La vita agra degli agenti segreti

La vita agra degli agenti segreti

Chi fa la spia non è figlio di Maria

Indagine su ottanta cittadini russi al di sotto di ogni sospetto. Secondo fonti del controspionaggio, vivrebbero e opererebbero in Italia la bellezza di ottanta (80) agenti segreti in servizio permanente effettivo per conto dello Zar Vladimir Vladimirovič Putin. Spregiudicati i loro metodi e misteriosi gli obiettivi che perseguono. Si fanno solo delle ipotesi riguardo ai loro reali interessi. Alcune decisamente inquietanti.

(fonte: wikimedia.commons.org).
(fonte: wikimedia.commons.org).

COSMOPOLI – Chi fa la spia non è figlio di Maria, recitava un vecchio adagio. Che così proseguiva: non è figlio di Gesù e quando muore va laggiù, va laggiù da quell’ometto che si chiama diavoletto. A Dimitri & Aleksej probabilmente di Maria non importa nulla. Probabilmente nemmeno di Gesù, tantomeno del diavoletto. Da buoni russi probabilmente saranno atei, comunisti, peccatori, mangiapreti e senzadio.

Ma il problema non sono loro, o meglio non sono più loro, dato che sono stati prontamente rispediti a casa loro. Il problema sono tutti gli altri che sono come loro e che restano qua. Già, perché non erano soli, Aleksej Nemudrov e Dimitri Ostroukhon, i due spioni russi che per un pacchettino di rubli comperavano sottobanco segreti militari farlocchi a un pischerlo di capitano di fregata della marina militare italiana, Walter Biot, fregato - pensa te - nientemeno che dai carabinieri.

Difatti il controspionaggio italiano (esiste davvero), vale a dire spioni che per mestiere spiano altri spioni, ha fatto una spiata ai giornalisti – per motivi che sapranno loro - per dire che in Italia “lavorano” indefessamente e a tempo pieno (no, indefessamente, no) la bellezza di 80 (ottanta!) spioni russi, tutti agenti segreti del Cremlino sparsi tra ambasciata e consolati di varie città italiane, mimetizzati tra i diplomatici ufficialmente accreditati nel nostro Paese, e raggruppati sotto sigle nuove e misteriose come Gru, Svr, Fsb, che in fondo sono sempre il caro vecchio famigerato Kgb.

Normale, certo, da che mondo è mondo le spie sono sempre esistite in tutto il mondo, e in pace come in guerra continuano allegramente a fare il loro sporco lavoro. Ma una domanda sorge spontanea: cosa spiano ottanta spioni russi di un paese niente affatto comico in un Paese comico? Le interpretazioni si sprecano. I Fogli Parlanti, su questo giornale, ne hanno dato alcune di gustose: cercano la ricetta della micidiale grappa veneta fatta in casa nella Bassa Veronese e del prosecco millesimato extra brut delle colline di Conegliano e Valdobbiadene patrimonio dell’umanità. Altri si sono spinti più in là, fino a ipotizzare la caccia alla ricetta dell’amatriciana, del tiramisu, della parmigiana di melanzane, delle penne all’arrabbiata, degli spaghetti alla puttanesca, del baccalà in tecia, delle sarde in saor, dei bigoli in cassopipa.

Mi piacerebbe conoscere la giornata tipo di una spia russa in Italia. Cosa fa tutto il santo giorno, oltre alle abluzioni, alla colazione, alla palestra, alla prima passeggiata, al primo aperitivo, al pranzo, alla pennichella, alla seconda passeggiata, al jogging, al secondo aperitivo, al ricevimento, alla festa, alla cena, al dopocena, al cinema, al teatro, al circo, allo zoo? Eh, vita dura, durissima, quella dell’agente segreto. Per un agente dello Zar Putin, poi, ancora di più. Costretti come sono a darsi da fare in tutti i modi per mettere le mani in qualsiasi modo su qualsiasi tipo di documento, anche il più stupido, come l’ordine di servizio per i turni della pulizia dei cessi alla caserma della Garbatella, pur di dimostrare che sono utili alla loro patria. Che dico utili, indispensabili.

I rischi infatti sono troppo grandi per loro. Il più mortale di tutti, quello di venire riportati in Russia. O peggio, se si comportano male, deportati in Siberia. In fondo, da spioni evidentemente non del tutto privi di comprendonio, una cosa devono averla capita bene. La più importante: che nonostante tutto è meglio anche per loro continuare a vivere in questo sgangheratissimo Paese.

 

LA PAGELLA

 

Aleksej Nemudrov. Voto: 4

Dimitri Ostroukhon. Voto: 4

Walter Biot. Voto: 4

Kgb. Voto: 4

Grappa Veneta. Voto: 8

Vladimir Vladimirovic Putin. Voto: nc