Pandemia 1835

Pandemia 1835

L’epidemia di colera a Venezia nel racconto dei testimoni del tempo

Chi non conosce la storia è destinato a ripetere gli errori del passato: I Antichi Editori pubblicano in questi tempi di pandemia e isteria un libro illuminante sul comportamento dei nostri antenati di fronte al catastrofico arrivo a Venezia del colera. A quel tempo la medicina era un’arte, con armi spuntatissime e ridicole, le conoscenze erano vaghe ed erronee; ma gli intelletti di molti erano pronti, metodici, scientifici. Questo libro ne raccoglie alcune importanti testimonianze. Nella speranza che siano di conforto a quanti, come noi, si sentono sotto assedio.

Una vittima del colera in una stampa a Sunderland nell’Inghilterra del Nord-Est, 1832. (fonte wellcomecollection.org).
Una vittima del colera in una stampa a Sunderland nell’Inghilterra del Nord-Est, 1832. (fonte wellcomecollection.org).

VENEZIA - Nell’autunno del 1835 Venezia veniva colpita da un’epidemia di colera, che subito si trasformerà in pandemia. La malattia arriva dall’India, e ha già colpito inesorabilmente le capitali d’Europa: Mosca, Varsavia, Vienna, Parigi, Londra; e temuta e attesa entra in Italia: Genova, Milano, Venezia.

Una breve antologia di testi originali scritti in prima persona da medici del tempo a ridosso della prima ondata del morbo. Il colera nell’Ottocento è una malattia insidiosa, mortale, orribile, di cui l’arte medica stenta a conoscere le cause, i modi, gli effetti. Sviluppatasi in India, colpirà una prima volta l’Asia fermandosi sulle coste del Mar Caspio nel 1823. Ma tre anni dopo, nel 1826, ripartirà per colpire anche l’Europa e l’America. Diffusa da guerre, migrazioni, commerci, trovò facile esca nelle tragiche condizioni igieniche delle sovrappopolate città dell’età della Restaurazione.

L’arte medica del tempo, tra salassi e clisteri, è assolutamente inadeguata; ma gli uomini, e le donne, che la esercitano sono preparati e determinati. Sarà una lotta di decenni, con decine di migliaia di morti; ma alla fine almeno in parte vittoriosa.

La lotta alle pandemie ottocentesche di colera avrà influssi profondi sulla cultura occidentale: sviluppi nelle conoscenze mediche e scientifiche; miglioramenti delle condizioni igieniche sociali e personali; trasformazioni radicali nell’assistenza e nel controllo delle malattie. In parte sono dovuti anche al lavoro degli autori dei piccoli saggi raccolti in questa antologia. Un indispensabile raffronto tra passato e presente.

Con le «Annotazioni sul cholera cianico» di Francesco Maria Marcolini, una «Lettera sugli effetti del cloro» di Giacinto Namias, e «Le istruzioni per gl’infermieri» di anonimo.

Illustrazioni d’epoca e una mappa aggiornata della diffusione della pandemia di colera dal 1826 al 1837.