Tutti i ponti di Bassano

Tutti i ponti di Bassano

Tra storia, mito e architettura per festeggiare il restauro

Fino al 10 ottobre, i Musei Civici di Bassano del Grappa propongono Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito, una mostra a cura di Guido Beltramini, Barbara Guidi, Fabrizio Magani e Vincenzo Tiné, promossa dall’amministrazione comunale per celebrare la conclusione del lungo restauro del Ponte degli Alpini, detto anche Ponte Vecchio. Anche Biblioteca civica rende omaggio con la mostra Sul Ponte di Bassano. Storie e curiosità fino al (4 settembre 2021).

Canaletto, Capriccio con edifici palladiani (dettaglio, ca 1756-1759; olio su tela; 58×82 cm; Galleria nazionale, Parma, fonte: it.wikipedia.org).
Canaletto, Capriccio con edifici palladiani (dettaglio, ca 1756-1759; olio su tela; 58×82 cm; Galleria nazionale, Parma, fonte: it.wikipedia.org).

BASSANO DEL GRAPPA (c.v.) — La mostra racconta il mito del ponte, ma contemporaneamente parla di un ponte concreto e reale da cinquecento anni, il ponte di Bassano, disegnato da Palladio, distrutto e ricostruito più volte in un’epopea che dal Settecento del Ferracina giunge al presente del Ponte degli Alpini. Il racconto della mostra si snoda a partire da disegni originali di Palladio, libri cinquecenteschi, mappe antiche, dipinti del Settecento, fotografie di fine Ottocento, modelli di studio contemporanei.

Un percorso avvincente composto da oltre 50 tra opere e preziosi documenti vi permetterà di immergervi in un mondo reale e al contempo fantastico, sotto il segno di Andrea Palladio e del suo mito che riverbera nelle arti figurative.

A differenza della maggior parte degli architetti cinquecenteschi, Palladio è un architetto di ponti: ponti di pietra, di legno e di carta. Questi ultimi sono senza dubbio quelli che avranno un impatto più marcato sulla cultura figurativa dei secoli successivi: pubblicati sulle pagine dei Quattro Libri, il trattato edito a Venezia nel 1570, diventeranno i protagonisti dei sogni degli artisti del Settecento. Algarotti chiederà a Canaletto di fargli vedere il ponte di Rialto come lo aveva pensato Palladio, ma anche Bellotto, Carlevarijs e Piranesi faranno dei ponti uno dei soggetti privilegiati delle loro vedute.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, escluso il martedì. È raccomandata la prenotazione online del biglietto sul sito museibassano.it

Anche la Biblioteca civica rende omaggio alla restituzione alla Città del Ponte restaurato con la mostra Sul Ponte di Bassano. Storie e curiosità, parallela a quella ospitata nelle sale del Museo, ripercorre la storia del manufatto, puntando l’attenzione su alcune vicende storiche e curiosità che hanno per oggetto proprio il Ponte, il simbolo di Bassano internazionalmente più noto.

Costruito probabilmente negli anni settanta del XII secolo, in concomitanza con il primo giro di mura, fu nei secoli più volte danneggiato e distrutto dalla furia selvaggia delle acque e da quella iconoclasta degli uomini; ma sempre, prontamente, ricostruito. Del resto la sua funzione non solo militare, ma soprattutto economica e sociale era determinante. E le vicende narrate con questa mostra lo stanno a dimostrare. I bassanesi riscuotevano il pedaggio del transito delle merci e delle bestie: una ricevuta ottocentesca della tassa del pontatico, esposta in mostra, testimonia come fosse ancora in vigore questa gabella che risaliva già al periodo medievale, quando il ponte, protetto da due torri poste sulle due rive del fiume, era sorvegliato da due custodi per lato, che avevano il compito di far rispettare le norme di transito.

I bellissimi schizzi di mano di Francesco Chiuppani contenuti nei manoscritti dell’Historia Bassanese e delle Iscrizioni Bassanesi risalenti alla prima metà del Settecento, ritraggono la città e il suo ponte con minuzia di particolari. Uno spazio viene dedicato alla tragica piena (brentana) del 19 agosto 1748 quanto, come scrive Gasparo Gozzi in un sonetto esposto, il ponte è «portato via come una cesta» dal fiume. La ricostruzione viene affidata a Bartolomeo Ferracina, bassanese di grande ingegno, famoso per i suoi grandi orologi meccanici presenti tuttora nel Municipio e nella Torre Civica, che lo consegna ultimato il 30 settembre 1750.

Ma molte altre saranno le brentane che danneggeranno la struttura, non ultima quella terribile del 4 novembre 1966 di cui sono esposte delle impressionati foto. Il Brenta raggiunge limiti mai visti: nel momento di maggior piena sotto le arcate passano 2.300 metri cubi d’acqua al secondo, con una furia spaventosa, trascinando tronchi e detriti che si infrangono contro le strutture.

Una sezione è dedicata agli eventi bellici: l’incendio del ponte nel 1813 da parte delle armate napoleoniche al comando del viceré Eugenio Beauharnais e la riapertura nel 1821 su progetto di Angelo Casarotti nella versione palladiana (è esposta una raccolta di sonetti celebrativi scritti da autori locali per l’avvenimento); i danneggiamenti del 1915 durante la Grande Guerra e il bombardamento del 1945, in due fasi distinte, per opera dei Partigiani (17 febbraio) e delle truppe naziste (29 aprile). Infine la ricostruzione e la solenne inaugurazione del 1948 alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Da allora sarà per tutti il Ponte degli Alpini.
Le foto del periodo delle due guerre, tratte dall’archivio storico, e numerose cartoline documentano i danni e il clima di tragedia in cui era sprofondata la Città.

Tra le curiosità esposte in mostra, viene dato conto del passaggio di San Francesco sul ponte medievale diretto alla chiesetta di San Donato, e uno spazio doveroso è riservato alla celeberrima canzone del Ponte Sul ponte di Bassano, diventata una sorta di inno della città e del suo simbolo.