Tutte le pagelle del Festival del circo

Tutte le pagelle
del Festival del circo

La grande rassegna di Monte-Carlo

Puntuale e inesorabile come il destino, tutti gli anni Il Ridotto -l’unica rivista con le pagelle- assegna i voti a tutti gli artisti in gara al prestigioso Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo, il più importante del mondo, giunto alla quarantaquattresima edizione. Sono pagelle d’autore, firmate da uno dei più autorevoli critici circensi, decano del Festival, che talvolta non coincidono con le valutazioni espresse dalla giuria di esperti internazionali, e che sono spesso fonte di accese polemiche. Si basano su parametri di valutazione soggettivi che prendono in esame vari aspetti dello spettacolo, dalla presentazione dei numeri alla regia, dalla tecnica alla coreografia, dalla musica ai costumi. Naturalmente è del tutto lecito -anzi è salutare- non essere d’accordo.

Maria Saratch (tutte le foto di questo servizio sono della…
Maria Saratch (tutte le foto di questo servizio sono della…

CLOWN D’ORO

CAVALLERIA DEL CIRCO KNIE. Maycol e Wioris Errani, con la complicità di Ivan Frédéric Pellegrini Knie, hanno presentato, come detto nel servizio (leggi: “Oro italiano in sella a Montecarlo”), quattro esibizioni praticamente perfette. Oro meritatissimo. VOTO: 8,5
LES TUNIZIANI. Una troupe di trapezisti (doppio porteur) come non si vedeva da tempo. Capaci del quadruplo e di altre meraviglie. VOTO: 8
MARTINEZ BROTHERS. Icariani spericolati e dotatissimi (cinquanta mortali consecutivi con l’attrezzo in movimento), ma agevolati dalle minute dimensioni dell’agile, un ragazzino alto come un soldo di cacio. VOTO: 7

CLOWN D’ARGENTO

SERGEY NESTEROV. Splendido, ipnotico numero di tigri addestrate in totale dolcezza a mani e piedi nudi. Meritava l’oro. Penalizzato, rispetto a Martin Lacey dell’anno prima, dall’aver privilegiato ai salti i baci e le carezze. VOTO: 8
TROUPE AYALA. Magnifica troupe di funamboli con un numero ardito di altri tempi, e la partecipazione del clown Henry. VOTO: 8
THE DANDY’S. Tre ottimi acrobati alla barra russa, coreografati dal genio di Grimailo. VOTO: 7,5
TROUPE ACROBATICA DI SHANDONG. Due numeri coreograficamente molto belli, e non privi di difficoltà, con piatti e cappelli. VOTO: 7

CLOWN DI BRONZO

TROUPE EFIMOV. Altra creazione di Grimailo, ma meno convincente. Acrobati a terra e al trampolino in abiti da sposi. VOTO: 6,5
BINGO 5 BOYS. Acrobazie al palo cinese di cinque ragazzotti in versione discoteca. Giubbotti di pelle e musica possente. Moderno e divertente. VOTO: 6
FLASH OF SPLASH. Saranno musica e costumi (pessimi) o la mancanza di grazia ed eleganza, ma il duo russo-ucraino alle cinghie aeree non convince. Bronzo generoso. VOTO: 5,5
TROUPE ZOLA MONGOLIA. Acrobati alla bascula. Infilano un numero impressionante di errori grossolani nella terza serata di selezione. Bronzo generosissimo. VOTO: 4

ALTRI NUMERI

MARIA SARATCH. Peccato. Avrebbe meritato il podio la scultorea equilibrista russa con un numero impeccabile per forza ed eleganza. Deve accontentarsi del premio degli amici del circo italiano (Cadec). VOTO: 7,5
VLADIMIR & VLADIMIR. Stesso discorso per il sontuoso mano a mano, con finale in punta di coltello (peccato solo per i bruttissimi costumi) dei due ucraini. VOTO: 7
HENRY AYALA. Clown venezuelano dalla presa immediata sul pubblico, simpatico e divertente, anche se le gag non sono proprio nuovissime. Ci sa fare anche come funambolo. VOTO: 7
ELASTIC. Comicità moderna (e poco adatta al circo) per il belga Stéphane Delvaux. Si dà da fare ma non riesce proprio a far ridere. VOTO: 4,5
FRANCOISE ROCHAIS. Giocoliera d’antan, brava e ironica. Numerino grazioso. VOTO: 6,5
DUO SKYLINE. Due ragazze ucraine ai tessuti aerei. Numeretto senza storia, da circhetto di periferia. VOTO: 5
LISA RINNE. La trapezista tedesca avrebbe qualche originalità, ma il numero è sgraziato, il costume orribile, e lei compie qualche errore di troppo, soprattutto in atterraggio. VOTO: 5
SANDRO MONTEZ. Noiosissimo (e inutile) numero di cani (peraltro bene) ammaestrati. Chiamato forse per compensare l’assenza degli elefanti. VOTO: 5
RAFAL WALUSZ. Ladro prestigiatore, ruba orologi, cravatte e persino cinture senza che gli interessati se ne accorgano. Lui è bravo, ma va bene al varietà. In pista si perde. VOTO: 6

E INOLTRE

CLOWNS EN FOLIE. Sono l’immagine “à l’ancienne” del Festival. Sempre presenti, fin dalla prima edizione. Eroici. VOTO: 7
CIRCUS THEATRE BINGO. Divertenti, colorati, moderni. Ottime coreografie. Anche loro sono ormai una presenza fissa. VOTO: 7,5
ORCHESTRA RETO PAROLARI. La scomparsa del Maestro da più di vent’anni sul podio, proprio alla vigilia del Festival, lascia la sua orchestra un po’ smarrita. La bacchetta è passata di mano al valente batterista Vladimir Jaggi. VOTO: 7 alla memoria, 5,5 alla prestazione.
PETIT GOUGOU. Difficile pensare non vi siano migliori Monsieur Loyal in circolazione. Non migliora, anzi. VOTO: 5
COMITATO ORGANIZZATORE. Parecchi numeri di alta qualità, un buon lavoro anche quest’anno. Peccato per la mancanza degli elefanti. VOTO: 7,5
JEAN-PIERRE DORIA. Cura da decenni con competenza, eleganza e simpatia, i rapporti con il non sempre facile mondo dei media. Questo è stato il suo ultimo Festival, lo attende una “retraite” ricca di viaggi e di avventure fotografiche. Lo ringraziamo di cuore. VOTO: 8,5

www.montecarlofestival.mc