Un gin multicolore

Un gin multicolore

Perfetto per cocktail divertenti

«Perché non produciamo un bel gin dalla vivida tonalità indaco e che cambi anche colore? Questo ci farà sicuramente notare sul mercato del Ginaissance»: più o meno questo (suppongo) deve essere stato il ragionamento alla base della decisione dei distillatori della Victoria Distillers (Victoria, British Columbia, nel sud del Canada) quando hanno iniziato a progettare il loro Empress 1908 Gin.

 

Empress Gin 1908.
Empress Gin 1908.

Mi ero già imbattuto, qualche anno fa, nella Victoria Distillers, quando ho comprato una bottiglia del loro Premium Cocktail Gin nel negozio duty-free dell’aeroporto di Vancouver . A partire dal 2019 Empress è ora in distribuzione nel Regno Unito e ho ritirato la mia bottiglia nel nostro supermercato Asda locale, senza dover prendere l’aereo.

La bottiglia è alta, cilindrica con il caratteristico tappo ramato del distillatore che maschera un tappo di sughero artificiale. L’etichetta è un sottile striscione bianco a forma di nastro inclinato che avvolge la bottiglia a spirale verso la parte superiore. Fornisce i dettagli del liquore e il numero di lotto (la mia bottiglia era la numero 63); un altro nastro scuro e stretto nella parte inferiore che rivela il volume alcolico: 42,5%. Il vetro è trasparente e ciò che conferisce la caratteristica tonalità blu scuro è proprio il colore del liquore all’interno.

È stato un po’ uno shock quando l’ho versato. Sono sempre stato un po’ diffidente nei confronti delle bevande blu, non so perché, ma associo le bevande a colori particolari e il blu non è proprio uno di questi. Ciò che conferisce a questo gin la sua particolare tonalità sono i petali della pianta della Clitoria ternatea, comunemente nota come Butterfly pea o fagiolo dal fiore blu (il nome latino si riferisce proprio alla forma del fiore: indiscutibilmente erotica). Da secoli, nel sud-est asiatico, con i suoi petali si prepara un tè dall’intenso colore che solo di recente è entrato nelle grazie degli appassionati occidentali più avventurosi.

In verità ciò che ha reso l’infuso di Clitoria ternatea particolarmente attraente per i distillatori di gin intraprendenti non è solo la tonalità scura che conferisce al liquore, ma il fatto che cambia colore a seconda del pH della sostanza aggiunta. Un limone, ad esempio, lo renderà viola mentre un tonico lo schiarirà notevolmente. Non c’è da stupirsi che sia uno dei preferiti dai produttori di cocktail.

Il gin prende il nome dal Fairmont Empress Hotel che aprì le sue porte ai clienti nel 1908. Affacciato sul porto di Victoria, era un punto di sosta preferito per i viaggiatori che passavano dai treni della Canadian Pacific Railway alle navi, e viceversa, ovviamente. Negli anni ‘20 divenne il luogo preferito in cui prendere il tè pomeridiano e la sua miscela distintiva divenne un punto fermo della buona società del tempo. Naturalmente, un gin di Victoria con colorato con l’infuso di Butterfly pea, doveva per forza prendere il nome dall’hotel.

Gli aromi della miscela (sullo spirito a base di mais) sono Empress Blend: una miscela canadese di tè neri, ginepro, coriandolo, buccia di pompelmo, zenzero, cannella, rosa e, naturalmente, fiore di Clitoria Ternatea. Con tutto questo non sono sicuro di cosa mi aspettassi quando l’ho stappato, forse qualcosa di un po’ floreale o dolce (o anche addirittura un po’ da detersivo, almeno per me). Comunque: ho avuto un piccolo shock. Al naso il colpo era potente e audace direi: con il ginepro in primo piano, e un intenso sentore di agrumi. In bocca gli elementi floreali sono stati i primi a brillare ma poi il ginepro e gli agrumi hanno preso piede, prima di lasciare il posto alle componenti più terrose e speziate della miscela. Il retrogusto era caldo e speziato e si è fatto ben percepire.

Sono stato piacevolmente sorpreso da questo gin, che ha un tocco più contemporaneo di tanti altri gin a base di ginepro. Non è stato così sottile o ben bilanciato come avevo sperato, ed è chiaramente rivolto al mercato dei cocktail. Però potete sicuramente divertirvi, però, presentando ai vostri ospiti una liquore blu scuro e osservare il loro stupore quando cambia colore aggiungendo qualcos’altro.

Alla prossima volta, salute!