il gioco del tre

Il gioco del Tre

Riflessione geometrico politica

Una breve riflessione su questo periodo di reclusione a corrente alternata. Confinamento, non isolamento, perché le comunicazioni forse sono più attive, se possibile, rispetto a prima del marzo scorso. È una riflessione, non un lavoro scientifico, a mio umile avviso, ma nasce da pensieri constanti a cui non oso mettere fine. Una ossessione a cui tutti siamo sottomessi. Mi riferisco al numero Tre.

Il gioco del Tre
Il gioco del Tre

COSMOPOLI - Ho sempre pensato a questo numero da un punto di vista simbolico, esoterico, storico, alchemico, occulto, religioso, linguistico (le sdrucciole…), ma non ho mai smesso nemmeno di pensare al suo significato politico. Possiamo parlare di politica, no?! 

Fin dai tempi ancestrali dei nostri predecessori, cioè da quando chiamiamo uomini alcuni bipedi che si sono differenziati un po’ di più dalle scimmie, soprattutto per l´uso del pollice delle mani nella maggioranza dei casi, si è trattato di costituire un ordine mondiale in cui la concezione di mondo è stata modificata secondo aspirazioni, ambizioni e conoscenze geografiche.

I Romani hanno fatto un grande impero, anche con tutti i pericoli messi in guardia da Cicerone e Giulio Cesare, e questo impero, sia esso diviso o dualizzato, è stato perpetrato fino ad oggi. Non è forse stato così con i Merovingi prima, con il Sacro Romano Impero e con i varî Reich? Ma, fino ad ora e in ogni momento, è stato chiaro chi voleva prendere l’eredità dell’Impero beneficiandosi della frammentazione individualista degli Stati.

Ora lo scenario è cambiato: dalla «Pax Europae», assieme alla proiezione dell’ideale di Ventotene (scritto su carta igienica e carta da sigarette) nel Protocollo di Roma del 1953 esteso fino alla «creazione» della CE, dell’area Schengen e dell’UE, è cambiato il mondo, «il nostro mondo». Con l’entrata dell’euro nel 2000, gli equilibri interni del “nostro mondo” già compromessi, se non fessurati, con la caduta del muro e la conseguente caduta della cortina d´acciaio, sono crollati.

L’euro ha saputo affermarsi dal principio, ed è entrato in primis con i veri antichi ideali di chi è confinato nell’isola del Mediterraneo (lo stesso dei romani? del Sacro Romano Impero? Certamente non del Terzo Reich) sempre a condizione che il greggio continuasse ad essere trattato in petrodollari, dando ai colonizzatori pseudoeuropei d’oltreoceano la possibilità di emettere valuta senza scrupoli a base di prodotto estero (beni, oro…) e non nazionale. Un fatto che non è stato pienamente accettato da Paesi come la Russia o da altri africani che continuano a resistere. Chiaramente, l’idea di fare un’altra moneta unica per tutta l’Africa è stata brutalmente castrata con l’assassinio di Gheddafi. Il nostro amato Big Brother ha vegliato sulla sicurezza dell’ordine mondiale che si era instaurato, anche se in modo molto instabile. Un po´ zoppo, forse?

Ora, una domanda: perché e a quale scopo continuiamo ad utilizzare ancora tavoli a quattro zampe? Un tavolo a quattro zampe zoppicherà sempre. Lo sanno tutti, soprattutto quelli dei bar, ma abbiamo tutti a casa tavoli a quattro zampe con cui lottiamo ogni giorno . Cosiccome zoppicherà pure uno di cinque zampe (vedi il pericolo evitato della moneta unica africana). Al giorno d´oggi viviamo in un ordine mondiale mal digerito: l’Europa è la quarta zampa. Un’Europa disunita che ha vilmente tradito gli ideali di Ventotene promossi e concretizzati poi da R. Schuman. Un’Europa che ha aderito, costretta, a procedure e procedimenti neoliberali (dimenticando gli insegnamenti universali Marx e Keynes, per esempio), crudeli e criminali. Procedure e procedimenti pensati e portati avanti da menti esigue, infime e meschine. Un’Europa che ci ha messo in testa che la «finanza» è «economia», e non c’è niente di peggio che manipolare il linguaggio (anche se nei nostri Paesi la manipolazione del linguaggio è usata per dividere ulteriormente ciò che è divisibile divisibile: divide et impera. In questo non abbiamo dimenticato i Romani).

Capisco che il nuovo ordine mondiale (sostenuto dagli attuali presidenti dei diversi Paesi, alcuni dei quali provengono dalle dittature più forti e crudeli, come nel caso della DDR e del suo miglior prodotto, che continua a governare per troppi anni. Il passato degli altri è così insignificante che non vale nemmeno la pena di menzionarlo: l’apoteosi della mediocrità) non può contemplare una quarta gamba. Il Quarto Reich della Anzoleta che stiamo soffrendo, patendo, in Europa, anche se lei stessa ci crede e ci tortura e ci martirizza per continuare a mantenere lo scettro (e solo il suo contrasto storico con il popolo agli ordini di Lutezia ci sta salvando un po´), non ha senso né per gli Stati Uniti, né per Russia o Cina. Da fastidio.

Povera Europa.

 

Signori, il gioco è tra i Tre.