Il Lunedì

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Le interviste impossibili

Grock: «Il circo è un sogno e i sogni non muoiono mai»

Roberto Bianchin

Sabato 17 aprile si celebra la giornata mondiale del circo. Una ricorrenza mesta, con tutti i circhi chiusi, nessuna data certa per la riapertura, e prospettive incertissime per quello che è stato il più grande spettacolo del mondo. La parola al grande Grock, il clown più celebre del Novecento. L’intervista è immaginaria, ma le parole sono le sue. Vengono direttamente dalla sua autobiografia.

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La vita agra degli agenti segreti

Chi fa la spia non è figlio di Maria

Roberto Bianchin

Indagine su ottanta cittadini russi al di sotto di ogni sospetto. Secondo fonti del controspionaggio, vivrebbero e opererebbero in Italia la bellezza di ottanta (80) agenti segreti in servizio permanente effettivo per conto dello Zar Vladimir Vladimirovič Putin. Spregiudicati i loro metodi e misteriosi gli obiettivi che perseguono. Si fanno solo delle ipotesi riguardo ai loro reali interessi. Alcune decisamente inquietanti.

Il Lunedì

La figlia segreta di Napoleone

Scoperte e stranezze storiche

Roberto Bianchin

Per tutta la vita Charlotte Chappuis aveva detto di essere figlia di Napoleone Bonaparte. Non le aveva creduto nessuno. Arrestata e torturata, venne costretta a dichiarare che aveva detto il falso. Invece era vero. Era davvero figlia di Napoleone. Lo ha scoperto in un vecchio dossier della polizia uno storico francese, Bruno Fuligni, che le ha dedicato un libro. Adesso in Italia le intitoleranno uno spettacolo teatrale. La Napoleona.

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Lo Sputink

Killer sarà lei

Roberto Bianchin

Strani effetti collaterali della curiosa disputa tra i due uomini più potenti della terra. Tra anatemi e macumbe, micidiali grappe fatte in casa, e stracotti di soriano. E la ricerca segreta, in un misterioso laboratorio siberiano ereditato dal vecchio Kgb, fra tigri e orsi bianchi, del vaccino più potente di ogni veleno: lo Sputink.

Il Lunedì

Ultima stagione

Il tradimento di Montalbano

Roberto Bianchin

Ha suscitato scalpore e anche indignazione, come se fosse nuova, una notizia vecchia di tre anni fa: Salvo Montalbano, il commissario più amato dagli italiani, ha lasciato la sua eterna fidanzata Livia, per mettersi con una collega più giovane e carina. Ma questo era giù successo nel 2018, quando venne pubblicato il romanzo Il metodo Catalanotti, da cui è stato tratto l’omonimo sceneggiato televisivo. Solo che nessuno se n’era accorto. Se ne avvedono adesso perché lo vedono in tivù. Sarà perché nessuno legge più.

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Addio Padania Bella

La fine dei riti celtici

Roberto Bianchin

Non è rimasto più nulla dell’immaginario Paese di Padania nato dalla sfrenata fantasia dell’Umbertone Bossi. Né dei suoi riti celtici, né delle sue stravaganti abitudini, né delle sue voglie di federalismo, secessione, indipendenza e quant’altro, con cui per anni ci hanno fracassato i sentimenti. Tutto dimenticato, buttato nel bidone delle immondizie. E sembra non importargliene più nulla nemmeno a quei leghisti che ci credevano davvero. Nostalgie? Nessuna. La Lega di oggi provoca lo stesso sentimento. Ribrezzo.

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Chioggiotti della malora

Pedate razziste

Roberto Bianchin

Novità dal Belpaese: tra i vari tipi di razzismo spunta, a sorpresa, la variante chioggiotta. A rivelarlo, l’allenatore di una squadra di serie D accusato di atteggiamento razzista verso un giocatore albanese. Il mister si dice vittima a sua volta di espressioni ingiuriose perché chioggiotto. Graziato dalla giustizia sportiva, appena 4 mesi di squalifica ridotti a 2, è stato punito dalla Questura di Trento con un daspo di 5 anni. Un provvedimento che fa discutere.

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I misteri di Bose

Mea culpa mea culpa mea maxima culpa

Roberto Bianchin

Cosa c’è dietro la sconcertante decisione delle gerarchie vaticane di cacciare il monaco Enzo Bianchi dalla comunità di Bose che egli stesso aveva fondato nel 1965. Accuse vaghe, fumose e poco chiare di «comportamenti abusanti». Serve chiarezza. Senza contare che il noto saggista e intellettuale non è un prete ma un monaco laico, e la sua comunità solo «un’associazione privata tra fedeli». Fastidiosa perché aperta alle donne e al dialogo tra fedi diverse.

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Buongiorno commissario

Con quella faccia un po’ così

Roberto Bianchin

L’Italia ha di nuovo un governo. Un Premier apprezzato nel mondo. E ha estromesso i partiti politici dalla gestione e dagli affari della ricostruzione. Al via, un esecutivo di unità nazionale, troppo eterogeneo per compiere scelte politiche. Draghi dovrà porsi obiettivi limitati ma potenti: sconfiggere il virus e rilanciare l’economia del Paese. Ha tempo solo due anni. Poi è giusto, come si usa in democrazia, che la parola torni agli elettori.

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Il paradosso di Venezia

Aspettando che tornino quegli odiati turisti

Roberto Bianchin

Con troppi turisti Venezia muore. Senza turisti Venezia muore lo stesso. Quello che sconcerta è che nell’anno trascorso dall’inizio della pandemia, a nessuno dei governanti della città lagunare sia venuto in mente di utilizzare questo periodo per riprogettarne il futuro, regolamentare un fenomeno destinato inevitabilmente a riproporsi, modificare gli accessi alla città, organizzare le prenotazioni, disegnare un destino che non sia solo quello da osti e locandiere. Il caso limite dello storico caffè Florian.