In principio fu il serpente

In principio fu il serpente

Virusdeliri

Non se ne può più di tutti quei cosiddetti virologi che concionano su tutti i giornali e su tutte le televisioni tutti i giorni e a tutte le ore. Anche perché non hanno ancora capito nulla del covid. Non sanno ancora che tipo di virus è, da dove è venuto e come si cura. Dicono solo banalità e idiozie. E non ne hanno mai indovinata una. Non se ne può più nemmeno di tutte queste parole straniere. D’ora in poi userò solo termini italiani. Per esempio non dirò più lockdown. E nemmeno smart working. Non parliamo di smart learning. Non sapete cos’è? Tenetevi forte.

La prima riunione del Mickey Mouse Fan Club (4 gennaio 1930, Fox Dome Theater, Ocean Park, California USA; dettaglio, fonte: theenchantedmanor.com).
La prima riunione del Mickey Mouse Fan Club (4 gennaio 1930, Fox Dome Theater, Ocean Park, California USA; dettaglio, fonte: theenchantedmanor.com).

COSMOPOLI -  In principio fu il serpente. Ovvio. Se riuscì a ingannare i primi esseri viventi della terra, poteva benissimo fregare anche gli ultimi. Invece no, scusate, contrordine compagni. Non è stato il serpente, è stato il pipistrello. Accidenti, ma siete sicuri? Mah. Forse è stato un pappagallo. O un topo. O una puzzola. Un furetto. Un procione. Ma no, sono stati quegli sporcaccioni di cinesi che lo hanno costruito in laboratorio con la loro piccole manine per fare paura al mondo. Colpa degli uomini, mica degli animali. Gli uomini sono più cattivi degli animali perché li tengono in gabbia e gli animali si sono ribellati.

Ma cosa state dicendo tutti? Non avete capito che è un complotto del Bilderberg e dei servizi segreti sovietici? Ah. Chi volete imbrogliare? Il virus non esiste. Non esiste? Non esiste, ti dico che non esiste. E se poi lo prendi e ci muori? Si vede che dovevi morire lo stesso, i morti per Covid sarebbero morti lo stesso, perché sono vecchi e già gravemente malati. Ma io l’ho preso e sto male. Malissimo. E non sono ancora vecchio. In più, sono sempre stanco. Tranquillo, è poco più di un’influenza. Io, per esempio, sono positivo ma non ho dolori. Faccio tutto lo stesso.

Purtroppo non c’è ancora un vaccino. Non mi vaccinerò mai, sono contro i vaccini, contro tutti i vaccini, fanno venire gli orecchioni. Io dagli orecchioni ci sono andato. Dicono che i gay non lo prendono il coronavirus. Per forza, hanno già l’aids. Neanche i bambini lo prendono. E neanche i negri. E neanche gli animali. E gli ebrei? Non saprei. E i comunisti? Sono ancora radioattivi da Chernobyl.

Comunque, anche se lo prendi, non è un gran problema. Basta bere tanta vodka (ben ghiacciata, mi raccomando), e passa tutto. A me hanno detto che bisogna iniettarsi del disinfettante ed è tutto risolto. Va bene anche un clistere? Basta far finta di niente. Vedrai che quando arriva l’estate scomparirà, il virus non sopporta il caldo. Basta che stai al sole e non lo prendi. Ah meno male.

A me comunque il virus mi ha fatto diventare triste. Tristissimo. Lo eri anche prima. A me mi ha spento il sesso. Ma se non lo facevi neanche prima. Adesso ancora meno. A me invece mi arrapa. Mi hanno detto che i locali per scambisti non sono mai stati così pieni. Ne conosci qualcuno? È pieno anche qua, guarda su internet. E chi mi assicura che non prendo il virus? Hanno detto che basta che usi il guanto. E la mascherina? Devi tenerla. La togli solo quando ti serve. Come al ristorante? Ecco. Fortuna che adesso è arrivato lo smart learning. Non bastava lo smart working? Lo smart learning per smart worker è l’ultima e più avanzata generazione della formazione a distanza, che consente di poter offrire ai vari destinatari servizi di formazione fruibili da qualsiasi luogo in qualsiasi momento, reinterpretando il processo di apprendimento. Mecojoni, non ci ho capito nulla. Io nemmeno, ma oggi il mondo va così.

Non ne posso più di tutte queste parole straniere. È una moda del cavolo. Tanto più che in italiano, che non è certo una lingua meno bella e meno fornita, esistono parole perfettamente equivalenti. Anche lockdown, per esempio, non lo sopporto più. E non lo dico neanche più. E come lo chiami il lockdown? Col suo nome in italiano. Qual è il suo nome in italiano? Clausura. Che c’è, clausura non va bene? Fa venire in mente le suore. Mai stato in un monastero? Confinamento, allora? Fa venire in mente un campo di concentramento, mai stato in un campo di concentramento? Vaffanculo. Non sopporto nemmeno più tutti quei virologi del cavolo che concionano sui giornali e si vedono in televisione tutti i giorni a tutte le ore. Non ne hanno indovinata una. Non hanno ancora capito niente, non sanno ancora che virus è, da dove è venuto, come si cura. Niente, non hanno scoperto niente. E hanno continuato a dire solo cazzate. Imbecille tu che stai ancora ad ascoltarli. Io non ascolto più nessuno. Non credo più a nessuno. Non mi fido più di nessuno.

E fai bene. Almeno su questo siamo d’accordo. Ci siamo stufati di farci prendere in giro. Mi viene quasi da dare ragione al più impresentabile di tutti. Non vorrai mica dire Trump? E invece sì. A questo punto sei arrivato? Devi essere proprio disperato. Per forza. Una volta tanto ne ha detta una giusta. Quale? «La gente è stanca di tutti questi idioti». Parlava anche di sé? Questo non saprei.

In ogni caso, nonostante tutto, io sono positivo. Anche tu? Hai fatto il tampone? No, sono positivo di indole, penso positivo, intendevo dire. In che senso? Che un giorno ci sveglieremo e questo monadevirus non ci sarà più. Scomparso? Scomparso. Come per miracolo? No, così com’è venuto. Per caso.

La pagella

Covid 19. Voto: 2
Donald Trump. Voto: 4
Virologi. Voto: 4
Bilderberg. Voto: sv
Marco Englaro, “Monadevirus” (Bora.La). Voto: 7