci? La climax.

L’evento più eccitante arriva esattamente al centro, non alla fine, della vicenda, ed è davvero adrenalinico… ma poi? Poi il resto del film diventa drammaticamente ripetitivo e la tentazione di assopirsi è davvero forte. A contribuire con la ripetitività sono anche le continue visioni del protagonista su una fantasmatica ragazza nativa di Arrakis, interpretata da Zendaya, che viene annunciata da inizio film e poi è completamente inutile.
L’ultimo aspetto negativo di Dune è il suo essere una metà. Già prima dell’uscita si sapeva che la pellicola avrebbe avuto un seguito, così che la storia venga narrata in maniera più adeguata, ma nonostante ciò si percepisce troppo questa natura gemella. Si intuisce il bisogno di un seguito (e forse anche più di uno) perché la storia sia davvero completa, si sente che ci sarebbe potuta essere più azione e che potevano dare di più, magari approfondendo maggiormente alcuni personaggi un po’ tralasciati, come quello di Dave Bautista e Zendaya.
Nonostante i problemi di fondo, che si spera non vengano ripetuti o aggravati nel prossimo capitolo, Dune ha comunque molto carattere e originalità, non solo per l’art-design ma anche per quanto riguarda lo sviluppo della trama. E poi quando mai si è vista una battaglia fantascientifica con delle cornamuse in sottofondo?

Curiosità:
Il potere della Voce, di cui il giovane Paul Atreides è in possesso, non è un plagio della Forza ma piuttosto il contrario. Difatti George Lucas, per la saga di Star Wars, si è ispirato molto al libro di Herbert e ha ripreso molti aspetti come il pianeta desertico, ovvero Tatooine, e il potere di controllare la volontà delle persone con la propria voce, cioè la Forza.

La frase:
Leto Atreides: Tuo nonno diceva: «Un grand’uomo non cerca di essere un leader. È chiamato ad esserlo, e risponde» E se la tua risposta è no, sarai comunque quello che volevo che tu fossi: mio figlio.

Dune

Anno: 2021
Genere: Fantascienza
Durata: 2h 35min
Regia: Denis Villeneuve
Cast: Timotheé Chalamet, Oscar Isaac, Rebecca Ferguson, Jason Momoa, Josh Borlin, Javier Bardem, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Zendaia