Avete ragione sono vecchio fatemi andare

Avete ragione
sono vecchio
fatemi andare

Cronache dell’altro mondo

Che siano rimasti pochi posti disponibili nei reparti di terapia intensiva degli ospedali italiani a causa del coronavirus, è un problema reale e drammatico. Un Paese normale si preoccuperebbe di aumentare ovunque il numero dei posti letto, e conseguentemente di respiratori, macchinari, medici e infermieri, anche con soluzioni di emergenza, come l’allestimento di ospedali da campo. A nessun Paese normale verrebbe in mente di lasciar morire i vecchi, come invece suggeriscono di fare non dei tristi e lugubri burloni ma addirittura dei medici anestesisti rianimatori di una «Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva» chiamata Siaarti. Questi affermano senza alcun pudore che «può rendersi necessario un limite di età nell’accesso alla terapia intensiva». Semplicemente aberrante.

Un anziano su una panchina (fonte: pinterest.at).
Un anziano su una panchina (fonte: pinterest.at).

(r.b.) - Finalmente una luce nel buio. Una parola chiara. Una direttrice di marcia precisa. Un obiettivo strategico. Quello di cui avevamo proprio bisogno. Nel brancolare alla cieca intorno al coronavirus, senza sapere bene che cos’è, senza sapere da dov’è venuto e senza avere la più pallida idea di quando se ne andrà, senza un farmaco per curarlo, senza una ricetta per fermarlo, senza un modo per evitarlo, qualcuno che ha le idee chiare e sa benissimo cosa fare, per fortuna c’è.

Sono dei medici, quindi gente competente, preparata (almeno si suppone), che ha studiato (si presume), che sa bene (o dovrebbe sapere bene), il fatto suo. Gente di cui fidarsi. Sono i medici anestesisti rianimatori del Siaarti, che non è uno sci club delle valli del Natisone, ma starebbe a significare (esiste per davvero), “Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva”. Gente che ha capito tutto. E che ha avuto il coraggio di scriverlo, a chiare lettere, in un documento: “Può rendersi necessario porre un limite di età nell’accesso alla terapia intensiva”.

Non è uno scherzo macabro, avete letto bene (fonte: Corriere del Veneto di giovedì 19 marzo 2020, pagina 3, articolo a firma Gloria Bertasi e Silvia Madiotto). Non credevo ai miei occhi leggendolo. Ho dovuto rileggere più volte. Questi medici (ma dove si saranno laureati, a Birkenau?), propongono, nel caso in cui le terapie intensive degli ospedali non avessero più posto per i malati, di “riservare le risorse che potrebbero essere scarsissime in primis a chi ha più probabilità di salvezza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata”.

Era ora! Hanno capito!! Evviva!!! Grazie al coronavirus, abbiamo finalmente trovato il modo di liberarci dei vecchi. O degli anziani, se trovate più elegante chiamarli così. In fondo, chissenefrega, sono solo dei rompiballe insopportabili. Dei brontoloni che non servono a niente. Spesso anche brutti, e molto spesso trasandati, malvestiti. Anche sporchi talvolta. Sicuramente improduttivi. Parassiti della società. Avanzi. Rottami. Coi denti neri. Un dente sì e un dente no. Che non servono più a niente. Che mangiano a ufo. Bevono vino cattivo in quantità industriali. Non fanno altro che giocare a carte nei bar, insidiare le badanti ai giardinetti e spiare le donne che si tirano giù le mutande nei cessi pubblici. Maiali schifosi che sputano, ruttano, scorreggiano, bestemmiano e fanno la pipì dietro ai cespugli.

Meglio lasciarli andare, massì, a cosa serve tentare di salvarli? Tempo perso. Energie sprecate. Tanto sono vecchi, molti sono già malati, tra poco moriranno lo stesso. Anche senza bisogno del coronavirus. Perché mai dovremmo occuparci di loro?

Geniali questi medici. Chissà che facce hanno. Pensateci bene: loro mica si sono arrampicati per sentieri tortuosi e difficili in cerca di soluzioni lunghe e complicate, no, macché, mica hanno chiesto più posti per le terapie intensive, più respiratori, più mezzi, più medici, più infermieri, magari tende, ospedali da campo, sistemazioni di fortuna. Per carità! Mica hanno chiesto più finanziamenti, più aiuti, meno tagli. No, loro hanno avuto un lampo di genio, sono andati subito al sodo, al nocciolo del problema, e hanno trovato la soluzione. Semplice, rapida, efficace: lasciamo morire i vecchi. Problema risolto. Applausi. Occupiamoci solo dei giovani, magari facendo crescere una razza pura, possibilmente con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Ci avevano già provato, non moltissimo tempo fa, non gli era andata benissimo.

Bisognerebbe davvero premiarli, magari con un biglietto di sola andata per una lunga vacanza in qualche posto molto lontano, questi medici geniali che hanno finalmente risolto il problema dell’umanità. Per quanto mi riguarda, casomai dovessi averne bisogno (sono anch’io un inutile vecchio arnese), solo una preghiera: statemi lontano. Non voglio nemmeno essere toccato da gente come voi.

LA PAGELLA

Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). Voto: -4