Le pose oscene

Liriche erotiche di Graziella Atzori

Nuovo libro elettronico per I Antichi Editori, braccio editoriale della Compagnia de Calza «I Antichi» di Venezia. S’intitola Le Pose Oscene ed è opera di Graziella Atzori, scrittrice e poeta, che vive e opera a Trieste. Nelle liriche di Pose Oscene, Eros è il principio universale che tutto muove, declinato in vari diversi modi e nomi dalle innumerevoli religioni degli uomini; e i corpi e le anime degli amanti congiunti nell’amore divengono gli altari reali della sua immanenza.

Graziella Atzori, Le Pose Oscene (I Antichi Editori Venezia…
Graziella Atzori, Le Pose Oscene (I Antichi Editori Venezia…

VENEZIA  (l.c.) – La leggerezza malinconica della dichiarazione d’amore postuma di un cameriere di caffè per un elegante anziano signore d’altri tempi (Fata Turchina); la grazia selvatica e foriera di magnifici guai tremende passioni bellissime avventure in Tre fate; il sesso sfrenato tra gli scaffali ricolmi di libri in Amanti.

Come in un percorso d’innamoramento si parte dai versi più pudichi e lievi, mossi nel labirinto delle memorie e delle immagini angeliche del trascorso erotico (ma senza alcuna nostalgia, anzi con vibrante riverbero del passato); per giungere via via ad una passione orgiastica e senza vergogna alcuna, carnale e irrefrenabile.

Sulla silloge poetica dice Graziella Atzori: «Le pose oscene è titolo provocatorio: l’oscenità, in senso negativo, è solo nella mente di chi è represso e nega una parte di sé. Quindi ho scritto come voce del dissenso verso una cultura sessuofoba e repressiva, demonizzante, che ci portiamo dentro da duemila anni. Il mondo antico sentiva diversamente, si innalzavano templi a Venere, a Dioniso, Apollo. In altre parti del mondo, in India ma in tutto l’oriente, l’iconografia sacra ha alla base l’unione sessuale, la congiunzione del maschile-femminile. A questo proposito bisogna leggere la lirica Yoni-lingam, in sanscrito yoni è la vagina lingam è il pene».

«Poi c’è la sintesi di una vita, nel libro, le esperienze giovanili. La prima volta è una poesia ideale, ogni adolescente sa che la prima volta non è una grande esperienza fisica, a prescindere dall’innamoramento, in quanto manca l’esperienza e l’educazione all’ascolto del corpo. Anzi ascoltare il corpo è comunque ancora considerato peccato. Sono tematiche importanti. Le nostre zone erogene sono considerate solo nelle barzellette, non resta che l’ironia per parlarne. Un altro tema è il desiderio che per tutti è sempre più grande della realtà, quindi c’è nel libro questa preghiera affinché eros resti, mentre poi, malinconicamente, sfugge, scompare, anche se il partner resta non è mai come quello sognato. E poi c’è la morte. Eros è vita. La partita fra i due è sempre aperta. Tante volte si è morti pur vivendo».

I Antichi Editori pubblicano (e ripubblicano) libri elettronici inutili, stravaganti e deliziosi, rivolti ad un pubblico di adulti colti di tutte le età, di tutte le idee, di tutti i sessi; opere prime ultime e di mezzo di autori veneziani (di garbo) e foresti (de sesto). Sono libri divertenti e anche intelligenti, che non trovate dalle altre parti.

«La nostra è una battaglia di retroguardia - spiegano all’unisono il direttore editoriale Roberto Bianchin e il presidente (Prior Grando de I Antichi) Luca Colferai – per una visione libera e cosmopolita, aperta al futuro ma saldamente basata sul passato, della cultura veneziana nel mondo; che guarda indietro ma soprattutto avanti».

Graziella Atzori, nata in Sardegna, dopo la laurea in filosofia inizia a scrivere fiabe si occupa di critica letteraria per diverse case editrici. Il suo libro Le Pose Oscene è disponibile per l’acquisto su www.iantichieditori.it.

Amanti

È questa la libreria artigianale
in rovere costruita
quasi vent’anni or sono
in un appartamento sguarnito
senza tavolo né letto
facevamo l’amore per diletto
distesi a terra su un plaid a quadri
i libri testimoni
il pavimento ripulito
odore di pittura fresca
dolce abbandono
brivido dell’avventura
nudità baci e dono
«sto venendo vengo!»
mormoravi pulsante
e il rantolo si quietava
nella penombra
degli scuri socchiusi
ricordo il tuo strano pudore
nel toglierti gli abiti di dosso
la delicatezza delle mani
l’abbraccio forte e clandestino
era destino
separarci presto troppo
come velocemente
il giorno declina
e corre dopo le ore pomeridiane
i libri sono rimasti
sentinelle di ieri
fidi guardiani
dei gesti appassionati di due
eravamo noi quelli
ancora li riconosco
ma il luogo disadorno
è solo sogno in cui torno
per ritrovare un certo calore

Le pose oscene