Il Venerdì

Il Venerdì

Belli capelli DUE!

Con il maschio idillio tra Bolsy e Vlady

Luca Colferai

La fenomenologia tricologica del potere è in fibrillazione dopo la sonora inaspettata sconfitta elettorale del giunonico Plantigrado Biondo e della schiera dei suoi Titani: il Biondone non è più Biondo ma Cinereo e a Rodolfo gli si scioglie tutta la tinta come al professor compositor  Gustav von Aschenbach morente sulla sdraio del des Bains (per i lidensi dèbeng) nell’estasi della pederastia e del colera.

Il Venerdì

Il contagio del più mona

L’ultima volta, giuro!

Andrea Silvestri

Il Direttore di questa pregevole rivista di cui ci scriviamo sopra (io: Andrea Silvestri, per nome e conto mio, ma anche per conto del Mauri che è qua che guarda quello che scrivo, e vuole anche correggermi: Tasi! Sta bon Mauri!) mi ha telefonato per dirmi che la direttiva della direzione è di non pubblicare più niente sul Covid ammenoché non sia una notizia mostruosa. Peccato! Perché: ho già scritto. Ecco qua.

Il Venerdì

I più grandi virologi

Della storia umana e anche inumana

Andrea Silvestri

E così, come che è come che non è: hanno fatto anche la classifica nazionale dei virologi, su un importante quotidiano nazionale. Che poi non crediate che io (Andrea Silvestri, per servirvi e anche per non servirvi che è meglio) e il Mauri (Vianello; dì ciao ai lettori, Mauri!) qua in Campo della Bragora non leggiamo i giornali e non siamo informati. E allora ecco qua: i virologi più importanti della storia umana e anche inumana, per voi (ma soprattutto per noi).

Il Venerdì

Chiusura anticipata

Tempi e costumi (o tempora o mores)

Andrea Silvestri

E insomma, come che è come che non è: il sole tramonta sempre più presto, l’età declina, ci hanno tolto anche l’ora legale. E Chang (Osteria da I Amici) chiude alle ore diciotto spaccate. Le prime tre cose, male o bene, non ci toccano più di tanto. Era ed è inevitabile. Ma la quarta proprio no. Così il Mauri ha avuto un’idea (egli ha sempre delle idee, anche se sarebbe molto meglio che non le avesse). Ecco cosa è successo.

Il Venerdì

Misure di contenimento

L’antico e pericolosissimo gioco del magrasso

Andrea Silvestri

È arrivato l’autunno e grazie alle misure di contenimento non si può più bere in piedi, quindi dovendo stare seduti (all’aperto per giunta perché dentro non c’è posto, e per fortuna perché il Mauri è ipocondriaco) per alcune decine di minuti, mentre sorbiamo i nostri spritz, abbiamo deciso di intrattenere il tempo introducendo nelle nostre abitudini l’antico e pericolosissimo gioco del madrasso (che io credevo che si dicesse magrasso).

Il Venerdì

Ce l’ho più grosso di tutti

E mi viene da piangere

Andrea Silvestri

Siccome che sono tutti impegnati con la pandemia e i le meraviglie che fanno i presidenti delle grosse nazioni (uno ha preparato un altro vaccino, per restare in argomento) questo venerdì io (Andrea Silvestri) e il Mauri (Maurizio Vianello, eccolo qua: al computer) vogliamo parlarvi di un grosso presidente di una piccola nazione che a noi ci piace tantissimo.

 

Il Venerdì

Nostalgia dello stivale

Il sollevamento del Mose

Andrea Silvestri

Abbiamo chiesto alla nostra coppia autoctona di commentatori (Andrea Silvestri e Maurizio Vianello, abitualmente in Campo Bandiera e Moro) di raccontare le loro impressioni sul recente positivo collaudo delle barriere mobili più costose della storia del mondo. Ecco cosa hanno provato e cosa pensano, con le loro parole.

Il Venerdì

Quando mi cala il sondaggio

Mi viene la pandemia

Andrea Silvestri

Dopo lunga assenza, implacabilmente ritorna, sulle colonne de Il Ridotto, la coppia di aborigeni veneziani (Andrea Silvestri e Maurizio Vianello detto Mauri) dedita al consumo continuativo di spritz al bitter e al commento di grandi e piccoli fatti mondiali, dall’osservatorio privilegiato di uno dei più antichi campi della città. Questo venerdì analizzano la positività di Donald Trump al covid-19.

 

Il Venerdì

Di chi sono le bandiere?

Due storie di emarginazione (e sopruso) da un capo all’altro del mondo

Luca Colferai

Gli aborigeni sono molto arrabbiati. Hanno rubato loro la bandiera, oppure anche no, visto che la bandiera della nazione aborigena l’ha inventata un artista grafico e l’ha protetta legalmente (e soprattutto economicamente) come prodotto della propria arte. Invece sono quasi inesistenti i veneziani che si arrabbiano perché una parte politica (pessima, tra l’altro, e non solo secondo noi) usa il simbolo del Leone di San Marco come se fosse proprio.

Il Venerdì

Belli capelli

Le influenze tricologiche del potere

Luca Colferai

A un certo punto della faccenda, il potere dà alla testa. Ed alcuni potenti in testa oltre e forse più dei loro vaghi pensieri (vaghi in senso letterario arcaico: desiderosi, vogliosi: di potere, ovvio) hanno anche i capelli. E tantissimi. Proporzionalmente fitti alla brama del loro potere, quasi ne fossero rinvigoriti, fertilizzati, potenziati (appunto). Così il nostro amato Plantigrado Biondo, capo dell’unica superpotenza - in declino - del ventunesimo secolo, vuole più pressione nelle docce statunitensi per migliori risciacqui.