Roberto Bianchin

Fogli Parlanti

Smorz’ellait

Quando è meglio lasciar perdere

Roberto Bianchin

Alle volte, anzi: quasi sempre, è meglio lasciar perdere. Spegnere lentamente i riflettori: dissolvenza e titoli di coda. Fine. E invece, purtroppo: non è così. Nugoli di informatori incalliti ripropongono schegge scintillati di miserevole nulla. Spegnete le luci, piano piano, per favore.

Il Lunedì

Pulizia in polizia

Francia violenta

Roberto Bianchin

Il governo francese, incapace di combattere un terrorismo sempre più aggressivo, e di mettere un freno alle violenze di strada, sempre più diffuse, non ha trovato di meglio che varare una legge sulla sicurezza globale che prevede, tra gli altri provvedimenti,  che diventi un reato riprendere con fotografie e filmati gli agenti di polizia in servizio mostrando i loro volti mentre sono in azione. Un freno insopportabile alla libertà di stampa. E un’aberrazione che copre le violenze, sempre più ricorrenti, della polizia. 

persone

Tu sei bello come sei

Vizi privati e pubbliche virtù

Roberto Bianchin

Maradona era drogato, Hemingway alcolizzato, Van Gogh matto da legare, Woody Allen pedofilo, secondo le accuse di una parte della sua famiglia. Legittimo (ma pericoloso) discettare sulla necessità, e la sostanziale impossibilità, di distinguere tra l’uomo e l’artista. E sul criterio di giudicare, e spesso apprezzare, il loro lavoro e la loro arte. Per poi comunque finire come al bar a domandarsi se era meglio Maradona o Pelé.

Il Lunedì

Non voglio più fare il boy scout

America molesta

Roberto Bianchin

Ci sono più pedofili nei boy scout che nella Chiesa. Incredibile ma vero. Contro la storica associazione dei Boy Scout of America, cento e dieci anni di vita, più di due milioni di iscritti nel mondo tra i cinque e i ventuno anni, sono state presentate 81.500 denunce penali  per abusi sessuali contro giovani e giovanissimi boy scout da parte dei loro istruttori adulti. Ora pensano di aprire le porte dell’associazione anche a bambine, gay e trans. Meglio chiuderla subito.

Fogli Parlanti

Raffaella e la gioia del sesso

Roberto Bianchin

Sebbene icona dell’immaginario (nostro) erotico - anche se, purtroppo sul più bello appariva sempre Don Lurio, o Alberto Sordi, o Corrado - apprendiamo con gioia che Oltre Manica gli effetti di Raffaella Carrà (intesa come immagine iconica) sono andati ben oltre le nostre più rosee aspettative e hanno generato con il Tuca Tuca una stella d’amore carnale più grande di quanto non abbiano fatto tutte le altre icone dell’immaginario erotico dagli anni Settanta in poi (di tutti i sessi, ovvio). Evviva!

Il Lunedì

Su il sipario

Obbligo di cultura in tivù

Roberto Bianchin

Non è concepibile, in un Paese civile, che lo spettacolo del calcio continui ad andare avanti, sia pure a porte chiuse, senza spettatori, e solo in televisione, mentre tutti gli altri spettacoli, che sono cultura anche più del calcio, no. Stadi comunque aperti e teatri e circhi comunque chiusi sono un paradosso. Se esistesse un ministro della cultura, lo Stato si farebbe carico di riservare allo spettacolo dal vivo almeno lo stesso trattamento dello spettacolo del calcio, finanziandolo per farlo continuare a vivere, per adesso, almeno in tivù. 

Il Lunedì

Zio Pisolo

Sogni americani

Roberto Bianchin

Non era affatto scontato. Donald Trump ha preso più voti di quattro anni fa. Joe Biden, a dispetto del suo scarso fascino, è stato il presidente democratico più votato della storia dell’America, e insieme a Kamala Harris, la prima donna (e donna non bianca) vicepresidente, ha compiuto una vera e propria impresa. Basta e avanza. Ora gli viene chiesto soltanto di far tornare il Paese alla normalità. Dentro e fuori gli States. Una quieta e noiosa normalità. Sempre meglio lo Zio Pisolo dello Zio Matto. Melania, addio.

Fogli Parlanti

Elezioni all’O.K. Corral

Una soluzione contro il ritardo

Roberto Bianchin
Il Lunedì

Douce France

Macron, un Presidente sotto choc

Roberto Bianchin

Nessun Paese al mondo è stato soggetto ad attacchi concentrici più devastanti, su vari fronti, come la Francia in questi ultimi tempi. Dalla rabbia dei gilet gialli alla furia del terrorismo islamico, fino all’esplosione del coronavirus. Un uragano di disgrazie difficile da reggere per qualsiasi governo. Il Presidente Macron ha mostrato fierezza, orgoglio e dignità nei modi, ma non è stato in grado di risolvere nemmeno uno dei gravi problemi sul tappeto. È apparso smarrito, incerto, confuso e contraddittorio. E ha commesso anche qualche grave errore.

Il Lunedì

In principio fu il serpente

Virusdeliri

Roberto Bianchin

Non se ne può più di tutti quei cosiddetti virologi che concionano su tutti i giornali e su tutte le televisioni tutti i giorni e a tutte le ore. Anche perché non hanno ancora capito nulla del covid. Non sanno ancora che tipo di virus è, da dove è venuto e come si cura. Dicono solo banalità e idiozie. E non ne hanno mai indovinata una. Non se ne può più nemmeno di tutte queste parole straniere. D’ora in poi userò solo termini italiani. Per esempio non dirò più lockdown. E nemmeno smart working. Non parliamo di smart learning. Non sapete cos’è? Tenetevi forte.