Le forbici di Rai3

Le forbici di Rai3

Sotto il tendone del circo: perplessi

La terza rete televisiva italiana ha censurato anche quest’anno i numeri con gli animali selvatici dalla trasmissione del Festival Internazionale del Circo di Montecarlo. I telespettatori così non solo non hanno visto la splendida esibizione del domatore russo Sergey Nesterov, un autentico fuoriclasse, ma non hanno nemmeno saputo che ha vinto il secondo premio. La Principessa Stéphanie di Monaco, indignata, ha negato alla televisione tedesca il permesso di montare il filmato del Festival senza i numeri con gli animali.

Sergey Nesterov e una delle cinque tigri bianche che lavorano con lui (fonte: circusfan.eu).
Sergey Nesterov e una delle cinque tigri bianche che lavorano con lui (fonte: circusfan.eu).

MONTE-CARLO - Rai3 il 24 e 31 dicembre, con repliche il 26 e il 2 gennaio, e complessivamente buoni ascolti, ha trasmesso la quarantaquattresima edizione del Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo. Un appuntamento piacevole, che si ripete ogni anno nel periodo delle festività natalizie, e che è una delle rare occasioni – anzi l’unica – durante tutto l’anno  di vedere in televisione uno spettacolo, e un ottimo spettacolo, di circo. Tutto bene dunque. Nemmeno per sogno. Perché le perplessità sono molte e non proprio irrilevanti. Vediamole.

Prima perplessità: la televisione italiana trasmette un Festival molto importante, il più importante del mondo, e questo è bene, ma lo trasmette quasi un anno dopo (!) che questo si è svolto, e questo è malissimo. Per l’esattezza, lo trasmette undici mesi e otto giorni dopo: la quarantaquattresima edizione andata in onda il 24-26-31 dicembre 2020 e 2 gennaio 2021, era andata in scena sotto l’elegante chapiteau di Fontvieille dal 16 al 26 gennaio 2020.

Seconda perplessità: poco male, per carità, lo spettacolo anche se vecchio è sempre buono. Ma la colpa sarebbe di minore entità se almeno correttamente lo avessero detto, o almeno scritto da qualche parte. Nessuno invece lo spiega, e non c’è alcuna scritta, sembra anzi – e forse si vuol far credere proprio quello – che lo show vada in onda in diretta, mentre lo stai guardando. Ma non è carino far credere una cosa per un’altra, nemmeno se si tratta di circo.

Terza perplessità: non si vedono mascherine né ci sono distanziamenti. E questo è ovvio, dato che lo spettacolo è stato registrato lo scorso gennaio, cioè prima dell’arrivo della pandemia. Ma diversamente da tutte le altre trasmissioni in cui compare la scritta che informa lo spettatore che la trasmissione è stata registrata in precedenza, in questo caso non compare alcuna scritta.

Quarta perplessità: in questa trasmissione non si vedono i numeri con gli animali esotici e selvatici (o feroci, se preferite), che pure erano presenti in pista al Festival, ed erano ottimi numeri che avevano ricevuto molti applausi (dalle forbici censorie della Rai si salvano solo i cani e i cavalli). Frutto perverso, questo, avanzato da una precedente gestione della rete (Dariolina Bignardi), di cui si fatica a ricordare le imprese.

Quinta perplessità: questo fa sì che gli spettatori non vengano a sapere (ma forse è meglio non dirglielo), che all’ingresso dello chapiteau c’è un grande cartello che raccoglie ogni sera migliaia di firme da parte del pubblico che affolla gli spettacoli, in calce a una petizione promossa personalmente dalla Principessa Stéphanie di Monaco nella sua veste di Presidente del comitato organizzatore del Festival, per consentire ai circhi di continuare a presentare i numeri con gli animali, nel dovuto rispetto delle regole, che magari non tutti conoscono, ma che esistono.

Sesta perplessità: questa stessa censura ottiene anche l’effetto che i telespettatori non possano ammirare uno splendido numero di gabbia in cui il domatore russo Sergey Nesterov, piedi scalzi e mani nude, gioca, bacia, abbraccia e carezza le sue splendide cinque tigri bianche e la sua leonessa, in un numero dolcissimo che mostra in tutta evidenza un rapporto di complicità e di affetto, se non anche di amore puro, tra l’uomo e l’animale.

