Paolo Fiorindo

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Un miracoloso salvataggio

L’archivio milanese de L’Avanti! a Torre di Mosto

Paolo Fiorindo

Una cospicua parte, faldoni e faldoni di giornali, lettere e foto dell’archivio milanese dell’Avanti!, lo storico giornale del Partito socialista italiano, è finito in una casa di campagna a Torre di Mosto, provincia di Venezia, Veneto orientale. Come mai?

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La maledizione dell’autostrada

Paolo Fiorindo

Appena la vide, l’uomo in cuor suo pensò che non aveva mai visto una ragazza così bella. Capelli lunghi scurissimi, viso angelico, labbra appena dischiuse, corpo turgido, fianchi di una dea (anche se lui forse le dee non le aveva viste nemmeno al museo). Vita stretta, braccia e gambe ben tornite, mani e piedi piccoli e graziosi. Pelle candida, forse anche troppo, la luce irreale di quei neon appesi qua e là al soffitto grigio confondeva le ombre. Insomma di ragazze ne aveva viste, ma lasciatemelo ripetere, così belle no, mai.

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La medaglia dorata

Tra bonifiche e tesori in terra bizantina

Paolo Fiorindo

Era una primavera, appena dopo Pasqua, verso la fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, anche se i testimoni non ricordano perfettamente la data la si può desumere dal fatto che il pievano del paese fosse nel suo ultimo periodo di servizio. Nel terreno a sud, di fronte alla casa colonica in piena campagna, arando in profondità con le prime grosse macchine a cingoli trovarono una necropoli.

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La Donna dei Sogni

(fiaba provinciale)

Paolo Fiorindo

Un tempo Dio creò Fiorindo (che non sono io). Ma Fiorindo si sentiva solo e chiese a Dio di creargli una donna. Allora Dio gli disse: «Cos’è una donna? Fammi un disegno». Fu così che Fiorindo, che a quel tempo aveva dodici anni, iniziò a imparare a disegnare. Dopo molti tentativi e molta carta sprecata, Fiorindo riuscì finalmente a disegnare la donna come gli piaceva e fece vedere il disegno a Dio. Che lo guardò, lungamente, senza alzare gli occhi.

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Il valore del pane vecchio

Paolo Fiorindo

Durante alcuni escavi per restauri in una fortezza veneziana, forse a Famagosta, venne rinvenuto un antico deposito con dei generi alimentari abbandonati ancora durante gli assalti del Turco. Tra i quali alcuni pacchi di gallette perfettamente conservati. Dicono che qualcuno ne abbia addentata una e l’abbia trovata perfettamente conservata e commestibile, dopo quasi cinque secoli. Le gallette, dette talora biscotti di mare, sono come dei cracker: dei biscotti fatti di farina, acqua e talvolta sale. Era il cibo non deperibile per i lunghi viaggi, per mare o nella campagne militari.

Archivio

Torre di Mosto, l’isola circondata dalla terra

La strana storia di un paese che ha cancellato i propri ricordi

Paolo Fiorindo

Ho deciso finalmente di rivelarlo: il luogo, anzi il paese di partenza e arrivo del mio continuo viaggiare, e da dove scrivo anche le note di questo Sprofondo Nord, si chiama Torre di Mosto. Quasi cinquemila anime umane attorno al municipio del 1905 e alla parrocchiale della fine del Settecento, al centro del triangolo piatto di bonifica tra San Donà, Portogruaro e Caorle.

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Autoritratto con conigli

Paolo Fiorindo

La ragazza di famiglia contadina partiva dalle basse, in bicicletta, arrivava a San Donà e prendeva il treno per Venezia, per andare a servire nel palazzo dei ricchi nobili. Che la aspettavano contenti, a braccia aperte ma talora (il vecchio) anche a braghe aperte. L’austera ricca nobiltà veneziana degli anni tra le due guerre (pur sempre nobile, ricca sempre meno) accoglieva la gioventù campagnola come da sempre aveva accolto zanni, arlecchini e colombine dell’entroterra.