Anna Santini

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Il cassopipa

Una delizia a cottura lentissima

Anna Santini

È un piatto di origine chioggiotta e non una parolaccia. Si chiama così perché una volta veniva fatto su una pentola di terracotta chiamata (casso, da cassariola) che veniva lasciata pipar su un angolo della cucina economica, oppure veniva preparato in barca dai pescatori: quando tiravano su le reti, tenevano da parte i granchi e altri crostacei o molluschi di scarsa qualità per prepararsi, in barca, una sorta di zuppetta calda.

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Tradizioni d’estuario

Due ricette per Natale

Anna Santini

Due ricette per Natale dall’estuario lagunare, dalle due isole più antiche e dalle interessantissime tradizioni culinarie. E non dite che sono troppo lunghe da fare, che tanto di tempo ne avrete moltissimo. Da Burano risi e fasioi col brodo de go; da Murano il bussolà forte. Per il secondo, se proprio volete sbrigarvela con poca fatica fate voi: potete scegliere tra una versione casalinga del bisato sull’ara (ancora Murano) o delle canocie in buzara (tutto l’arcipelago veneziano). Ma di queste non daremo spiegazioni.

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Il ritorno del pisello spezzato

Zuppa invernale d’antichissima storia

Anna Santini

Per queste tremende giornate d’inverno la popolare e buonissima sopa de spessai, in italiano zuppa di spezzati, ovvero piselli secchi decorticati, è l’ideale. Ecco quindi la ricetta con una breve cicalata sulla storia del pisello, la sua diffusione, la sua evoluzione e l’importanza fondamentale non solo nella storia ma anche nella scienza.

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Le metamorfosi del granchio

In novembre: tre ricette con le masanete

Anna Santini

Sarà stata la miseria, sarà stata la voluttà: il comune granchio dell’estuario, riconosciuto nel 1847 dal naturalista veneziano Giandomenico Nardo come sottospecie se non addirittura specie a sé del diffusissimo Carcinus maenas, non solo si trasforma in moleca (che ormai tutti conoscono) ma anche e soprattutto per pochi giorni di novembre in masaneta (anche maseneta). Ma solo le femmine giovani però; perché i maschi (come d’altronde in molte altre specie) non servono quasi a nulla. Sono prelibatezze della cucina veneziana.

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Lasagne al radicchio e alla zucca di Chioggia

Seconda ricetta di ottobre

Anna Santini

La zucca di Chioggia, chiamata familiarmente suca baruca è la specialità dell’autunno. Fino alla scoperta dell’America, le uniche zucche disponibili erano le cocozze, o zucche da vino, italiche (Lagenaria siceraria), dalla forma a clessidra e dalla buccia liscia, buone appena mature e utili come fiasca quando lasciate a seccare. La  Cucurbita Maxima, da cui la zucca marina di Chioggia deriva, è arrivata in Europa nel XVI secolo e ha ampliato notevole la gamma di sapori e di colori disponibili in cucina.

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Faraona alla melagrana

Un connubio di sapori, storie e simboli

Anna Santini

Per la prima ricetta di ottobre un connubio di sapori, storie e simboli. La  gallina del faraone, è originaria delle foreste e delle pianure di gran parte dell’Africa orientale e dell’isola di Madagascar. Già domesticata dagli antichi Greci e dai Romani, si estinse in Europa negli anni bui del primo Medioevo.

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Gli gnocchi di San Michele

Tradizionali per la ricorrenza del patrono di Mestre

Anna Santini

Il 29 settembre si festeggia l’arcangelo Michele, patrono di Mestre (e protettore di commercianti, doratori, fabbricanti di bilance, farmacisti, giudici, maestri di scherma, paracadutisti, polizia di stato e radiologi). Per la ricorrenza dedicata all’arcangelo guerriero, principe delle milizie celesti, avversario e vincitore di Satana e degli angeli ribelli, è tradizione preparare un piatto di gnocchi conditi con il castrato, di cui siamo fieri darvi ricette originali, oltre che buonissime.

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È il momento dell’Uva Fragola

Ben due ricette golose antiche e stravaganti

Anna Santini

È il momento dell’uva fragola, e quindi ecco a voi ben due ricette dedicate alla più nota sorellastra americana della vite europea, resistentissima alle malattie, a molti parassiti, al freddo e all’umidità, ma non proprio adatta alla vinificazione. Fa parte, con altri tipi, della grande famiglia della vitis labrusca; ed è chiamata anche con il bel nome di Isabella. Fu importata nei primi decenni dell’Ottocento dagli Stati Uniti Orientali, dove è diffusa dalla costa atlantica fino alle Grandi Pianure, prima della Grande Infestazione della fillossera.

 

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Sant’Anna di Chioggia la sagra delle anatre

Quest’anno purtroppo niente appuntamenti pubblici con le tradizioni culinarie: quindi un po’ di ricette

Anna Santini

Sant’Anna è la frazione più grande del comune lagunare, posta a circa otto chilometri a sud di Chioggia, tra due i fiumi Brenta e Adige. Prima della bonifica agricola del Seicento, la zona era usata dai nobili veneziani come riserva di caccia, soprattutto per l’abbondanza di anatre.