Settima perplessità: per lo stesso motivo, il pubblico televisivo non viene nemmeno a sapere (probabilmente perché anche questo non è educativo), che il domatore russo Sergey Nesterov con le sue tigri è stato premiato con il Clown d’Argento, vale a dire il secondo posto, da una competentissima giuria internazionale di esperti del settore.

Ottava perplessità: altre forbici, stavolta magari non per motivi censori ma di tempo, non fanno sapere ai telespettatori i nomi di tutti i vincitori. Ne cancellano addirittura 8 su 11 (!), dando conto solamente di 1 oro (Knie), 1 argento (Ayala), 1 bronzo (Efimov). In realtà, gli ori erano 3 (oltre ai Knie, i Tuniziani e i Martinez Brothers), gli argenti 4 (oltre agli Ayala, Nesterov appunto, i Dandies, Shandong), e 4 anche i bronzi (oltre agli Efimov, i Bingo, gli Zola, i Flash of Splash). Più che un errore, una scorrettezza. E un pessimo servizio reso a una corretta informazione.

Nona perplessità: una presentazione adeguata è da sempre una chimera, e pazienza. Bisognerebbe almeno chiedere a quelle signorine, di cui ignoriamo meriti e competenze, che di tanto in tanto si avvicendano (con modeste fortune peraltro) alla conduzione, di evitare per favore, se possibile, il ricorso a sgangherate risatacce al pari di profluvi di esclamazioni fuori controllo da festival delle banalità, del tipo «fantastico!», «straordinario!», «meraviglioso», «incredibile!», «stupefacente» e vai così. Per fortuna che da qualche anno almeno i testi, affidati alle cure dello storico del circo Alessandro Serena, sono puntuali e corretti.

Decima (e ultima, per non infierire), perplessità: par di capire, rebus sic stantibus, che il futuro del circo in tivù, quantomeno quello del Festival di Montecarlo, non sarà così roseo. Al Principato, dove non nascondono l’irritazione, sembrano orientati a rivedere gli accordi con le televisioni, se queste continueranno a tagliare i numeri con gli animali. È già successo con la Germania, potrebbe accadere anche con l’Italia. Quando ho parlato del problema con la Principessa Stéphanie di Monaco, nel corso di un’intervista per la rivista Circo nel suo studio privato sulla Rocca di Monte-Carlo, mi ha detto indignata: «La televisione tedesca ci ha chiesto di montare il filmato del Festival senza i numeri con gli animali. Ci siamo rifiutati. Ciascuno a casa ha il suo telecomando, e se non vuole vedere gli animali al circo, può cambiare canale. Ma non può impedirlo a tutti quelli che invece li vogliono vedere».

La posizione della Principessa sulla questione è molto netta. «Ciascuno ha il diritto di avere la propria opinione, e vanno rispettate le opinioni di tutti. Del resto non sarebbe normale, e nemmeno giusto, che la pensassimo tutti allo stesso modo. Ma nessuno ha il diritto di imporre la propria opinione agli altri. Allo stesso modo, è un diritto sacrosanto di ciascuno andare a vedere gli spettacoli che preferisce. Non esiste che una minoranza di persone tenti di imporre il proprio modo di pensare. Non è democratico in un Paese civile. C’è una grande maggioranza di persone a cui piace andare a vedere il circo con gli animali, e nessuno può e deve impedirglielo. Purtroppo invece vengono spesso ascoltate di più, anche su internet, le voci di protesta, che spesso sono false e offensive, e rasentano il fanatismo».

Tranquilli, comunque. Per il prossimo Natale il problema non si pone. È già stato risolto. Da qualcun altro. Perché avrebbe dovuto andare in onda il Festival del gennaio di quest’anno, un Festival che invece, per forza di cose, è stato cancellato. Se ce la faremo, ci rivedremo, non in tivù ma dal vivo, a Monte-Carlo nel 2022, intorno alla pista circense più famosa del mondo, dal 20 al 30 gennaio. E ci saranno molti animali, ça va sans dire. Fate attenzione, state sani e sicuri. W il circo.

LA PAGELLA
Rai3. Voto: 5
Daria Bignardi. Voto: 4
Alessandro Serena. Voto: 7
Sergey Nesterov. Voto: 8
Festival Internazionale del Circo di Montecarlo. Voto: 8
Principessa Stéphanie di Monaco. Voto: 8,5